Pagine

11 giugno 2006

BUONE NOTIZIE DAL VATICANO ...


Vaticano oscurantista? Benedetto XVI respinge al mittente l'immagine di una Chiesa nemica dei progressi della scienza e delle gioie del sesso.
"I giovani devono sapere che la Chiesa con i suoi comandamenti ed i suoi divieti non è contro la gioia dell'amore tra un uomo e una donna".
Le parole di Ratzinger sono clamorose e forse potrebbero dare un punto fermo da cui partire per una discussione seria sull'argomento anche da parte degli anticlericali.
Davvero i tempi cambiano!!

IRAQ LA PRIMA RISPOSTA ALLA MORTE DI AL ZARQAWI


Attentato compiuto poche ore dopo minacce al Qaida

(ANSA) - BAGHDAD, 11 GIU - Un'autobomba e' esplosa nel centro di Baghdad, causando quattro morti e nove feriti. Lo ha riferito la polizia. Al momento non si hanno altre informazioni sull'attentato, che e' stato compiuto alcune ore dopo che al Qaida in Iraq ha minacciato attacchi su vasta scala per 'scuotere il nemico' dopo l'uccisione del suo emiro Abu Musab al Zarqawi.

Continueranno ... e noi lasciamo là i nostri civili senza i militari.

PRODI : BERLUSCONI HA SCHIAVIZZATO L'ITALIA

Quella che segue è l’intervista a Romano Prodi come è stata pubblicata dalla Zeit.
Di essa è interessante il titolo: “Dieses Land ist versklavt worden“= Questo paese è stato schiavizzato.
Esattamente la frase che poi Prodi ha dichiarato di non avere detto. Ora s’immagini quanto verosimile sia che una frase così diretta, e compromettente, e violenta sia stata inventata dai giornalisti. I quali da tempo hanno la buona abitudine di tenere un registratore acceso, mentre effettuano le interviste. Dunque si può star sicuri che Prodi quelle parole le ha dette. Del resto, se così non fosse, non avrebbe accusato il giornale della peggiore disonestà, magari fino a fargli causa? Non funziona neanche l’ipotesi di una cattiva traduzione. Chiunque conosca i rudimenti del tedesco sa che “ver” è una preposizione che rende negativo il nucleo semantico che lo segue, e dunque quello che importa è proprio questo gruppo semantico in cui anche chi non conosce il tedesco riconosce nello “sklav” (la “t” fa il participio passato) lo schiavo. La parola, anche in tedesco, è di origine latina.
Il testo integrale è in calce, qui vengono poste in evidenza alcune risposte.Gli intervistatori parlano della loro difficoltà di capire l’Italia e dicono (segue traduzione):

D - Es fängt schon damit an, dass wir nicht einmal wissen, zu welcher Partei Sie eigentlich gehören. [Cominciamo col fatto che non sappiamo neppure a quale partito lei di fatto appartiene.]

P - Wir sind dabei, die Demokratische Partei zu gründen, und das ist keineswegs Zukunftsmusik. Sie wird die beiden größten Parteien meiner Koalition, die Linksdemokraten und die Margherita, vereinen. [Siamo in procinto di fondare il partito democratico, è questa non è in nessun modo musica del futuro“. Esso unificherà i due più grandi partiti della mia coalizione, i Ds e la Margherita.] Qui notiamo che Prodi non dice a quale partito appartiene, ma a quale amerebbe appartenere. La risposta onesta sarebbe stata: “Per il momento non appartengo a nessun partito…” Ma Prodi è sempre afflitto da un eccesso di ottimismo rispetto a se stesso. Quando non di arroganza.
Si veda lo scambio di battute che segue:

D - Kanzlerin Merkel findet es manchmal schon mühsam, eine Koalition von zwei Partnern zu führen. Erklären Sie uns, wie Sie deren neun zusammenhalten. [La Cancelliera Merkel trova a volte stancante guidare una coalizione di due partiti. Ci spieghi come fa lei a tenere insieme una coalizione di nove partiti.]

P - In euren zwei Koalitionsparteien gibt es 40 verschiedene Richtungen, nicht bloß neun! Die Deutschen haben doch, entschuldigt meine Direktheit, viel länger gebraucht, um ihren Koalitionsvertrag abzuschließen, als wir. (...) Ich habe in einem Monat die Kammerpräsidenten wählen lassen, einen Staatspräsidenten, die Regierung zusammengestellt und zwei Vertrauensabstimmungen überstanden! [Nella vostra coalizione ci sono quaranta diverse tendenze, non soltanto nove! E inoltre i tedeschi, scusi la mia franchezza, hanno avuto bisogno di molto più tempo per siglare il loro contratto di coalizione, di quanto ne abbiamo avuto bisogno noi (…) Io in un mese ho fatto eleggere il Presidente della Camera, un Presidente della Repubblica, ho formato il Governo ed ho superato due voti di fiducia.] A parte la scortesia di criticare le persone di cui si è ospiti, c’è tanta di quell’arroganza in queste parole, che sarebbe stato adeguato farle seguire dalla Cavalcata delle Valchirie. E questo atteggiamento spocchioso è confermato dalla risposta seguente.
Dopo che ha detto che applicherà il programma, afferma:

