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06 novembre 2008

O LA BORSA, O BARACK !


Strano, sembra che nessuno se ne sia accorto, è un fatto assolutamente chiaro, ma il silenzio è calato. La borsa non applaude Obama. Anzi.

Le elezioni della storia si sono concluse, l’eroe afro-americano ha stravinto.

Osanna in ogni dove … Attori e cantanti che si stracciano le vesti dalla gioia … Veltroni organizza feste a Roma per celebrare la vittoria di Barack cui lui ha rubato lo slogan tramutando il famoso “We can” in un meno fortunato “Si può fare” (se po’ fa’) ma che manco lo conosce … Alcuni dei provinciali giornalisti italiani sono stati colti da obamite acuta (guardate il tg1 con la sigla a stelle e strisce) … In Kenya credono che la loro vita cambierà per sempre e glielo auguriamo …

Ma in tutto questo sfavillio entusiastico c’è un piccolo particolare che, come dicevo poco fa, viene taciuto.

Le borse di tutto il mondo, il giorno seguente alla “svolta epocale”, sono ulteriormente crollate.

Strano. Di norma dopo un fatto di questa rilevanza, l’elezione del Presidente degli Stati, soprattutto dopo la vittoria del candidato “predestinato” dalle folle, le borse reagiscono molto positivamente. E’ successo persino dopo la vittoria del “temibile e terribile” Silvio!

E invece, Wall Street giù e giù anche Asia ed Europa.

In altri tempi i giornali avrebbero titolato: "I mercati bocciano Obama". Oggi direttori e capiredattori fingono di non accorgersene, con un fair play degno di un vero lord inglese.

Ma il fatto è questo. L’economia non si è fatta impressionare dagli entusiasmi e dalle frenesie dei vincitori, non si è lasciata condizionare da Obama, il migliore progetto di marketing di questi anni.

La speranza è che la business community internazionale non stia dando un segnale reale e che Barack, dopo essere diventato una icona mediatica tra coriandoli, magliette, cappellini e bandierine a stelle e strisce, si trasformi in uno statista in grado di governare davvero.
Lo sapremo presto.