"Meno tasse, ma le pagheranno tutti". Questo è stato lo slogan della campagna elettorale di Prodi e di tutto il centro sinistra. Passando al setaccio il disegno di legge finanziaria 2007, il decreto legge di delega in materia fiscale, e il decreto legge collegato, scopriamo, invece, che le nuove tasse sono ben 69! Vi delizierò solo con i titoli dei capitoli .... vedete voi se non è vero, come sostengono tutti i giornali di economia all'estero ed anche molti economisti sia moderati che della sinistra, che questa sia la peggiore finanziaria degli ultimi 50 anni.
Nuove tasse Decreto legge
[il numero progressivo è seguito dall’articolo, eventualmente dal comma e dal contenuto della tassa]
1.12 aumento garanzia per depositi fiscali a fini IVA 2.33 aumento aggio riscossione a carico del contribuente3.41 ammortamento immobili in leasing 4.32 ammortamento spese per oggetti d’arte, antiquariato, collezione 5.3 pronti contro termine 6.34 incremento imposta sostitutiva per cessione a titolo oneroso di immobili e terreni 7.38 Campione d’Italia 8.51 catasto cat. E (stazioni, edicole per giornali e simili, chioschi per bar, per rifornimenti di auto, per sale di aspetto di tramvie, pese pubbliche, etc.) 9.52 catasto terreni 10.56 rendite catastali cat. B (Collegi e convitti, educandati, ricoveri, orfanotrofi, ospizi, conventi, seminari, caserme, Case di cura ed ospedali Uffici pubblici, Scuole e laboratori scientifici, Biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie, accademie, Magazzini sotterranei per depositi di derrate, Cappelle ed oratori non destinati all’esercizio pubblico dei culti 11.61 Imposta di registro successioni e donazioni – tassa fissa 12.6 Imposte ipocatastali successioni e donazioni – tassa fissa 13.6 Imposte di registro successioni e donazioni – percentuale 14.6 Imposte ipocatastali successioni e donazioni - percentuale 15.7 1 bollo auto per SUV in base a potenza motori 16.7 aumento diesel per autotrazione 17.7 tasse ipotecarie 18.7 18 tributi speciali catastali 19.7 25 auto a dipendenti (applicazione retroattiva) 20.28 riduzione rimborsi tariffe postali abbonamenti per case editrici e giornali 21.32 compenso agli editori per la riproduzione di articoli di riviste o giornali. Esclusione dall’obbligo di compenso per amministrazioni pubbliche
Nuove tasse Disegno di legge finanziaria
[il numero progressivo è seguito dall’articolo, eventualmente dal comma e dal contenuto della tassa]
22. 3 1 aumento aliquote e revisione scaglioni IRPEF 23. 3 3 revisione detrazioni (55.000 €) 24. 5 1 studi di settore: revisione triennale 25. 5 Analisi di coerenza 26. 5 2 applicazione retroattiva (periodo di imposta 2006) 27. 5 4 ridefinizione limite ricavi per applicazione studi di settore 28. 5 7 società nuove: altri indicatori di coerenza specifici 29. 5 8 applicazione ai contribuenti con periodo di imposta diverso dai 12 mesi 30. 5 16 detrazioni spese medicinali (CF destinatario e natura, qualità, quantità) 31. 5 17 IVA giochi e scommesse 32. 5 19 rivendita auto per handicappati entro 2 anni dall’acquisto: differenza maggiori imposte 33. 6 1 IRES opere di durata ultrannuale 34. 6 2 ammortamento concessionari costruzione ed esercizio opere pubbliche 35. 6 3-4 Riporto perdite redditi esenti 36. 6 5 Bollo imposta proporzionale 37. 6 apparecchi da divertimento 38. 6 aumento tabacchi (100 milioni) 39. 6 2 sblocco aumento addizionali irpef comuni 40. 6 12-20 Dati ICI in dichiarazione dei redditi 41. 7 Acconto addizionale comunale IRPEF 42. 8 imposta di scopo per opere pubbliche comunali 43. 9 tassa di soggiorno comunale 44. 10 2 province Imposta prov. Trascrizione 45. 10 canone pubblicità 46. 10 imposta pubblicità 47. 11 tariffa per servizio raccolta e smaltimento rifiuti 48. 73 15 in caso di violazione patto di stabilità interno per le regioni: aumento automatico imposta regionale benzina 49. 