P - …Die Lage ist doch jedem klar: Bin ich weg, ist die Regierung weg; ist die Regierung weg, bleiben wir die nächsten 60 Jahre in der Opposition. [La situazione è tuttavia chiara. Se vado via io, va via il governo; e se va via questo governo, rimarremo all’opposizione per i prossimi sessant’anni.] Qualcuno, prima di lui, ha detto “dopo di me il diluvio”. Ma almeno era il re di Francia. E poi, se Berlusconi è così detestabile e disonesto perchè gli italiani dovrebbero lasciare gli "amati" comunisti all'opposizione per i prossimi sessant'anni??
Se poi i giornalisti tedeschi dicono una sciocchezza calunniosa sul conto dell’Italia, Prodi, invece di rintuzzarla, l’aggrava. Basta leggere:

D - Die italienische Justiz wird wegen ihrer Langsamkeit alljährlich vom Europäischen Gerichtshof für Menschenrechte gerügt. Anstatt effektiver zu arbeiten, beklagt das Gericht in Rom, dass es kein Papier mehr hat. Kein Papier für Urteile – und das bei 700 000 anhängigen Zivilklagen. [La giustizia italiana è riprovata ogni anno dalla Corte Europea di Giustizia per i diritti umani a causa della sua lentezza. Invece di lavorare efficacemente, il Tribunale di Roma si lamenta che non ha più carta. Non ha carta per le sentenze, e questo mentre ci sono pendenti 700.000 processi civili.]

P - Wahrscheinlich fehlt es dort auch an Toilettenpapier. Die Berlusconi-Regierung hat uns diese Situation hinterlassen. [Probabilmente manca anche la carta igienica. Il governo Berlusconi ci ha lasciato questa situazione.] E segue una acerba critica del governo precedente (che avrebbe scialacquato il denaro pubblico!), ma questo si può tollerare: è pura campagna politica interna. Ma stavolta Prodi calunnia il nostro paese agli occhi dello straniero. Purtroppo, gli italiani – e questo è ancora un esempio – odiano i compatrioti e non sanno che cosa sia l’amor patrio.
Egli dichiara poi:

P - Wenn wir an der Armada der Dienstwagen sparen, ist das psychologisch für die Leute wichtig. Ich habe 1996 schon einmal die Führung eines Landes übernommen, dessen Finanzlage desaströs war. Ich habe die Finanzen damals in Ordnung gebracht, und ich werde es auch jetzt wieder schaffen. Ich verstehe mein Handwerk. Und lassen Sie mich auch sagen: Dieses Land ist zuvor versklavt worden. Der frühere Ministerpräsident konnte tun und lassen, was er wollte. [Quando noi economizziamo sulle auto blu, la cosa è importante per la gente dal punto di vista psicologico. Ho assunto già una volta, nel 1966, la guida di un paese le cui finanze erano disastrose. Allora ho rimesso le finanze in ordine e lo farò anche stavolta. Conosco il mio mestiere. E mi permetta anche di dire: questo paese precedentemente è stato schiavizzato. Il precedente presidente del Consiglio poteva fare e non fare tutto quello che voleva.] Il caro Prodi non dice che la precedente legislatura di centro-sinistra ha lasciato una voragine – certificata dall’Europa – nei conti, e non dice di avere portato i membri del governo a 102, battendo il primato di Andreotti di quindici anni fa. Probabilmente questo esercito di membri del governo lavorerà gratis. Mentre il governo Berlusconi ha azzerato l’avanzo primario ma non ha lasciato nessun “buco”. E non è cosa da poco, nella congiuntura di questi anni. Ma quello che importa soprattutto è la frase sul fatto che l’Italia è stata resa schiava da Berlusconi, un tiranno fornito di tutti i poteri.
Ma non di quello di mandare in esilio Prodi, a quanto pare. Purtroppo.

D - Sie haben Berlusconis Politbewegung Forza Italia einmal als Partei derjenigen bezeichnet, die immer in zweiter Reihe parken. Was wollten Sie damit sagen? [Lei ha designato il movimento politico di Berlusconi, Forza Italia, come il partito di quelli che parcheggiano in seconda fila. Che cosa intendeva con ciò?]

P - Genau das hat er doch propagiert: Den Fiskus zu prellen ist kein Problem. In zweiter Reihe zu parken ist kein Problem. Der Staat ist der Gegner, der Feind. Und mit seinen Medien hat er immer wieder diese Propaganda verbreitet. (...) [Proprio lui ha predicato questo: imbrogliare il fisco non è un problema. Parcheggiare in seconda fila non è un problema. Lo stato è l’avversario, il nemico. E con le sue televisioni ha sempre diffuso questa propaganda…] Nessun commento.


Legno storto

INTERVISTA AD ANTONIO MARTINO : ECCO PERCHE' E' SBAGLIATO LASCIARE PROPRIO ORA L'IRAQ

Onorevole Antonio Martino, il terrorista Al Zarkawi è stato eliminato. Cosa significa questo per il futuro dell’Irak?

«Intanto è un indubbio successo, anche se pare non avesse più la posizione di comando che aveva in passato. È stato condannato a morte quattro volte in Giordania, era uno spietato terrorista, è un fatto positivo che sia stato eliminato. Questo fa sperare che altri terroristi pericolosi a piede libero siano raggiunti presto dal destino che meritano».

La collaborazione tra gli alleati e il governo iracheno comincia a dare i suoi frutti nel settore della sicurezza?

«Esattamente. E a questo anche gli italiani hanno contribuito in misura significativa. Vorrei ricordare che i Carabinieri hanno addestrato oltre undicimila poliziotti iracheni e che l’Esercito ha addestrato oltre duemila soldati iracheni. Questa è la cosa di cui l’Irak ha più bisogno, perché a mano a mano che il governo, legittimo e democratico, sarà in grado di provvedere da sé alla propria sicurezza, allora la presenza delle forze della coalizione non sarà più necessaria».

