
Grillo dovrebbe preoccuparsi. La concorrenza comincia ad essere eccessiva. Dopo il premier con le sue esternazioni sempre inopportune ma comiche ecco che si appalesa all’orizzonte un altro giullare irresistibile, il ministro Padoa Schioppa.
Da giorni ormai è iniziata una commedia esilarante, “schioppettate in libertà” che riescono a lasciare allibiti gli italiani che pure sono abituati da più di un anno alla pantomima governativa.
Non si comprende se il ministro abbia perso la testa o il contatto con la realtà, di certo ha perso molte occasioni per tacere.
Non ricorderò a chi legge le numerose e straordinarie gaffe o le pericolose dichiarazioni che giungono da palazzo Chigi e da via xx settembre, ma negli ultimi giorni si inanellano cretinate come collane di perle.
Dei bamboccioni abbiamo già parlato, ma oggi il ministro ha superato ogni più rosea previsione, quasi come se avesse la determinata volontà di sfiancare anche quel 20% di italiani più incoscienti che ancora si fidano del governo Prodi…
Si, perché il ministro ha detto “La polemica anti tasse è irresponsabile. Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come la salute, la sicurezza, l'istruzione e l'ambiente”.
E lo ha detto ad un popolo stremato dalla pressione fiscale che in cambio ha ospedali con l’amianto che crolla dai soffitti scrostati, le forze dell’ordine senza i soldi per la benzina per le auto, una scuola pubblica fallimentare e quando bruciano i boschi ha a disposizione ben quattro canader per tutta la penisola…
Per questo ci si domanda se sia un arrogante pazzo o un pericoloso esaltato.
Forse, molto più banalmente è una frase rivelatrice di una cultura punitiva di sinistra, che vede nell'imposizione fiscale una sorta di azione salvifica rispetto al peccato commesso da chi guadagna.
Purtroppo è proprio così, e fa coppia con l’altezzosa frase sui trentenni che non lasciano la casa paterna quasi per vezzo o per indolenza, non per necessità.
Siamo stanchi caro ministro della sua mentalità radical-chic, siamo stanchi di avere dei buffoni che pontificano sulle nostre abitudini e decidono della nostra vita.
Non siamo bamboccioni stupidi e perciò non siamo affatto felici di fare “cose bellissime” come pagare al suo governo tasse fuori misura.
Siamo al limite della sopportazione.
Alzi le vele, torni a casa professor Padoa Schioppa, ci resti e porti con sé il resto della ciurma.
Da giorni ormai è iniziata una commedia esilarante, “schioppettate in libertà” che riescono a lasciare allibiti gli italiani che pure sono abituati da più di un anno alla pantomima governativa.
Non si comprende se il ministro abbia perso la testa o il contatto con la realtà, di certo ha perso molte occasioni per tacere.
Non ricorderò a chi legge le numerose e straordinarie gaffe o le pericolose dichiarazioni che giungono da palazzo Chigi e da via xx settembre, ma negli ultimi giorni si inanellano cretinate come collane di perle.
Dei bamboccioni abbiamo già parlato, ma oggi il ministro ha superato ogni più rosea previsione, quasi come se avesse la determinata volontà di sfiancare anche quel 20% di italiani più incoscienti che ancora si fidano del governo Prodi…
Si, perché il ministro ha detto “La polemica anti tasse è irresponsabile. Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima e civilissima, un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili come la salute, la sicurezza, l'istruzione e l'ambiente”.
E lo ha detto ad un popolo stremato dalla pressione fiscale che in cambio ha ospedali con l’amianto che crolla dai soffitti scrostati, le forze dell’ordine senza i soldi per la benzina per le auto, una scuola pubblica fallimentare e quando bruciano i boschi ha a disposizione ben quattro canader per tutta la penisola…
Per questo ci si domanda se sia un arrogante pazzo o un pericoloso esaltato.
Forse, molto più banalmente è una frase rivelatrice di una cultura punitiva di sinistra, che vede nell'imposizione fiscale una sorta di azione salvifica rispetto al peccato commesso da chi guadagna.
Purtroppo è proprio così, e fa coppia con l’altezzosa frase sui trentenni che non lasciano la casa paterna quasi per vezzo o per indolenza, non per necessità.
Siamo stanchi caro ministro della sua mentalità radical-chic, siamo stanchi di avere dei buffoni che pontificano sulle nostre abitudini e decidono della nostra vita.
Non siamo bamboccioni stupidi e perciò non siamo affatto felici di fare “cose bellissime” come pagare al suo governo tasse fuori misura.
Siamo al limite della sopportazione.
Alzi le vele, torni a casa professor Padoa Schioppa, ci resti e porti con sé il resto della ciurma.
Grazie.