73 15 aumento automatico tassa automobilistica 50. 74 16 aumento automatico imp prov.trascrizione 51. 16 Aumento canoni demaniali marittimi 52. 28 2 riutilizzazione dati ipotecari e catastali 53. 74 in caso di violazione patto di stabilità interno per gli enti locali: aumento automatico addizionale comunale IRPEF 54. 85 aumento contributi 55. 85 2 lav subordinati 56. 85 3 co co co 57. 85 4 artigiani 58. 85 5 contributo solidarietà 59. 85 6 trasferimento in Italia di contributi versati in paesi esteri 60. 88 1 b aumento add irpef regionale oltre i livelli massimi 61. 88 1 e per accesso a fondo transitorio regioni devono dimostrare idonei criteri di copertura del disavanzo da specifiche entrate certe e vincolate 62. 88 1-n ticket 63. 88 1-p pagamento per intero della prestazione in caso di non ritiro dei risultati 64. 130 3 canone annuo su pedaggi autostradali 65. 142 4 sovraprezzo tariffe autostradali (per adeguamenti tratti di adduzione alle autostrade) 66. 136 3 Addizionale introdotta dalle Autorità portuali 67. 212 Aumento tariffa per visti nazionali area Schengen 68. 16 10 e ssgg CONDONO DEMANIO MARITTIMO Nuove tasse Disegno di legge delega in materia fiscale
[il numero progressivo è seguito dall’articolo, eventualmente dal comma e dal contenuto della tassa] 69. 69. 1 revisione tassazione rendite finanziarie (Le tabelle sono di Renato Brunetta)
Auguri ragazzi!!!!!!!!!!!
Lascio alla vostra riflessione le parole di Luca Ricolfi sociologo e analista politico di sinistra, scritte su La Stampa, il 5 ottobre.A quasi una settimana dalla presentazione della Finanziaria 2007 la nebbia sparsa sui conti pubblici si sta inesorabilmente diradando, e si comincia a intravedere il vero volto della legge di bilancio, quello che - in un nuovo episodio di Guerre Stellari - George Lucas chiamerebbe il "lato oscuro" della manovra. Può darsi che io non abbia capito bene tutto, ma a occhio e croce questi mi sembrano i suoi tratti salienti.Tasse. Contrariamente a quanto promesso in campagna elettorale il governo "metterà le mani nelle tasche degli italiani", e lo farà in modo massiccio: circa 1,5 punti di Pil (22-23 miliardi di euro). Tutta la stampa indipendente ha denunciato il goffo tentativo di camuffare le nuove entrate come risparmi, tagli o razionalizzazioni di spesa, ma un’analisi accurata delle fuorvianti tabelle governative non lascia molti dubbi: anche ignorando la falsa entrata del Tfr (liquidazioni dei Lavoratori dipendenti), e anche sottraendo alle entrate la "partita di giro" del cuneo fiscale, il prelievo aggiuntivo della manovra è ingente, ammonta almeno a 15 miliardi di euro. Equità. La più volte reclamizzata riforma dell’Irpef, presentata come grande operazione di solidarietà, equità, giustizia sociale (con relativa invocazione: che "i ricchi piangano"…), è poco più di un’operazione propagandistica, che sottovaluta intelligenza e capacità di discernimento dei cittadini. Mediamente la riforma Irpef toglie meno di 100 euro ai contribuenti sopra i 2500 euro netti, per darne meno di 10 al mese a quelli che sono sotto i 2500. Le risorse così trasferite da un gruppo all’altro ammontano più o meno a 0,2 punti di Pil, e finiscono per essere sommerse dagli innumerevoli e ben più tangibili aumenti della pressione fiscale su famiglie e imprese, sia a livello centrale sia a livello locale, (addizionali Irap-Irpef-Ici, tasse di scopo). Molto si potrebbe dire sul tasso di arcaismo e di ideologia di una sinistra che, nel terzo millennio, pensa che far piangere i ricchi sia una meritoria priorità politica, ma personalmente sono più colpito dall’incapacità di vedere, che questo tipo di intervento è inefficace soprattutto agli estremi della scala sociale, ossia proprio là dove si crede di star facendo giustizia: i veri poveri "piangono" come prima perché - non pagando tasse - non ricavano alcun