Addestramento delle forze irachene e ritiro delle truppe alleate sono collegati?

«Questo era l’obiettivo della missione Antica Babilonia. Io avevo annunciato a gennaio che si sarebbe conclusa entro l’anno, ma il punto è che il prosieguo doveva essere una missione delle Nazioni Unite, prevalentemente civile che, per ragioni di sicurezza, prevedeva anche l’impiego dei militari. Il governo invece per mantenere fede all’impegno “via tutti i militari dall’Irak”, dimostra quanto poco creda nelle Nazioni Unite. Cancellando una missione Onu solo per dare soddisfazione alle frange più facinorose di questa maggioranza».

Alla luce degli ultimi fatti, non è un errore ritirarsi proprio ora?

«Non solo. Questo è un durissimo colpo alla credibilità internazionale dell’Italia che faticosamente avevamo ricreato in questi cinque anni. Avevamo un prestigio internazionale senza precedenti nella storia repubblicana. Abbiamo avuto contemporaneamente il comando della missione europea in Bosnia, il comando Nato in Kosovo, il comando Nato in Afghanistan, il comando del Prt ad Herat, il comando del posto di frontiera a Rafa tra la striscia di Gaza e l’Egitto. Il ministro della Difesa inglese John Reid, tornato alla Difesa dopo sette anni, mi ha detto: “Ho scoperto che in questi sette anni è cambiata una sola cosa, gli italiani. Siete diventati indispensabili, sembra che non possiamo fare a meno di voi”. Certamente questo è merito dei nostri militari che sono stati bravissimi, ma erano bravissimi anche sette anni prima. Il fatto è che hanno avuto alle spalle un governo che ha prodotto una politica estera coesa, credibile, condivisa e accettata. Ora noi torniamo all’Italietta inaffidabile, alla vecchia battutaccia che dice: gli italiani non finiscono mai la guerra dalla stessa parte in cui l’hanno cominciata».

Anche il Sismi ha contribuito - con la scoperta dell’ultimo video - a individuare Al Zarkawi. Qual è il ruolo sul campo dei nostri servizi segreti?

«Ho visto il Sismi all’opera e il suo direttore, il generale Pollari, gode della mia più alta considerazione. Il lavoro che hanno fatto per la sicurezza delle nostre missioni all’estero è stato straordinario. Chi farnetica della unificazione dei nostri servizi, di fatto, vorrebbe privare la Difesa del servizio segreto. Ma una Difesa come la nostra, sempre più impegnata in missioni all’estero, richiede invece un accurato lavoro di intelligence per la sicurezza».

Una parte della sinistra accarezza l’idea del dietrofront anche dalla missione in Afghanistan.

«Ho sostenuto, ripetutamente, che era enormemente più problematica la situazione in Afghanistan. La nostra missione in Irak non è mai stata a tempo indeterminato si sapeva che aveva un suo percorso. In Afghanistan è diverso: prima dell’invasione sovietica era uno dei 25 Paesi più poveri al mondo. Ha poi subito l’invasione sovietica, la resistenza ai sovietici, l’avvento del regime dei talebani, il regime dei talebani, la resistenza ai talebani. Due generazioni di afghani sono state sottratte ad attività formative e produttive. A questo aggiunga che la principale fonte di reddito è l’oppio, che ci sono 400 bande illegali armate. A sinistra c’è chi dice che Karzai è solo il sindaco di Kabul e dice una sciocchezza, perché intorno alla figura di Karzai quel Paese si è unito come non mai nella sua storia millenaria. Temo che la sinistra, proprio per queste difficoltà, farà solo quello che sa fare: scappare».

Cosa ne pensa del pasticcio in commissione Difesa?

«È il classico caso di un pericolo sventato. Ho letto le dichiarazioni della signora Menapace. Le ho trovate semplicemente orripilanti. Ho letto le dichiarazioni del presidente De Gregorio, mi sembrano di buon senso. È vero che la politica di Difesa non la fa il presidente della Commissione, ma nessuno metterebbe - per usare un’espressione di Tremonti - Dracula all’Avis».

Zarkawi applicava il metodo Arafat: colpire i civili per indebolire il nemico e creare il caos. Ma l’enfasi dei media e della sinistra è sulle «truppe d’occupazione». Perché?

«Lei qualificherebbe atto di eroica resistenza quello di ammazzare una bimba di quattro anni nel sonno solo perché israeliana ed ebrea? Per me si tratta di un crimine, eppure a sinistra c’è chi esalta i terroristi e i loro finanziatori. Non dimentichiamo che Saddam Hussein - che la sinistra finirà per beatificare a furia di criticare l’intervento in Irak - offriva un premio in denaro ai terroristi suicidi che colpivano i civili solo perché israeliani ed ebrei. Ci sono le prove che nel corso degli anni ha addestrato i terroristi di Al Qaida. Ora, che si dica che l’intervento contro un regime sanguinario e corrotto non fosse legittimo perché non autorizzato dalle Nazioni Unite, e questo venga da parte di chi ha mandato i nostri aerei a bombardare Belgrado prima di avere l’autorizzazione delle Nazioni Unite e ora si appresta a cancellare una missione delle Nazioni Unite che ci avrebbe visto come protagonisti, questo è veramente incredibile».

Di quale alleato hanno bisogno gli Stati Uniti?

