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31 maggio 2007

PROMOVEATUR UT AMOVEATUR


Riunione al vertice (si fa per dire) nel neo costituito Partito Democratico dopo le crisi di nervi del povero Prodi. Già avevamo avuto modo di ascoltare i vaneggiamenti del premier “Il governo si giudica dopo cinque anni” cui ovviamente Fassino rispondeva facendo notare che “Un governo si giudica ogni anno” e poi ancora avevamo dovuto sentire il Professore che scandiva frasi come “Adesso basta. D’ora in poi cambia la musica. O si fa come dico io, o prendere o lasciare. Altrimenti me ne vado”
Per un attimo ci siamo illusi, abbiamo sperato, quasi pregato… Se gli dicono “vai” ci siamo tolti di torno lo spocchioso, sboffonchiante, incapace…
Bertinotti commentava: “quello che manca è una sua idea, un’immagine del futuro. Il punto è che le risposte sono inadeguate” Mastella e Di Pietro scontenti e pronti a puntare il dito contro chi sbaglia. Fioroni che dice “ma quali aut aut, dobbiamo decidere tutti insieme chi sarà il capo del Pd”…
Ormai eravamo arrivati a sgranare il rosario, nella speranza di una improbabile rottura. Eravamo consci però che avrebbero trovato una via d’uscita che potesse accontentare tutte le anime e le fronde del comatoso Pd.
Ed ecco che dopo i numerosi battibecchi, dopo essersene dette di tutti i colori, in questa atmosfera idilliaca, questa sera è iniziata la riunione dei vertici del Pd per definire il ruolo del navrotico Professore.
Ho l’impressione però che la vera resa dei conti dei "fratelli coltelli" della sinistra dopo la secca sconfitta elettorale alle amministrative, non si sia ancora compiuta.
Intanto questa notte dopo ben quattro ore di “conclave” durante il quale si vocifera ci siano stati scontri niente male, altre accuse e crisi di nervi…hanno trovato la soluzione che distrugge definitivamente il Premier, ma che gli lascia quel minimo di dignità che gli permetterà ancora di portare a spasso il suo faccione.
Prodi sarà il Presidente del Pd ma gli sarà affiancato un segretario politico, cioè colui che in realtà avrà il vero potere, che verrà molto probabilmente votato dagli esponenti del partito. Ed ecco arrivare Veltroni… il vero capo del Pd.
Hanno applicato al caso del Professore il classico “promoveatur ut amoveatur” di antica memoria ma sempre efficace. Ora Prodi davvero non conta più nulla, altro che re travicello… le rane si sono liberate di lui, come nella favola di La Fontaine