
Il governo Prodi sta facendo ridere chi ancora riesce a non piangere. Un vero disastro.
Non c’è una decisione chiara, univoca, reale.
C’è invece un grande e ridicolo affanno nel disfare ciò che era stato fatto bene in precedenza.
La legge sulle pensioni, la legge Biagi… naturalmente ottenendo il risultato di peggiorare l’esistente per trasformarlo in una informe accozzaglia di aggiustamenti che naturalmente scontenta tutti.
Una legge sulle pensioni che trova le critiche di tutti. Parte del sindacato, Bankitalia, la Ue, tutta la sinistra estrema e naturalmente del centrodestra. Complimenti!
Le “toppe” alla legge sul welfare hanno già fatto sollevare le grida della Cgil e della sinistra che ha promesso guerra “dura e senza paura” in aula da settembre.
E l’atteggiamento nei confronti del gip milanese Clementina Forleo? Una alzata di scudi immediata del centrosinistra perlomeno sospetta. Hanno detto di tutto in questi giorni. D’Alema e Fassino scandalizzati per l’ardire della magistratura. Persino Napolitano ha alzato la voce! Ma non ricordo un simile atteggiamento in passato. Non dico nei confronti di Berlusconi che veniva sbeffeggiato in qualsiasi contesto pubblico ed ufficiale, ma nemmeno in vicende più attuali, ad esempio durante i fatti Visco (Padoa Schioppa) – Speciale… Non ho sentito nessuno, tanto meno il Presidente della Repubblica.
Ma la sinistra non si tocca, cara dottoressa Forleo, altrimenti si rischia immediatamente un richiamo al proprio dovere e soprattutto un neanche tanto cortese consiglio al silenzio. Un garantismo improvviso e molto particolare.
Oggi però hanno cominciato a capire che forse conviene non prendere posizioni rigide. “Fingere di collaborare” si sono detti e così Bertinotti ha cominciato ad aprire le porte, D’Alema ha dichiarato disponibilità. Altrimenti si rischia la figuraccia e il linciaggio politico. Solo Fassino trova che Bertinotti dica “frasi sgradevoli” quando parla di eccessive garanzie per alcuni politici. Che abbia quella che volgarmente si chiama la “coda di paglia”?!
Intanto c’è un’altra inchiesta che prosegue, quella di Catanzaro. Si scopre (mica tanto, si sapeva perfettamente) che il buon Prodi è un furbetto… Giri vorticosi di denaro pubblico, finanziamenti europei, società sparse in luoghi improbabili, consulenze strapagate, linee telefoniche che saltellano di qua e di là. Bravo il nostro encefalitico letargico, si sveglia solo nel momento in cui può farsi i fatti suoi e quelli dei suoi amichetti. Ne sanno qualcosa nelle banche, in Telecom, in Alitalia. Senza parlare di ciò che ricordano in Iri, in Cirio o alla Sme.
E il Pd?
Oggi Walter Vetroni ha detto che il Pd è come il jazz, intenso e leggero. Per ora noi ne vediamo solo la leggerezza… per l’intensità aspettiamo un programma, un leader, insomma qualcosa che vada oltre gli slogan.
A proposito di leader. Sono intervenute le candidature di Rosy Bindi (l’invisibile), di Letta (l’uomo del web), di Furio Colombo (il “nuovo” che avanza a passi molto lenti), di Adinolfi (nessuno se lo fila) e di Pannella. Ma no! Pannella no! Non verrà mica qui a rompere i nostri giochetti? Pannella non lo accettiamo!! E così il “direttorio” molto democratico del Pd ha deciso che Pannella dovesse essere defenestrato ancor prima che mettesse piede nel partito. Perbacco che primarie democratiche, che apertura, che disponibilità! Ma non avevano detto che avrebbe potuto candidarsi chiunque avesse raccolto le firme? Pannella non può.E poi c’è Rutelli che sta da tempo facendo le scarpe a Romano. Ci prova con “il manifesto dei coraggiosi” che dà l’impressione di un papocchio nato per riunire qualche anima di centro e che naufragherà presto, però è innegabile che si stanno muovendo le pedine sul tavolo da gioco e Romano continua a parlare di stabilità del governo, di decisioni serie…
La gente è stufa, caro Presidente, dei suoi inutili sorrisi sdentati, delle sue frasi vuote di contenuti, della sua decantata serietà (non sapeva dire altro in campagna elettorale e non sa dire altro ancora oggi, qualcuno gli cambi disco!)
