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06 novembre 2007

QUESTA E’ BELLA !

Poco fa ero in macchina nel traffico milanese ed ascoltavo RadioMontecarlo.
In onda Daniele Bossari che trovo molto simpatico ed gradevole.
Ad un certo punto Bossari si collega telefonicamente con un signore di cui non ricordo il nome (un esperto in energie alternative) che inizia a spiegare un fatto molto interessante…
L’esperto era orgoglioso di segnalarci che nella finanziaria di Prodi vi è un finanziamento (tramite banca) per dotare le nostre abitazioni di energia eolica che farebbe un gran bene all’ambiente ed anche alle nostre tasche. Benissimo!! ho pensato e Bossari cercava di farsi spiegare in che modo potremmo fare.
L’esperto ci ha comunicato infatti che basterà procurarsi un mulino a vento da installare in uno “spazio adatto” ed il gioco è fatto… Un mulino a vento?!!
Davvero? Semplice, grazie Prodi!
Da domani nelle città ogni palazzo potrà dotarsi (con un finanziamento ad hoc) di un mulino a vento. E noi fessi che non ci avevamo pensato!!
Su questa falsa riga potremo dotarci anche di un mulino ad acqua per fare il pane e la pasta (visti gli aumenti) e di carrozze con i cavalli per viaggiare tra casa e ufficio, per risparmiare sulla benzina…
Forse Pecoraro Scanio, Prodi e Padoa Schioppa sono impazziti. Un mulino a vento negli “spazi adatti” … ma dove sono gli spazi adatti in una città tra un palazzo e l’altro??

Ma che finanziamento è questo?

Come al solito soldi buttati.




INCREDIBILE, MA E' PRODI !


Vi prego ditemi che non è vero.
Ditemi che la lettera comparsa domenica su Repubblica non è stata scritta dal Presidente del Consiglio dell’Italia. Una incredibile comica scritta con la piuma intinta nell’inchiostro della falsità, una accozzaglia di finto buonismo che noi non ritroviamo nella nostra vita.
Ma il premier vive in una realtà tutta sua, oppure crede di prendere in giro gli italiani?
E’ uno scherzo vero?


La giornata normale in un paese multietnico


di ROMANO PRODI


Caro direttore, qualche giorno fa mi è arrivata a casa una lettera del Comune di Bologna che mi avvisava che, dopo cinque anni, la mia carta di identità era arrivata alla scadenza e mi invitava a rinnovarla, fornendomi recapiti ed orari di apertura dei diversi uffici di quartiere presso i quali (munito di tre fotografie) potevo eseguire l'operazione. Verso le 11 della mattina del 2 novembre (con il lusso della lentezza dei giorni semifestivi) sono perciò andato all'ufficio più vicino a casa mia, in Vicolo Bolognetti. Dall'apposita apparecchiatura ho preso il mio numero (per la precisione il numero 64) e mi sono seduto aspettando il mio turno. Attesa non lunghissima (si era già arrivati al numero 58), ma che mi ha permesso di guardarmi intorno e di chiacchierare con i presenti, fino al numero 71, ultimo ad arrivare prima che io facessi le mie pratiche. Mi sono trovato di fronte ad un campione umano di grande interesse. Un paio erano giovani italiani, che, più o meno come me, rinnovavano i propri documenti. Gli altri erano extracomunitari, con le loro complicate pratiche. Due famiglie dello Sri Lanka con infanti in carrozzina e i fratellini che correvano nel corridoio ed alcuni altri immigrati provenienti dalla sponda Sud del Mediterraneo. Mi hanno parlato del loro lavoro, ma soprattutto del loro modo di vedere in Bologna non solo il proprio orizzonte personale, ma quello di tutta la famiglia. Il più "politicizzato" mi ha anche chiesto quali siano le regole per votare e per essere candidati nelle elezioni, ma questo era un fatto del tutto particolare. Quello che mi ha impressionato era la assoluta serenità di essere cittadini normali, di un paese normale e con una attenzione soprattutto dedicata al futuro dei loro bambini. Poi è venuto il turno del numero 64. Una impiegata perfetta e paziente (anche se la stampante aveva qualche inceppo) mi ha presentato i suoi giovani aiutanti, mi ha chiesto se ero alto ancora 1,74, se avevo ancora occhi castani e capelli brizzolati. Visto che il documento non prevede l'intensità della "brizzolatura" ho risposto affermativamente, ho pagato 5,32 euro (5,18 di diritti fissi e 0,26 di diritti di segreteria) e sono tornato in via San Vitale per godermi un'altra mezz'ora di semi-ozio. Ma forse avevo vissuto una esperienza irreale, perché non avevo ancora chiuso dietro di me la porta dell'ufficio di quartiere, che sono ricominciati i messaggi e le telefonate che mi riportavano dentro le terribili tensioni di un altro pezzo di Paese.

4 novembre 2007



Il premier ha sbagliato anche i conti … dice “ho pagato 5,32 euro (5,18 di diritti fissi e 0,26 di diritti di segreteria)”
Prodi!!! 5,18 + 0,26 fa 5,44 non 5,32 !! … Allora i casi sono due: o al Comune di Bologna non sanno fare i conti oppure i nostri soldi e il nostro futuro sono in mano a un mentecatto.
Come dite? Al Comune di Bologna sanno fare i conti. Lo immaginavo…

E’ MORTO ENZO BIAGI


Il giornalista e scrittore aveva 87 anni e si è spento poco dopo le otto alla clinica Capitanio di Milano, dove era ricoverato da dieci di giorni per problemi polmonari e cardiaci.
Al momento del decesso c'erano al suo capezzale le due figlie, Bice e Carla.

La scomparsa di Enzo Biagi priva il giornalismo italiano di un uomo di intelligenza acuta, capace di ironia tagliente ed una sobrietà assoluta nell’eloquio. Con il suo viso sereno metteva a suo agio l’ospite conversando di qualsiasi argomento con sagacia.

E’ stato un grande testimone della storia italiana, un giornalista o meglio un cronista (come amava definirsi) con una carriera importante alle spalle. Settant’anni di giornalismo sviluppati ad altissimi livelli: dalla collaborazione con la Rai alla direzione del telegiornale all’epoca della direzione Bernabei, dalla direzione di Epoca al Corriere della Sera. E poi tanti libri di successo.

Si può non essere d’accordo con alcuni suoi atteggiamenti avuti recentemente ma non ci si può esimere dal rendere omaggio ad un grande uomo di cultura che ci ha lasciato.

Spesso raccontava di non confessarsi da almeno 50 anni, ma che ogni notte recitava un Atto di dolore per pareggiare i conti con chi l’avrebbe poi dovuto giudicare…

Senza dubbio oggi avrà trovato lassù affettuosa comprensione.