Prodi ha affermato domenica, dal palco della Cgil, che la finanziaria 2007 «aiuta i più deboli». Certo. Aiuta i più deboli nello stesso modo in cui i comunisti aiutavano i proletari: mettendoli alla fame. Occorre smascherare da subito questo inganno, e chiarire che i «deboli» cui fa riferimento Prodi, spalleggiato da Visco, sono in realtà i «forti» dell'attuale sistema italiano: sono i già tutelati, coloro su cui la Triplice stende il suo manto protettivo.I veri «deboli», invece, sono quelli su cui questo governo tecnocratico-comunista fa calare la mannaia dell'imposizione fiscale, la scure dei nuovi innumerevoli balzelli contenuti in questa finanziaria. Sono, ad esempio, i giovani che hanno voglia di costruirsi liberamente un futuro aprendo una partita Iva per una piccola impresa, rischiando in proprio. Sono coloro che non vogliono campare alle spalle dello Stato, e che piuttosto chiedono che lo Stato non li ostacoli nel loro cammino e non soffochi la loro iniziativa. Cosa che accadrà invece, puntualmente, con la sciagurata finanziaria di Prodi, che prende di mira, dopo il pacchetto Visco-Bersani, chiunque voglia fare da sé. Bel modo di aiutare i «deboli».
E’ chiaro quindi quale deve essere il compito dell'opposizione di centrodestra da oggi in poi: farsi portavoce dei veri «deboli», di tutti coloro che vengono colpiti dalla furia statalista di questo governo. Un governo che alla prima finanziaria ha mostrato il suo autentico volto: nemico dello sviluppo, del benessere, della libertà. Occorre mostrare in tutti i modi che chi sta dalla parte dei «deboli» non è questa sinistra conservatrice, ma è il centrodestra nazional-popolare di Berlusconi, che, in cinque anni di governo, per i «deboli» ha fatto più (si veda, su tutte, la riforma del mercato del lavoro) di quanto cinquant'anni di retorica pauperistica e catto-comunista abbiano prodotto.
Questa finanziaria mostra che la questione dei «deboli» è solo un cavallo di Troia con cui la sinistra cerca di rattoppare l'immagine di una politica fatta ad uso e consumo dei «forti», siano essi poteri consolidati come quello sindacale oppure gruppi sociali già iper-tutelati dal nostro sistema sociale. Questo governo non somiglia per nulla al novello Robin Hood, Prodi e Visco, depredano i deboli per dare ai forti, tartassano i non garantiti per garantire ancor di più i già garantiti.
Sembra l'eterogenesi dei fini, in realtà è solo la fine del mito della sinistra che sta «dalla parte dei più deboli».