24 dicembre 2008

LO SO, A NATALE SIAMO TUTTI PIU’ BUONI, MA …

Che bello è Natale, tra qualche giorno nevicherà e i doni sono arrivati per tutti, ma il “diavoletto” che è dentro a ciascuno di noi, pensa e ripensa a ciò che accade in questa nostra adorata Italia.

Ricorderete che qualche settimana fa, sono scoppiati alcuni scandali a Pescara e a Napoli. Bene, anzi malissimo, ma si è parlato nuovamente di tangentopoli ed effettivamente le caratteristiche sono quelle. Sia per le responsabilità che emergono che per le modalità di inchiesta e di condanna di una parte della politica italiana.
Un film già visto. E forse anche lo stesso regista.

Ed ecco che, nella confusione generale di un
Pd massacrato e l’elegante silenzio del PdL, quel tipino “tuttod’unpezzo” Di Pietro comincia a sputare sentenze, a fare distinguo e ad ergersi a giudice morale dell’intero parlamento creando anche molti imbarazzi tra i suoi alleati.

Come sempre, cambiano le poltrone (prima quella da magistrato poi quella di eletto), ma Tonino ama scagliare la prima pietra, forse perché è senza peccato …

Ma ad un certo punto, ohibò, si scopre che il giovane virgulto del “tuttod’unpezzo” Di Pietro (tale Cristiano, consigliere provinciale) chiacchiera al telefono e con disinvoltura chiede che alcuni suoi amici vengano scelti per in
carichi importanti. E viene pure coinvolto nelle intercettazioni degli inquisiti! Come? Il figliuolo dell’uomo senza macchia e senza paura piazza gli amici nei posti giusti? Fa raccomandazioni? Chiede favori? A fronte di cosa, del suo “potere” di consigliere provinciale o del cognome che porta??

E allora il babbo, con sorriso un po’ sforzato è costretto a presentarsi davanti alle telecamere di Sky e, circondato da tutte le “sue” foto (egocentrico il “castigamatti eh?) rilascia una intervista nella quale tira un pochino le orecchie al discolo ragazzo che in fondo ha cercato di dare una mano a qual
che amico ma che non ha fatto niente di male, altrimenti tutti quelli che dicono queste cose al telefono, sarebbero inquisiti e li chiuderemmo tutti in galera … Chiede con sorriso sempre più tirato ai magistrati di continuare il loro lavoro perché “NOI non abbiamo niente da temere”. Noi?? Noi chi…
Era Cristiano Di Pietro al telefono e parlava per se stesso, no? Vabbè, comunque “loro” non hanno nulla da temere!

Perfetto, direte voi. Si perfetto. Un pò meno perfetto quando, dopo un giorno dalle dichiarazioni del padre Di Pietro, il sindaco di P
escara improvvisamente viene scarcerato ed il magistrato che 15 giorni prima parlava di lui come di un accanito delinquente, corruttore, ladro e fetente oggi viene assalito da mille dubbi e ritiene che il Signor Sindaco possa tornare a casa (fino a ieri inquinava le prove, oggi no) e in fondo sia giusto riconsiderarne la posizione …

E’ a questo punto che il “diavoletto” ha cominciato a parlarmi nell’orecchio: “vuoi vedere che per salvare un povero Cristiano anche gli altri peccatori vengono benedetti?” … “strano che prima del coinvolgimento del pargolo italiano dei valori l’on Di Pietro puntasse il dito contro tutti ed oggi ritiene alcune telefonate di pressione di un consigliere provinciale quasi un pensiero gentile verso gli a
mici” … “come mai quel disgraziato del sindaco di Pescara oggi forse è una vittima”…

Insomma quel “diavoletto” non tace ed io non ho potuto tenervi nascoste le sue parole.


Credo però di non dovergli dare molto ascolto. E’semplicemente l’effetto del Natale: Di Pietro ed i magistrati di Pescara sono più gentili.
Sì, è così, è Natale e siamo tutti molto più buoni!!


“Buoni, ma non fessi” dice il diavoletto, ma lui è un diavoletto ...