Tutti hanno compreso la sua immobilità, la sua difficoltà, la sua impossibilità di governare e la sua unica capacità di occupare le poltrone.
La gente la fischia o quando va bene non la considera nemmeno. Ma si è reso conto, caro Presidente che quando lei va in giro per Roma o per le altre città italiane, nessuno la saluta, nessuno le sorride?? Ha visto cosa accade quando Berlusconi va a passeggio per l’Italia?? E’ un trionfo, la gente si ammassa per poterlo salutare, persino davanti al Parlamento dove ormai dovrebbero essere abituati ad incontrarlo. Rifletta, caro Prodi, questi sono segnali importanti. La gente è un termometro fondamentale per la leadership. Lei non è quello che si chiama un “uomo forte”, lei è un pupazzo presuntuoso nelle mani della sinistra che la lascia giocare con i suoi “affarucci” finchè fa comodo, poi (come sempre) la butteranno dalla rupe. Si stanno preparando da tempo, mi creda.
A proposito di “uomini forti”, Sarkozy ieri si è assicurato una posizione di rilievo nello scenario internazionale grazie alla mediazione compiuta tra Bulgaria e Libia. Ed oggi piazzerà i suoi colpi ben assestati al colonnello Gheddafi. Possiamo esserne certi. D’altronde lui è l’uomo che dopo una settimana dall’insediamento aveva già rivisto tutta la riforma fiscale. Non alzando le tasse caro Prodi, ma abolendo la tassa di successione (mi ricorda qualcuno…) e riducendo le tasse (mi ricorda ancora qualcuno…), togliendole anche ai lavoratori che fanno straordinari.
La gente la fischia o quando va bene non la considera nemmeno. Ma si è reso conto, caro Presidente che quando lei va in giro per Roma o per le altre città italiane, nessuno la saluta, nessuno le sorride?? Ha visto cosa accade quando Berlusconi va a passeggio per l’Italia?? E’ un trionfo, la gente si ammassa per poterlo salutare, persino davanti al Parlamento dove ormai dovrebbero essere abituati ad incontrarlo. Rifletta, caro Prodi, questi sono segnali importanti. La gente è un termometro fondamentale per la leadership. Lei non è quello che si chiama un “uomo forte”, lei è un pupazzo presuntuoso nelle mani della sinistra che la lascia giocare con i suoi “affarucci” finchè fa comodo, poi (come sempre) la butteranno dalla rupe. Si stanno preparando da tempo, mi creda.
A proposito di “uomini forti”, Sarkozy ieri si è assicurato una posizione di rilievo nello scenario internazionale grazie alla mediazione compiuta tra Bulgaria e Libia. Ed oggi piazzerà i suoi colpi ben assestati al colonnello Gheddafi. Possiamo esserne certi. D’altronde lui è l’uomo che dopo una settimana dall’insediamento aveva già rivisto tutta la riforma fiscale. Non alzando le tasse caro Prodi, ma abolendo la tassa di successione (mi ricorda qualcuno…) e riducendo le tasse (mi ricorda ancora qualcuno…), togliendole anche ai lavoratori che fanno straordinari.

Questi sono leader, noi vogliamo un “uomo forte”, un Presidente che voglia e possa decidere senza il continuo ricatto della estrema sinistra. Vogliamo veder crescere l’Italia ed il nostro benessere senza “far piangere” nessuno.
Vogliamo essere orgogliosi di essere italiani.
Vogliamo che questa triste sceneggiata finisca al più presto.