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16 dicembre 2007

DAI “TIR” AL “TAR” FINO ALLE “TOR”-TE IN FACCIA

E così questo governo preoccupato di difendere la burocrazia e i suoi privilegi, questa classe politica statalista, che ha come rappresentante tipico proprio nel Ministro dei Trasporti Bianchi (grande ammiratore di Fidel Castro), ha sottovalutato le richieste dei tassisti e dei camionisti, portandoli alla decisione che solo la protesta selvaggia poteva costringere i politici ad ascoltare.


Difatti, così è stato per i tassisti e così è stato per i tir, dato che questa classe politica statalista non ha la minima idea della capacità di lotta che può esplodere in un gruppo di lavoratori indipendenti umiliati nei loro diritti.
Se ne sono accorti ed hanno dovuto cedere, promettere qualsiasi cosa (vedremo se manterranno) ed implorare di tornare al lavoro con una Italia paralizzata che chiedeva benzina e cibo.

Altra figura da trafficoni presuntuosi è stata quella del Generale Roberto Speciale cui il Tar del Lazio ha restituito la dignità offesa. Tutti gli italiani avevano chiaramente compreso la vergogna che si era compiuta nel Parlamento e prima ancora nelle segrete stanze di Visco, Padoa Schioppa e Prodi.
Nessuno si dimette?





Non ci scorderemo di ricordare che sempre il Tar aveva già preso a schiaffoni il governo Prodi per la vicenda Rai.
Infatti il governo con un rigurgito di “democrazia” aveva deciso la sostituzione del consigliere Angelo Maria Petroni in seno al Cda di Viale Mazzini. Il Tar ha accolto il ricorso ed il presidente prodiano della televisione pubblica si è ritrovato in una situazione a dir poco imbarazzante.
Ma nessuno si dimette?


Dopo queste ultime azioni da governo fuorilegge, alcuni esponenti fanno dei distinguo.
Ma non è più tempo dei piagnistei da risentimento democratico.
Il banditismo del governo va affrontato con incisiva incrollabile determinazione. Dalle trincee della nostra paziente esasperazione un unico grido ci deve accomunare: “
Basta!!




FIGURACCIA CONTINUA

Chi sarà questo signore? Di chi sarà questo berretto che mi pare di ricordare?
No, non ditemi che è tornato… Si, è tornato.




Il Generale Roberto Speciale è tornato. Evviva!
Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso con il quale il Generale contestava la legittimità della sua revoca da comandante della Guardia di Finanza.
E così ancora una volta Prodi e i suoi complici hanno ciò che meritano.
La solita figura da barboni.

Ricorderete che il vice ministro Visco aveva fatto fuoco e fiamme (non gialle) per sollevare dall’incarico il Generale che non aveva voluto obbedire ai suoi “curiosi” ordini.


Il ministro Padoa Schioppa si era esposto al Parlamento parlando in termini vergognosi del Generale Speciale che ovviamente si ribellò ai metodi stalinisti del governo Prodi.
Ha avuto ragione lui.
Questa sentenza restituisce l'onore al generale Roberto Speciale ed anche il suo ruolo di comando.

La vergognosa arroganza del governo è stata punita, ora Padoa Schioppa e Visco si dimettano se hanno un poco di dignità.



Bentornato Generale!!!

SCENEGGIATA NAPOLETANA

Dopo le "attendibilissime" notizie de La Repubblica, circa un ipotetico tentativo di corruzione messo in atto dal "diabolico" Berlusconi nei confronti del senatore Randazzo, ci si domandava…
Cosa farà il Csm? Si comporterà con i magistrati napoletani con la stessa durezza dimostrata nelle vicende Forleo e De Magistris?
Verranno forse sospesi anche i magistrati partenopei?
La Forleo e De Magistris che hanno osato toccare D’Alema, Fassino e Mastella sono stati fustigati pubblicamente, vuoi vedere che scorrerà anche il sangue dei pm di Napoli?
Macchè…
Nemmeno una parola. Un piccolo rimbrotto. Una tiratina di lobo… Niente
Mi sorge un dubbio.
Che ci siano politici di serie A ed altri di serie B?
Si ci sono i politici A-stuti e quelli B-abbei.


Gli Astuti di norma stanno a sinistra e sono intoccabili, salvo si voglia cambiare lavoro e città.
I B-abbei sono quelli che continuano imperturbabili a colpire la sinistra ed i meccanismi (stampa, televisione, magistratura ecc...) ad essa collegati e a pagarne regolarmente le conseguenze.





Il silenzio sta calando sulle balle raccontate da La Repubblica e purtroppo anche sulla sceneggiata della burlona magistratura napoletana.


Tanto che ci importa… “Simme 'e Napule paisà!”