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05 ottobre 2007

AHI, AHI, AHI, CARO PRODI…


Stanno continuando i battibecchi tra Prodi ed il nuovo candidato premier. Walter infatti ha dichiarato che vorrebbe dimezzare il numero dei ministri e sottosegretari. Il professore bolognese si è un po’ risentito è ha detto lapidario “Per il governo serve continuità” terrorizzato dall’idea di un rimpasto che non sarebbe possibile fare ancora con il bilancino per non scontentare nessuno. Per fare felici tutti i partiti e partitelli infatti il nostro geniale presidente del consiglio ha raggiunto la cifra record di 26 ministri, 10 viceministri e 66 sottosegretari, per un totale di 102 membri. Ed ora volete fargli fare un rimpasto??
Perciò sempre più seccato ha detto “Io dico che il governo funziona molto bene abbiamo fatto un gioco di squadra e comunque l'efficienza e la continuità dell'esecutivo sono una pura competenza del presidente del Consiglio”.
Veramente sull’efficienza gli italiani avrebbero qualcosa da dire come ancora una volta è successo con fischi e pernacchie. Infatti venerdì un gruppo di lavoratori di un’azienda di Torino ha contestato Prodi mentre un prete-operaio, don Gianni Oderda, delegato Fiom dell'Avio, gli consegnava un documento in cui il comitato Rsu ribadiva la sua contrarietà al protocollo sul welfare.
Ed anche sulla continuità gli italiani avrebbero tante cose da dire… Ad esempio un bel “basta!” altro che rimpasti.
Nel frattempo, sulle future alleanze del partito democratico, in particolare con la sinistra radicale, Veltroni sentendosi già padrone di casa, dice provocatorio: “Il Pd è convinto che servono innovazioni profonde e radicali al Paese. Le porrà al centro, se su questo matureranno alleanze, bene, altrimenti il Pd è anche pronto ad andare da solo”.
Si profilano momenti davvero esilaranti tra il 14 ottobre data delle scontate elezioni del leader del Pd e l’approvazione della finanziaria. Credo proprio che ci sarà da ridere, ma non per Prodi.



immagine "broderie"

BONUS PER I BAMBOCCIONI !


E’ roba da non credere.
Dopo la figuraccia fatta al Senato sulla questione Visco ed il solito salvataggio in extremis di santa Levi Montalcini, il ministro Padoa Schioppa dichiara di voler dare un bonus (perbacco, 41 euro al mese!) ai trentenni italiani in modo che escano dalla casa paterna.
"Mandiamo i bamboccioni fuori di casa" ha detto il sensibile ministro.
Il nostro arguto Schioppa forse non ha pensato che quelli che lui chiama “bamboccioni” forse andrebbero a vivere da soli se non dovessero lavorare 6 mesi l’anno per pagare le tasse ad uno stato vampiro, se non dovessero pagare bollette esose o se avessero dei genitori da poter lasciare soli con una pensione dignitosa.
Forse nei salotti radical-chic che il ministro frequenta con assiduità i bamboccioni non ci sono, ma spero che qualcuno spieghi al titolare di via xx settembre che la maggior parte dei trentenni italiani non sono dei pigri ragazzotti.
Questa è gente, caro ministro, che lavora e cerca di costruirsi un futuro malgrado l’attuale governo li sbeffeggi e li prenda in giro con l’ennesima elemosina.