beneficio da qualsiasi rimodulazione delle aliquote, i veri ricchi, ridono» perché nulla fa supporre che qualcosa li potrà davvero costringere a rivelare i loro redditi al fisco (una stima approssimativa basata sui consumi di lusso suggerisce che, per ogni cittadino che dichiara un reddito sopra i 75.000 euro lordi ve ne siano almeno tre che riescono a nascondere al fisco il loro reddito effettivo).Riforma della spesa. Con la manovra il peso della spesa pubblica sul Pil continua ad aumentare, come sotto il centro-destra (ma con l’aggravante che ora il Pil non ristagna più). Né si vede quella inversione di rotta in materia di spesa sociale che il Dpef aveva coraggiosamente indicato. Le misere risorse promesse a scuola e università non sono collegate ad alcuna vera garanzia di maggiore produttività, efficienza, meritocrazia. Quanto alle pensioni, il governo ha rinunciato anche a misure minime (come la chiusura di una "finestra" di uscita) pur di incassare il consenso delle Confederazioni sindacali, e ha rimandato a un generico elenco di buone intenzioni future ogni intervento, effettivo sull’età pensionabile e i coefficienti di trasformazione. Risanamento e sviluppo. Si potrebbe supporre che almeno sul versante del risanamento dei conti, la manovra consegua il suo obiettivo, ossia di riportarci nel 2007 al 2,8% di deficit concordato con le autorità europee? Anche questo risultato è incerto, perché si basa su una mossa di finanza creativa di dubbia correttezza contabile: il trasferimento forzoso al bilancio pubblico di 5 miliardi di liquidazioni (che sono un debito delle imprese nei confronti dei lavoratori) e la loro iscrizione fra le voci attive anziché fra le voci passive. Se come è ragionevole pensare, le autorità europee riterranno che un debito non cambi natura per il fatto di passar di mano, il governo si troverà di fronte al seguente dilemma: rinunciare all’obiettivo di portare il deficit al 2,8%, oppure rinunciare agli investimenti infrastrutturali e alle misure per lo sviluppo che con il Tfr aveva intenzione di finanziare.Di fronte a questo quadro desolante sorgono spontanee alcune domande. Perché il governo ha presentato le cifre della Finanziaria in modo così "confuso" e "poco trasparente"? Perché tanto accanimento nel "disinformare" i cittadini? (i termini fra virgolette sono i più benevoli fra quelli usati negli ultimi giorni dai commentatori indipendenti, ivi compresi diversi studiosi vicini al centro-sinistra).Perché quando, prima delle elezioni, scongiuravano i leader dell’Unione di svelarci come avrebbero fatto a mantenere le promesse senza alzare le tasse, spergiuravano che bastava combattere gli sprechi e stanare gli evasori? Perché nessuna risposta è mai stata data a chi ricordava che per andare avanti con le infrastrutture e le grandi opere occorreva "reperire" almeno 10 miliardi di euro l’anno? Ma soprattutto, domanda delle domande: perché ci venite a raccontare che è colpa del precedente governo, che ha lasciato i conti in rosso? Se fosse stato così dovevate saperlo prima, non potete cascare dal pero ora. E’ una questione di logica: se come dite i conti pubblici stanno andando meglio di qualche mese fa, dovrebbe essere più e non meno facile, mantenere le promesse; se invece i conti pubblici sono così in rosso che nemmeno le buone notizie degli ultimi mesi sulle entrate fiscali vi permettono di mantenere l’impegno di non alzare la tasse, allora vuol dire che erano in rossissimo quando ci promettevate la luna, e dunque ci stavate serenamente prendendo in giro. Così, mestamente, torniamo al discorso iniziale, sulle cifre della manovra, le promesse elettorali, il rispetto verso l’opinione pubblica che ci piacerebbe avvertire nelle parole della politica: perché così poco amore per la verità?
(Ringrazio Vito per la significativa immagine che ho tratto dal suo blog)