«Affidabile. Di cui si sappia qual è l’orientamento. Ci possono essere divergenze fra alleati, ma che razza di alleato è uno che ti volta le spalle, che non porta a termina la missione, che non tiene fede agli impegni assunti e dice che le tue mani grondano di sangue e gli assassini sono gli americani?».

Due guerre sul suolo europeo, poi la Guerra Fredda. Quella contro il fondamentalismo islamico è, come sostengono alcuni analisti americani, la Quarta Guerra mondiale?

«Indubbiamente è la sfida del nostro tempo. E vorrei dire due cose apparentemente contraddittorie: non possono vincere, ma non possono perdere. Nell’immediato non debelleremo il terrorismo, anzi, dobbiamo intensificare gli sforzi. Ma non possono vincere perché le democrazie sono più forti. Un dato che mi preoccupa in questa analisi è quello demografico: da qui al 2020 ci saranno un miliardo in più di ragazzi tra i 15 e i 29 anni, quella che si chiama fighting age, l’età per combattere. Di questo miliardo, solo 65 milioni saranno europei, 300 milioni saranno islamici. Trecento milioni di giovani, in molti casi in condizioni di vita difficili, costituiscono un potenziale pericolosissimo».

Gli americani potrebbero scegliere l’isolazionismo?

«Io non credo che l’America continuerà indefinitamente a far morire i suoi ragazzi per difendere la libertà dell’Europa. Se l’Europa vuole avere davvero un senso, deve fare la sua parte, dovrà adoperarsi attivamente nella lotta al terrorismo. Nella scelta tra terrorismo e democrazia non dovrebbero esserci dubbi da parte di un sincero democratico. E invece, il governo italiano, nella scelta tra la democrazia del legittimo governo iracheno e quelli che vogliono che ce ne andiamo, ha scelto i secondi».


di Mario Sechi - Il Giornale del 9 giugno 2006.

PARISI : I MILITARI ITALIANI RIENTRERANNO IN OGNI CASO ED AGGIUNGO "AD OGNI COSTO"...


L´Italia se ne andrà dall´Iraq in qualsiasi caso. Anche la presenza di civili in Iraq non giustificherebbe la permanenza dei militari italiani al termine della missione Antica Babilonia.
Lo ha precisato il ministro della Difesa Arturo Parisi a margine dell'esercitazione Mare aperto 2006 che si svolge nel Tirreno fino al 20 Giugno. Parisi oggi ha parlato dal poligono di Monte Romano, uno dei luoghi in cui si svolgono le operazioni che vedono impegnati circa 4mila uomini, dieci unità navali, tra cui la portaerei Garibaldi sede del comando, i lagunari della Serenissima, due sommergibili, elicotteri e velivoli della Marina e dell'Aeronautica «Abbiamo chiarito –dice il ministro Parisi - che la nostra presenza civile non può in alcun modo giustificare una ridefinizione della nostra presenza militare perché sarebbe in contrasto con il mandato ricevuto dagli elettori».
E bravo il ministro Parisi, se poi dovesse succedere qualcosa ai nostri civili impegnati in Iraq, abbandonati come "carne da macello" senza la difesa dei nostri militari, dovrà giustificarsi anche con chi non lo ha votato e che se ne frega del mandato che ha ricevuto dai suoi elettori che comunque non sono tutti d'accordo con questa linea.
Spero sia solo propaganda e che procedano come deciso già dal governo Berlusconi. Rientro scaglionato fino alla fine dell'anno.

ENNESIMO MEGA SBARCO A LAMPEDUSA: IN 400 A BORDO DI UN PESCHERECCIO


ROMA 11/06/2006 - "Circa 400 immigrati clandestini, stipati su un vecchio peschereccio, sono arrivati stamane, intorno alle 10, all'imbocco del porto di Lampedusa e vengono ora sottoposti ad accertamenti di polizia per l'identificazione. Il peschereccio, partito da un a località sconosciuta, è riuscito a 'bucare' il dispositivo aeronavale anti-immigrazione ed ha fatto rotta indisturbato fino a Lampedusa.
Gli immigrati sono stati avvistati quando erano a un centinaio di metri da Cala Francese, su un barcone in legno di circa 25 metri. Tre ufficiali della Guardia di finanza sono saliti a bordo e hanno guidato l'imbarcazione verso il porto.
Ci sono 14 donne e alcuni bambini tra i 402 immigrati sbarcati stamani a Lampedusa. Le loro condizioni di salute sono buone. I clandestini sono stati trasferiti nel centro di accoglienza dell'Isola, che stamani ha ospitato altri 26 immigrati giunti intorno alle 6.30 con un'altra imbarcazione.
"

Sarà una combinazione, ma da quando è arrivato il governo Prodi stanno aumentando in modo esponenziale gli sbarchi dei clandestini, gli incidenti ed i naufragi, i morti nei nostri mari ... Non ci sarà un collegamento tra le dichiarazioni del governo circa una futura "mega sanatoria" ed il traffico intenso di barconi di disperati ?

VOLETE ACCELERARE IL RITORNO DI BERLUSCONI A PALAZZO CHIGI?


