Pagine

25 ottobre 2007

1 ... 2 ... 3... E ... 4 !!

No, non sto parlando dei goal del Milan nell'ultima partita di Champions League...



Parlo della marmorea tenuta del Governo Prodi.






Una mattinata infernale per il governo che è stato battuto ben 4 volte nell'esame della finanziaria.

Giornata nera per il premier che continua a sorridere come se non capisse cosa sta accadendo...

Oggi parte del centrosinistra ha votato compatto con la Casa delle Libertà ed il governo è stato umiliato quattro volte perchè è frammentato e diviso su troppi argomenti.

Si può reggere un punto di scontro, ma non su ogni argomento.

Questo governo non ha accordo interno sul welfare, sulla politica economica, sulla politica estera, sulla gestione della giustizia, sulla famiglia, sulla lotta alla criminalità, sulla guerra alla droga, sulla gestione dell'immigrazione ... e potrei continuare...

Bordon, esponente del centrosinistra commenta "è una giornata di ordinaria follia, come sempre la maggioranza è riuscita a farsi mettere sotto. Sembra quasi che ci sia una volontà masochista"



Forse chiederanno la fiducia...

Aggiornamento:

Nella serata il governo è riuscito a farsi battere altre 3 volte ... e siamo a 7 !!

Credo, al contrario di quanto detto in precedenza, che a Prodi non convenga mettere la fiducia, rischierebbe il crollo totale.

... vedRAI che te ne andRAI ...


I problemi non finiscono in Rai. E nemmeno per il Governo.


La commissione di vigilanza sulla Rai ha approvato all'unanimità la mozione, presentata dalla Rnp, che chiede le dimissioni del presidente Claudio Petruccioli.

Petruccioli resterà al suo posto finché non sarà stata indicata e perfezionata la nomina di un nuovo presidente.

A favore della mozione hanno votato 20 rappresentanti della Commissione e cioé gli esponenti della Cdl, dell'Udeur, dell'Italia dei Valori, oltre che della Rnp.

Il testo originario della risoluzione, di cui è primo firmatario Marco Beltrandi, prevedeva l'ipotesi di azzeramento dell'intero Cda Rai "o quantomeno" le dimissioni del presidente: la Commissione, tuttavia, ha approvato un emendamento presentato dal forzista Giorgio Lainati che riduceva le due ipotesi originarie alle sole dimissioni del presidente. Gli altri esponenti del centrosinistra presenti hanno abbandonato la seduta.


Il presidente Petruccioli ha dichiarato che non lascerà il suo posto finchè non sarà obbligato a farlo dalla nomina del suo successore...

ATTENZIONE!! VOGLIONO IMBAVAGLIARE LA RETE !!


19 Ottobre 2007 Proposta di legge Levi-Prodi e la fine della Rete


Riccardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all'informazione sono tutti d'accordo.La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell'Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.

L'iter proposto da Levi limita, di fatto, l'accesso alla Rete.

Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?

La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all'albo come direttore responsabile.

Il 99% chiuderebbe.

Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale.

In pratica galera quasi sicura.

Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere.

Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.

Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia, preparatevi a trasferire il server in un altro Stato finchè in Italia non tornerà la democrazia.

A seguito delle numerose proteste il ministro Gentiloni, beccato con le mani nella marmellata, ha detto che durante l'iter parlamentare ci saranno degli aggiustamenti e ieri in commissione cultura Levi ha fatto una leggera marcia indietro ipotizzando l'esenzione per i siti personali e i blog.

Vedremo, occhi aperti amici!!!!



Dite a Prodi ed ai suoi giannizzeri che non siamo in Birmania!