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11 dicembre 2007

UN TEDESCO CORRETTO ALLA MEDITERRANEA


Ecco che si profila l’accordo.
Non proprio il “Vassallum” (mix tra spagnolo e tedesco messo in campo dal segretario del Pd Walter Veltroni) ma un sistema tedesco con qualche correzione. Enzo Bianco presidente della commissione Affari costituzionali del Senato insieme con il professor Agosti hanno messo a punto una soluzione che forse accontenterà tutti. Come sempre avviene in Italia.
L'impianto prevede un proporzionale con sbarramento: 50 per cento di collegi uninominali e 50 per cento di liste bloccate, no al premio di maggioranza e nessun vincolo formale di coalizione ma la possibilità di un'indicazione politica di alleanza prima del voto. Una clausola circoscrizionale o regionale, garantirà i partiti e i movimenti locali così Lega, Udeur e partitelli vari.
Fini avrà qualcosa da ridire circa la mancanza del vincolo di coalizione prima del voto, ma voterà il tedesco pur di non avere il “Vassallum” che tanto lo impauriva. Così come farà Casini.
E tutti si tranquillizzeranno circa il timore del referendum che avrebbe spazzato via qualche partito.
Il sistema tedesco inoltre confermerà il Popolo della Libertà come la principale forza del Centrodestra e in questo modo Berlusconi recupererà il rapporto con Fini e Casini.
Allo stesso modo, il Pd sarà la forza di centrosinistra più forte e qualche speranza per l’Arcobaleno resta.
Ora l’ultima limata spetta alla Commissione affari costituzionali. Il lavoro più importante però sarà quello degli italiani che mi auguro verranno chiamati alle urne al più presto.

Intanto Prodi è sparito nelle nebbie di Palazzo Chigi.

PRODI, ATTENTO AL TIR


Mai successo nella storia della vita repubblicana. Cinque giorni di sciopero degli autotrasporti.
E il tavolo di trattative è saltato.

Prodi nella sua nebbia di Palazzo Chigi è confuso, ma severo…
Così gli autotrasportatori hanno deciso di continuare con il loro blocco. E noi staremo senza benzina e senza approvvigionamenti alimentari.

Vedremo se il governo vorrà comprendere le loro ragioni.

L’ EREDITA’ DI PUTIN


Il grande Zar della Russia moderna, ha deciso.
Il suo successore sarà Dmitri Medvedev suo vice e presidente di Gazprom.
Giovane e aitante fedelissimo collaboratore di Putin, Medvedev ha come rivali i “siloviki”, ossia gli uomini dei Servizi di Intelligence e dell'esercito diffusi al vertice dello Stato, ma la linea del fronte liberale dovrebbe avere ancora una volta la maggioranza nel paese.
Inutile dire che le azioni di Gazprom, dopo le dichiarazioni di Putin, hanno avuto una impennata fortissima.
Le presidenziali sono fissate per il 2 marzo e la prima dichiarazione fatta alla televisione russa da Medvedev sono state: “Considero di fondamentale importanza per il nostro Paese mantenere Vladimir Vladimirovich Putin nella più alta carica del potere esecutivo, la carica di leader del governo della Federazione russa, devo chiedergli un assenso di massima”.

Lo Zar continuerà a governare indisturbato.