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16 gennaio 2008

SI AVVICINA IL REFERENDUM

I giudici della Corte Costituzionale hanno detto “sì” al referendum elettorale.
Ammissibile.
Si voterà tra il 15 aprile e il 15 giugno?

Si metteranno d'accordo su una nuova legge elettorale prima del 15 aprile?

L'importante è che si torni alle urne. Questo non è un governo.

KYRIE ELEISON


E’ l’unica cosa che si può dire se si vuole essere buoni… “Signore, abbi pietà”…

Ma come noto a chi mi legge o mi conosce, io non sono così tollerante e non amo porgere l’altra guancia.
Per questo ritengo che anche in questo frangente l’Italia stia facendo una figura meschina.

La richiesta di questi 67 professori talebani laici ignoranti dell’università Sapienza di Roma rappresenta il segnale di un avvilente oscurantismo, una vergogna incancellabile per la sinistra italiana.
Una sinistra che spero si stia interrogando sui suoi rappresentanti.

Questi sono i professori cui noi affidiamo i nostri figli. Nemmeno nel più becero periodo sessantottino si è assistito ad un dictat di un gruppo di professori e studenti al Papa.

In questa Italia in cui si tolgono i crocefissi dai luoghi pubblici per non ferire la sensibilità di chi ha un’altra religione, in questa Italia dove ci si affanna a costruire moschee per islamici ecco che il Papa non può presenziare all’apertura dell’anno accademico di una università.
Sarebbe incredibile se non fosse un realtà enorme.

Un Papa filosofo, un grandissimo intellettuale, accolto a braccia aperte in tutte le università del mondo, non può varcare la soglia della Sapienza perché ricattato dal “tribunale dell'intolleranza” di una sinistra che controlla gran parte degli atenei italiani.
La decisione del Papa di non partecipare è certo segno della vittoria del bene sul male, della tolleranza sull’intolleranza, dell’amore sull’odio, ma resta una grande umiliazione per l’Italia.
Vi era il timore di scontri tra studenti, di guerriglia all’esterno della università e naturalmente il Papa non può certo consentire che ciò avvenga.
Saggia dunque la decisione del Pontefice, ma assolutamente gravissima la posizione dei professori e degli studenti dei collettivi.

L’università è il luogo principe per lo scambio di esperienze, di culture, di sapere.
La sinistra evidentemente non vuole il confronto. Non è una novità, ma questa volta ha davvero superato i limiti della decenza.
E’ il ribaltamento della cultura democratica, una minoranza che condiziona la maggioranza della gente.
E dove sta il Ministro della scuola e dell’università? Oltre ad aggrottare la faccia come fa anche il Premier che farà? Niente.
E il rettore della Sapienza che fa? Questi 67 professori potranno continuare ad influenzare le menti di quei poveri idioti che li seguono?

“Nuntio vobis gaudium magnum non habemus papam”, recita uno striscione del collettivo di Fisica, mentre vestite da monache e con in testa la mitra papale, alcune studentesse di collettivi femministi hanno dato il via ad una “layca frocessione” sotto la statua della Minerva per emulare ciò che accadde a Verona nel 2006.
Gli studenti cattolici invece hanno srotolato striscioni che chiedono “Libertà” …
Questo è solo un assaggio di quella che sarà l’atmosfera di domani.
Grazie sinistra italiana!!


Dómine, clámor meus ad te véniat.

“PER LA PRIMA VOLTA HO PAURA”


Dopo avere affidato ai segretari la sua relazione sullo stato della giustizia in Italia, il Ministro Mastella ha imbastito a braccio il discorso che ricostruisce la vicenda giudiziaria della moglie.

“Avrei fatto un discorso diverso, avrei parlato di riforma della giustizia. Invece vi parlo con il dolore nel cuore di chi sa e di chi è stato colpito negli affetti più profondi”.
“Getto la spugna. Mi dimetto. Perché tra l’amore per la mia famiglia e il potere scelgo il primo. Avrei potuto operare sottili distinguo. Mi dimetto per essere più libero umanamente e politicamente”.
“Ho creduto che fosse possibile ricomporre la frattura tra magistratura e politica, ma mi accorgo che per alcune frange estremiste sono un avversario o peggio un nemico da abbattere”.“È la prima volta che in vita mia ho paura”.
“Ho avuto l’illusione che tutto ciò che ho fatto in questi mesi potesse essere la prova della mia onestà intellettuale e dell’assenza di secondi fini”. E invece, ha subìto il “tiro al bersaglio nei miei confronti, quasi una caccia all’uomo, una autentica persecuzione”.
“Tutta la mia famiglia è stata intercettata, tutto il mio partito è stato seguito dalla procura di Potenza, un tiro al bersaglio”.
“Mi dimetto riaprendo la questione delle intercettazioni a volte manipolate, a volte estrapolate ad arte assai spesso divulgate senza alcun riguardo per la riservatezza dei cittadini”.
“Mi dimetto per senso dello Stato. Lo faccio senza tentennamenti. Mi dimetto perché ritengo, anche dopo la mia dolorosa esperienza, che vada recuperata la responsabilità, almeno civile, dei magistrati, sulla scorta della giurisprudenza della Corte di Giustizia del Lussemburgo”.
“Mi dimetto per riaprire una grande questione democratica. Anche perché, come ha detto Fedro: gli umili soffrono quando i potenti si combattono.”
Addolorato, ferito ma alla fine Mastella parla ancora più chiaro “Nessuno si illuda. Da altre postazioni continueremo a combattere, con un’esperienza e delle ferite in più, consapevoli di essere arrivati al vero nodo della democrazia - lo scontro sotterraneo e violentissimo tra i poteri - avendo subìto ora, da ministro della Giustizia, quello che dopo 30 anni di specchiata carriera politica non avevo mai subìto e non avrei mai immaginato”.


Auguri on. Mastella.

MA QUELLE 24 ORE ??

Il 7 gennaio Prodi fece la sua dichiarazione decisa e irremovibile: “In 24 ore risolveremo i problemi dei rifiuti e riapriremo le scuole”
Pecoraro Scanio sorrideva mostrando sicurezza...

Abbiamo visto.


A distanza di otto giorni, dopo aver mandato De Gennaro a fare il miracolo e l’esercito a fare le pulizie, le montagne di rifiuti sono state in parte affastellate meglio, in parte caricate su camion che non sanno dove scaricare e tutto il resto è ancora lì.
Oggi il generale Giannini ha specificato che i militari sono “un supporto qualificato e solo di natura logistica” quasi a prendere le distanze dall’attesa di un risultato serio.
Le scuole sono ancora chiuse e circondate di monnezza, 100.000 bambini non vanno alle lezioni perché ovviamente i genitori sono allarmati.

La puzza, la mancanza di igiene e l’inquinamento continuano a minare la salute dei napoletani e dei cittadini di tutta la Campania. Troppi casi di tumore, di reazioni allergiche. Troppi bambini asmatici o con malattie della pelle.
Troppa vergogna per chi assiste a questa sconcertante situazione.

Il sindaco Iervolino ha detto “per un po’ di immondizia non muore nessuno, faremo in modo di uscirne fuori”. Sono parole dissennate di chi non ha ancora fatto i conti con la realtà.
Il governatore Bassolino tace. Spero per la vergogna, ma forse è solo paura.
Prodi scandisce le poche parole di circostanza.

Forse la Ue porrà rimedio con una sanzione.


Che disastro.