Come cittadini, abbiamo il dovere di constatare e di denunciare che sono troppi e troppo gravi gli episodi irregolari, forse criminali, che hanno accompagnato queste elezioni. E abbiamo il diritto di chiedere che venga fatta chiarezza in tutte le sedi, politiche e giudiziarie, nel più breve tempo possibile e con la massima serietà e trasparenza. Sappiamo bene che cosa potrebbe significare svegliarci domani scoprendo di dover fare i conti con un sistema opaco e scorretto, e traendone le conseguenze. Ma sappiamo anche che c'è qualcosa di molto peggio: fingere di non vederlo, negandolo tartufescamente, e abituarsi a conviverci. Il Legno Storto, aderendo alla richiesta di molti suoi lettori,organizza una raccolta di firme per chiedere al Presidente della Repubblica un intervento rapidissimo ed energico per chiarire fino in fondo e su tutti i piani i numerosi episodi di malaffare elettorale denunciati. Se intendi aderire invia una mail a "redazione@legnostorto.it", avente per oggetto: "Sottoscrizione petizione", e come testo: "Al Presidente della Repubblica sen. Giorgio Napolitano. Signor Presidente, considerati i numerosi episodi di malcostume elettorale e la possibilità che taluni episodi denunciati intorno alle elezioni degli Italiani all'estero si configurino come veri e propri reati, Le chiediamo di voler impegnare tutta la Sua autorità perché i numerosi episodi evidenziati dalla stampa italiana in questi giorni vengano verificati con la massima celerità, e perché si traggano al più presto le conseguenze dai risultati di questa verifica. Con i migliori saluti". Devono seguire i nomi e i cognomi dei firmatari (anche più di uno), mettendo accanto ad ognuno il numero, la data e il luogo di emissione della carta di identità o di altro documento valido. Grazie!!

AL ZARQAWI E' MORTO...

WASHINGTON, 8 GIU - "Un attacco aereo Usa su una casa di Baghdad ha ucciso il capo di al Qaida in Iraq Abu Musab al-Zarqawi, secondo la televisione Usa Abc. Anche la televisione irachena Iraqia, citando il premier Nuri al-Maliki, ha detto che Abu Musab al-Zarqawi e' stato ucciso." E' un giorno splendido per chi ha combattuto il terrorismo. I nostri ragazzi saranno orgogliosi. Forse ora possiamo davvero cominciare a sperare nella rinascita dell'Iraq e nella vittoria della democrazia. Ma ce ne stiamo andando ...
E DOPO LA MORTE DI AL ZARQAWI, Parisi ci viene a dire che è stato assestato un bel colpo al terrorismo. Però lui, con il governo Prodi, si affrettano a ringraziare facendo i bagagli in fretta e furia lasciando un vuoto nella difesa della popolazione e non solo anche un vuoto tra le forze di pace che resteranno. Infatti Inghilterra e Usa non hanno approvato la linea italiana. Ma noi dobbiamo sempre fare quelli che tradiscono i patti, no? La storia ce lo ricorda.
DUE GIORNI PRIMA UN NOSTRO SOLDATO IN IRAQ, Alessandro Pibiri, aveva pagato con la vita la follia terrorista. Ai suoi funerali l'ex generale Gianalfonso D'Avosta, ha contestato il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, dicendogli "Opportunista di turno" L'ex leader del Prc stava parlando con i giornalisti fuori dalla Basilica di San Paolo.
QUELLO STESSO GIORNO IL PAPA E PERSINO NAPOLITANO hanno dichiarato che la nostra missione in Iraq NON è di guerra. Il Papa ha pianto Alessandro Pibiri dicendo che è caduto per la sicurezza e per la pace. Napolitano ha detto che la nostra è una missione militare ma non di guerra. Diteci, il Papa e Napolitano sono sudditi di Bush o schiavizzati da Berlusconi?
PROVATE AD IMMAGINARE INVECE COSA AVRANNO PENSATO i nostri soldati impegnati nelle varie operazioni di pace, le nostre forze dell'ordine e comunque tutti gli italiani di buon senso, alla notizia che Daniele Farina leader storico del Leoncavallo, è stato nominato vicepresidente della commissione GIUSTIZIA della Camera... Già era scandalosa la candidatura con Rifondazione, ma questa nomina è davvero inaccettabile. Come la nomine di D'Elia a segretario della Camera, un galeotto di Prima linea. Deprimente e inqualificabile!
INTANTO MENTRE DA QUALCHE GIORNO BOMPRESSI HA RICEVUTTO CON URGENZA LA GRAZIA, FASSINO dice "ci ritiriamo entro l'anno" e Prodi fa eco. Ovviamente confermando la linea già dichiarata mesi fa da Berlusconi. Ma facciamo finta che sia una loro volontà, ci tengono tanto!! Però almeno si mettano d'accordo con D'Alema. Lui dice che il ritiro si concluderà in autunno. Allora per Natale o in autunno? Mah... Qualcuno decida. Magari qualche no-global o qualcuno di Prima linea ... insomma uno dei nostri governanti. Certo non Prodi.

PER FORTUNA C'E' SORU !!!


Il presidente della Regione Sardegna che ha studiato a lungo ma infine ha partorito una delle idee più lungimiranti e intelligenti della storia sarda!! La super tassa per i vip!!!!! La legge sul lusso !! Un sistema di tassazione sui maxi yacht e sugli aerei privati che arrivano nell'Isola. Bravo! Ora stanno tutti in lacrime e brache di tela. Bill Gates ha già girato i tacchi con il suo Oracle ed intanto una grossa nave turca attraccata a Cagliari dovrebbe pagare 10mila euro per cotanto onore...State sicuri che scapperanno a vele spiegate!!! Così, mentre sta iniziando la stagione delle vacanze, gli operatori turistici dell'Isola cominciano a subire le ripercussioni di una tassazione-flop. « I vip scappano » , protestano gli operatori turistici della Costa Smeralda, «stiamo facendo il gioco della Grecia e di altre rinomate località turistiche europee » Bravo Soru, mandiamo la gente in Grecia perchè tanto del turismo in Sardegna cosa ce ne facciamo? Ma per favore, basta con questi dilettanti sinistrorsi anche un pò intellettuali radical-chic ...
Non permettiamo più che facciano danni !!!

