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28 giugno 2006

GLI OCCHI DEL GLADIATORE E... FORZA ITALIA!!!


Dopo una lunga ed interminabile sofferenza, il colpo di genio italiano... Rigore all'ultimo minuto del secondo tempo! Calma. Gli occhi del "mio" gladiatore in primo piano.
Lo sguardo determinato palla-portiere...palla-portiere ... Goal!!!!!!!!! Questi sono gli italiani, fantasia e orgoglio.
Milano impazzita come il resto d'Italia esulta. Ero in auto ferma ad un semaforo quando un signore molto radical chic con la Repubblica sotto il braccio e le Tod's ai piedi, volendo fare lo spiritoso si rivolge ad un gruppo di ragazzi dicendo "Vedo che esultate per la vittoria della Costituzione..." E loro facendosi molto seri "Per quello esultano i vecchi comunisti come te...Forza Italia!!!!!"

REFERENDUM : VINCE L'IDEOLOGIA DEL NO

Con il prevalere del no si chiude la stagione delle riforme istituzionli per il nostro Paese. La propaganda della sinistra ha volutamente distorto il significato della riforma apportata dalla Casa delle Libertà, generando il timore che essa producesse una divisione dell'Italia, che fosse più costosa e che mettesse a repentaglio la nostra democrazia. Come sempre le finalità della sinistra non sono rivolte al bene comune, ma al proprio interesse: il mantenimento dello status quo implica la riattualizzazione del tempo in cui ha visto protagoniste le culture politiche che compongono l'Unione: la Prima Repubblica.
Smorzare il desiderio di riforma significa per loro interrompere quel cambiamento che segnò, con l'avvento della Seconda Repubblica, un rapporto differente tra cittadino ed istituzioni rispetto alla partitocrazia di un tempo. L'Italia vive ancora nella condanna di avere una compagine politica propensa al no, alla negazione di ogni scelta innovativa. Coloro che oggi vi appartengono si schierarono contro il referendum sulla scala mobile nel tempo in cui il governo Craxi cercò di rompere la triangolazione tra sindacato, politica e grande impresa nel segno di svincolare da tale morsa il tessuto produttivo del nostro Paese e molti di loro assunsero posizioni ambientaliste ideologiche per bocciare il referendum sull'introduzione del nucleare in Italia.
Ora che della Costituzione hanno fatto un testo sacro, dovranno confrontarsi con le modifiche scellerate che il loro passato governo aveva prodotto. La compagine politica del no ha sempre diviso ciò che è nella realtà dei fatti da ciò che appare. Le dichiarazioni di molti dei loro esponenti si sono basate sulla l'inviolabilità della Carta costituzionale, quando loro stessi furono i primi a variarla per il proprio tornaconto elettorale, che mirava ad intercettare quel consenso che, alla fine del 2000, spingeva verso una riforma federale dello Stato. Il conflitto di competenze tra Stato e regioni sulle materie di competenza concorrente, prodotto dalla sinistra, previsto dalla modifica del titolo V, può essere considerato il vulnus centrale della Carta costituzionale. Ma poco importa per l'Unione, ciò che conta è la riattualizzazione degli strumenti che le permisero allora di poter governare la società italiana, e che oggi vengono strumentalizzati come trade union tra le vecchie e le nuove generazioni. Ideologizzare il no alla riforma costituzionale significa fare della democrazia un contesto di regole inviolabili, sacrificando l'istanza di libertà che chiede un maggiore adeguamento dello Stato ai tempi della globalizzazione.
La differenza sostanziale che separa la Casa delle Libertà dall'Unione è in primis nell'uso delle regole democratiche. Se per l'opzione liberale e libera essa è uno strumento per il bene comune, per la sinistra diviene il fine per l'attuazione dei propri schemi ideologici. La propaganda di sinistra, quindi, seguirà sempre il senso dell'utile, piuttosto che la ricerca del vero. E l'impegno politico della sinistra seguirà la motivazione ideologica che li consacra come paladini della verità al governo della società. In questo quadro ogni azione apparente che rinnovi il precetto ideologico del suo retaggio culturale diviene necessaria per evitare il disincanto del proprio elettorato. Le ricorrenze del 1 maggio e del 25 aprile divengono riti sacri finalizzati a rinnovare il significato e l'esistenza della loro compagine politica. Così come la sacralizzazione della Costituzione serve a rispolverare il contesto storico in cui essi erano protagonisti ed al contempo è utile ad emarginare quelle formazioni politiche nate con l'avvento della Seconda Repubblica.
In questo contesto, dopo il risultato referendario, la motivazione politica della Casa della Libertà ha un argomento in più per difendere la vita democratica del nostro Paese. Un terzo degli italiani ha deciso un sì in libertà, avendo contro i media, la burocrazia, i corpi intermedi e la cultura dominante. Quel popolo non accetta il dictat del partito del no. Credere nella libertà come un fatto politico significa opporsi ad una compagine che della democrazia fa un mero strumento di potere. Da oggi abbiamo un motivo in più per opporci al partito del no della sinistra che ha frenato l'Italia nella sua storia democratica.

FACCIAMO INCONTRARE LA MINISTRA TURCO CON UN TOSSICO ...


chissà che non riesca a spiegarle che la strada per la coca e l'eroina è costellata di spinelli, extasy, acidi, spinelli, extasy, acidi, spinelli, extasy, acidi ... Forse la ministra pensa che uno si sveglia una mattina, esce e mentre passeggia incontra un pusher, ci fa quattro chiacchere fa acquisti e si "spara" una striscia di coca o un buco di eroina. Non è così ministra!! C'è un percorso, una ritualità, un tunnel lungo e buio fatto di sofferenze ... Ho lavorato molto nell'ambito delle politiche sociali di Milano e ne ho conosciuti tanti di casi, ho incontrato famiglie distrutte, madri disperate ... Ragazzi stravolti. Nessuno si era svegliato una mattina con l'esigenza di coca o eroina. Tutti hanno percorso una strada di autodistruzione iniziata col famoso spinello con gli amici. Tutti, signora ministra. Certo i suoi compari di governo Caruso, Farina e D'Elia saranno d'accordo con lei, ma le persone di buon senso non accetteranno il suo metodo e quello di Ferrero con la sua stanza del buco.
Turco, veda di non confondere le canne con i cannelli dei narghilé e si prenda davvero cura dei nostri ragazzi...