BANCA D'ITALIA E COMUNISMO


A Montecitorio pare non abbiano condiviso l'impianto della sua relazione, pur stimando come «Uno degli uomini migliori della Repubblica» il Governatore Mario Draghi. Infatti, quello con Draghi, è un rapporto che ha due facce. Da un lato c'è la simpatia per il personaggio, dall'altro l'ostilità alla soluzione liberista ai problemi del Paese. Infatti, se da un lato il governatore ha pronunciato passi graditi come quello sulla necessità di innalzare il livello medio di istruzione e sui rischi di quella che la sinistra continua a confondere con la flessibilità, ovvero la precarietà; dall'altro non bisogna dimenticare il rapporto tra Draghi e la sinistra. Draghi ha la colpa di essere stato il grande privatizzatore che aveva consegnato «l'economia in mano alla finanza», ma era statoin parte perdonato in ragione del fatto che «la sua biografia intellettuale è di tutto rispetto, a cominciare dal suo essere stato uno degli allievi di Federico Caffè», economista idolo per Rifondazione. Non per niente Bertinotti gli dà del tu e lo saluta quasi affettuosamente alla fine di un intervento che non ha quasi per nulla applaudito. Sono stati, infatti, pochi applausi di circostanza, quelli che il Presidente della Camera ha concesso al Governatore, anche se pare che il fatto non sia significativo: anche in occasione della relazione di Luigi Biggeri, presidente dell'Istat, e di Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, si era comportato con la stessa signorile freddezza. Caso vuole che questa scelta di stile sembri particolarmente facile a chi dichiara di voler rifondare il comunismo, che si lascia sfuggire di ritenere un male la proprietà privata, quando si trovi di fronte a degli uomini-chiave del capitalismo e della ricchezza. Tuttavia, andando oltre le apparenze, restano gli attriti anche sui contenuti, questa volta non più frutto di supposizioni, ma di tranquille considerazioni: Draghi dà una formula per rilanciare l'Italia che è tutta liberista, che passa attraverso nuove privatizzazioni e necessariamente per via di un aumento dell'età di pensionamento: una ferita previdenziale aperta nella sinistra dalla legge modello varata in tema pensioni dal centrodestra, e imitata in tutta Europa, che di sicuro non potrà essere neppure tecnicamente avvicinata nella prossima legislatura, a causa di estremismi e nostalgici assistenzialismi che non tengono conto di alcuni fattori piuttosto rilevanti come la maggiore durata della vita e l'innalzamento dell'età media della popolazione. Infine, anche se la sinistra non apprezza manovre che siano «lacrime e sangue», come quella che Draghi indica senza considerare quelle che la sinistracentro si sta dando al momento come attenuanti (ipotetici buchi in bilancio in primis), apprezza invece l'abbassamento del proprio stipendio che il Governatore ha voluto per porsi in pari con gli altri governatori di banche centrali in Europa. Lui ed i colleghi continuano a guadagnare una cifra più che dignitosa annuale di 700 mila euro. Resta l'atteggiamento snob con cui nessuno finge di preoccuparsi, dopo una relazione parziale (che non parla di fisco) piuttosto intelligente e mirata al liberismo come unica via di salvezza. Qualcuno dovrà pur riflettere sul piccolo particolare che i nostri governanti sono e si dichiarano comunisti. Caro Draghi, altro che liberismo....

E INTANTO SI RIUNISCONO PER STUPIRCI


A porte chiuse, anzi blindate a San Martino in Campo. Per trovare una linea comune. Lo credo ... tutti dicono ciò che vogliono, si smentiscono l'un l'altro e si arrabbiano con Padoa Schioppa per gli eventuali tagli alle loro spese ministeriali.
E Prodi, il leader, il magnifico ... ha detto che devono stupirci, devono osare!!
'Dobbiamo avere il coraggio di stupire' e 'Osiamo anche qualcosa di difficile'...
Qualcuno gli dica che va già bene così, siamo sufficientemente stupìti dal fatto che osino immaginare di governare l'Italia. Per carità, non aggiungano altro, altrimenti saranno loro a stupirsi della velocità con cui torneranno a casa.

COMMENTO AL RAPPORTO CENSIS

"Ciò che colpisce - ha sottolineato il segretario generale del Censis Giuseppe De Rita, presentando i risultati dello studio - è il bisogno di sicurezza degli italiani. La gente chiede protezione allo Stato, mentre diminuisce la voglia di cambiare, la mobilità sociale". E poi se al Centro e al Sud la sanità, e il welfare sono i problemi più sentiti, i temi più "caldi" al Nord invece sono immigrazione e sicurezza. Un "successo sociale trasversale" ha riscosso il tema delle tasse. Ma davvero?? Ma dai, tutti i temi trattati da Berlusconi. Forse aveva ragione ...
E vi ricordate il cuneo fiscale?? Prodi ha provato a dirci che era una splendida "pensata"!! Qualcuno ha detto che era l'ennesima stupidaggine e come era ovvio ora si scopre che oltre al rapporto Censis che sottolinea l'importanza della stabilità lavorativa e della riforma pensionistica (introdotta da Berlusconi), già due mesi fa... Il rapporto Istat presentato alla Camera a fine maggio boccia la proposta dell'attuale Governo della riduzione del cuneo fiscale, poiché si risolverà in un incentivo una tantum all'economia e non avrà carattere strutturale. Il presidente dell'istituto, Luigi Biggeri, sostiene che le misure in discussione daranno indicazioni solo apparenti alle esigenze di trasformazione del sistema Italia, che, al contrario, ha bisogno di misure di più ampio respiro per non perdere il fragile segnale di ripresa mostrato nel primo trimestre del 2006 e per essere competitivo in Europa e nel mondo. Un simile intervento, inoltre, potrebbe rivelarsi, sempre secondo l'Istat - ma la sua opinione è condivisa da molti - un «disincentivo all'innovazione e al passaggio a tecnologie più capital intensive», che non permetterebbe una selezione virtuosa delle imprese più produttive. Infatti, il sistema Italia è caratterizzato da una parcellizzazione delle imprese, poco capitalizzate e quindi sprovviste dei mezzi finanziari necessari per investimenti in tecnologia. Esistono poi 12 mila imprese controllate da gruppi stranieri che, secondo l'Istat, presentano buoni standard organizzativi e manageriali ed hanno un ruolo importante nella diffusione di nuove conoscenze e competenze nonché nello stimolo ad una maggiore concorrenzialità. Infine, circa 2.600 imprese sono sotto il controllo pubblico ed hanno una adeguata dimensione, garantiscono redditività e retribuzioni al di sopra della media, producendo il 20 per cento del totale valore aggiunto nazionale. L'insieme di piccole aziende, spesso a conduzione familiare e che caratterizzano l'intero sistema, non si avvantaggeranno di una riduzione nel costo del lavoro in seguito alla riduzione di 5 punti percentuali del cuneo fiscale, poiché la ripartizione sarebbe insufficiente a garantire una disponibilità di capitali per ciascuna azienda sufficiente per una adeguata innovazione. L'Istat stima che il taglio di 5 punti del solo costo del lavoro, da non confondere con l'ammontare del gettito fiscale, comporterà un costo di 10 miliardi di euro, equivalenti a circa 19 mila miliardi di vecchie lire. Tale riduzione potrà essere o interamente a favore delle aziende o a vantaggio anche dei lavoratori. Se tale riduzione sarà tutta a favore delle aziende queste beneficeranno di un aumento della redditività pari a 2-3 punti percentuali. Non è garantito però che tale vantaggio possa tradursi in un incentivo per gli imprenditori a reinvestire nelle proprie aziende, ad aumentare la quota di capitale di rischio destinata all'innovazione tecnologica e all'aumento della produttività del lavoro. Se invece il taglio fosse rivolto anche ai lavoratori si avrebbe una aumento generalizzato e modesto dei redditi disponibili senza però selezionare il livello di remunerazione, ovvero senza considerare un impatto maggiore per le famiglie con redditi più bassi. È opinione di Luigi Biggeri che per agganciare la ripresa economica mondiale all'Italia non servano misure spot, ma misure di carattere strutturale come investimenti in alto contenuto tecnologico che permettano di aumentare la produttività del lavoro. Ma questo aumento è collegato alla diminuzione della pressione fiscale, che a sua volta incentiva anche l'incremento della domanda. Di conseguenza le imprese sono incentivate a investire e ad aumentare la produzione e l'occupazione. La chiave di volta è però l'aumento della produttività del lavoro. E il genio di Prodi infatti ha pensato di smontare la legge Biagi... persino Draghi gli ha detto che è l'ennesima sciocchezza!!

IL LEADER DEL NUOVO PARTITO UNICO. IL PARTITO DELLA LIBERTA'


E' il leader più carismatico della politica italiana degli ultimi 12 anni. Profondamente amato ed odiato come è giusto che sia per una personalità forte, per un uomo che lascerà un segno nella storia del nostro Paese. L'uomo che ha fermato l'assalto comunista nel '94 e che più della metà degli italiani vogliono ancora al governo dopo un mandato completo. Un uomo che ha saputo costruire un movimento politico in pochi mesi, un uomo che grazie alla sua intelligenza, alla sua sensibilità, al suo intuito ed anche alle sue debolezze è amatissimo dai "suoi". Una fedeltà che i sinistri vogliono leggere con evidente disonestà, come sudditanza ed è questo l'errore più grande che possano fare perchè non potranno mai scalfire questo rapporto facendo ironia spicciola. Anzi, otterranno sempre l'effetto opposto. Ma si sa, la sinistra non ha leader, non ha personalità forti e per questo la rabbia sale e con lei cresce l'odio. Quella rabbia e quell'odio, cari sinistrorsi rappresenteranno una spinta in più per la vittoria finale con il nuovo Partito della Libertà ed il nostro leader Silvio Berlusconi.

L' ISTAT CONFERMA LA TESI DI BERLUSCONI


Nel primo trimestre del 2006 il Pil è cresciuto dell'1,5% rispetto al primo trimestre del 2005 e dello 0,6% rispetto al quarto trimestre 2005. Lo comunica l'Istat confermando la stima preliminare diffusa a maggio. Il trend positivo italiano è in linea con quello degli altri paesi dell'Unione Europea. Anche i paesi dell'area euro rispetto all'ultimo trimestre del 2005 hanno registrato infatti una crescita dello 0,6%. Mentre l'incremento del Pil rispetto allo stesso periodo del 2005 è stato dell'1,9%, di poco superiore a quello italiano. Meglio l'export dell'import Il tasso di crescita acquisito del Pil è pari a +0,9%. In termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono aumentate dell'1,6% e il totale delle risorse (Pil e importazioni) è cresciuto dello 0,8%. Dal lato della domanda - spiega l'Istat - le esportazioni sono aumentate del 2,5%, gli investimenti fissi lordi dell'1,7%, i consumi finali nazionali dello 0,6%. L'aumento degli investimenti è stato determinato da un aumento del 4,8% negli acquisti dei mezzi di trasporto, del 2,2% negli investimenti in macchine e attrezzature, mentre gli investimenti in costruzioni hanno registrato un aumento congiunturale dello 0,7%. In termini tendenziali, le esportazioni sono cresciute più delle importazioni (+6% contro un +4,8%). Le famiglie tornano a spendere La spesa delle famiglie è cresciuta in un anno dell'1,8%. Una crescita tendenziale così alta, sottolinea l'Istat, non si verificava almeno dal primo trimestre del 2001. Mentre la spesa della pubblica amministrazione dello 0,4%. I consumi di beni durevoli si confermano come la componente piu' dinamica (+4,1%); gli acquisti di beni semidurevoli sono cresciuti del 3,1% mentre gli acquisti di servizi sono aumentati del 2,2%. In calo dello 0,3% la spesa per beni non durevoli. Gli investimenti fissi lordi hanno segnato nel complesso un incremento del 3%. Rispetto al IV trimestre del 2005 il deflatore del Pil e' diminuito dello 0,9%. (RAI)
STAI A VEDERE CHE AVEVA RAGIONE BERLUSCONI....

IL PUNTO SU QUESTA SINISTRA AL GOVERNO


Ora che la sinistra ha la possibilità di operare alla guida del Paese e di stabilire l'indirizzo politico di governo emergono in modo più netto le sue contraddizioni viscerali. Che significa stare a sinistra oggi? Significa nascondersi dietro la retorica della Resistenza come ha fatto Epifani il leader della Cgil, durante un convegno di industriali svoltosi a Varese? In un momento di difficoltà in cui gli veniva contestato dalla platea il fatto che la Cgil non si sia ispirata sempre, durante la sua storia, ad una «cultura dei doveri», ha dichiarato, arrampicandosi sugli specchi: «Ricordate che furono gli operai che nel 1943 difesero le fabbriche dai nazisti». Il problema della sinistra è rifuggire la realtà, mascherando l'anacronismo della propria idea politica dietro il velo, ormai trasparente, di un'ideologia che affonda le sue radici nel passato, ma che non racchiude in sé alcuna progettualità per il futuro. Sono significative, a riguardo, le considerazioni di chi, di questa cultura del declino, si è fatto portavoce convinto sulle pagine di Repubblica: Ilvo Diamanti fa un'analisi della società italiana nella quale mette a nudo tutti gli artifici di cui si è avvalsa la sinistra per conquistare il potere, artifici che ora potrebbero ritorcersi contro. L'editorialista di Repubblica ammette che la retorica declinista sia stata concepita come funzionale ad un progetto, sconfiggere il centrodestra; la definisce una vera e propria «tecnica politica», atta ad accrescere il malessere dei cittadini. La sinistra, ispirandosi alla tecnica machiavellica secondo cui il fine - il potere - giustifica i mezzi, ha finito per conquistare formalmente l'obiettivo, ma pagandolo a caro prezzo: quello che era lo strumento, la diffusione e il radicamento nella società del cosiddetto «male di vivere», non ha fatto altro che sovvertire la realtà. Per dirla con le parole dello stesso Diamanti: «E' probabile che la retorica del declino racconti un paese, almeno in parte, immaginario». In realtà l'espressione «in parte» è riduttiva. La metà del Paese, fortunatamente, non è caduta nella trappola del disfattismo ad ogni costo: ha creduto in Berlusconi e al suo progetto, un progetto di ricostruzione avviatosi in cinque anni, a cui ha rinnovato la sua fiducia e il suo consenso, che non sono stati erosi dall'ampio universo mediatico sinistrorso. Il problema della sinistra è che ora non può più affidarsi a questa tecnica politica: è questo che si legge tra le righe dell'articolo di Ilvo Diamanti. «L'Italia indulge nella retorica del declino e della pauperizzazione. Ma senza crederci davvero. Per inerzia o per artificio». La realtà che emerge, dati alla mano, è ben diversa: l'Italia è uno dei paesi europei dove vi è la più alta percentuale di possessori di casa, l'industria vede accrescere le sue esportazioni e il suo fatturato e le piccole e medie imprese si sono aperte coraggiosamente alle sfide della globalizzazione. Una metà dell'Italia ha ancora fiducia nel futuro, è per questo che ha rinnovato la sua scelta politica per il centrodestra. La sinistra, già ai primi passi di Governo, non fa altro che scivolare indietro.
E' questo che vogliamo?

BENVENUTI


Un affettuoso saluto a chi visita il mio blog. Iniziamo questa avventura. Vorrei parlare con voi di politica, di sentimenti, di vita. Anche grazie all'ausilio di brani tratti da giornali o dai siti più interessanti che ci daranno spunti di riflessione, vorrei viaggiare tra i sentimenti, quelli forti, che appassionano ...
Bene, amici si parte!

Alessandra