Pagine

23 maggio 2010

SANTORO GIUNTO AL REDDE RATIONEM… DECIDE CHE PECUNIA NON OLET, ANZI !!!

Un titolo forse troppo colto per un pezzo dedicato al finale più squallido che si potesse immaginare nella fiction Santoro - Rai.
La verità è che tutti hanno un prezzo e che Santoro ne ha uno molto alto.






Che strazio il buon Michele nella scorsa puntata di Annozero. Un delirio di onnipotenza condito da frasi sibilline, minacciose, deliranti e leggermente mafiose. Ma con un unico finale: fingere di combattere ed invece intascare 10.000.000 di euro che ha trattato da mesi . Che desolazione.

E così il paladino dei cassaintegrati, degli extracomunitari senza permesso, degli operai sul tetto, dei centri sociali, della sinistra giustizialista e delle “pasionarie” comuniste, finisce col fare le scelte di tutti i radical-chic più beceri e si mette in tasca il gruzzolone girando le spalle.

Ha tentato di farlo in modo scaltro, anche se dopo qualche minuto ha cominciato a perdere la testa …



Si è persino paragonato al Generale Custer (noto per il suo delirio di onnipotenza) che lotta contro le ingiustizie. Ma nel suo caso lui lotta contro la lottizzazione e la politica corrotta ma poi, che strano, chiama in causa Bersani, Zavoli e i consiglieri Rai del Pd perché gli chiedano di restare !!

La star rosso fuoco in preda al furore e con leggera bavetta alla bocca ha gridato verso i membri del Pd nel Cda della Rai: “Vogliono che io rimanga? Me lo chiedano” … “Me lo può chiedere anche una piccola parte che io rimanga invece di sottoscrivere gli accordi per poi dire 'no, li abbiamo firmati per fare contento Santoro'. Così danno la colpa a me di quello che succede e delle scelte che sono state fatte. L'accordo non è stato ancora firmato, cosa volete? Che lo firmi o no? Quale idea avete? Ma se nella vostra idea non si esprime anche chiaramente che 'Annozero' non deve essere considerato il materiale proibito del servizio pubblico, deve essere considerato la perla del servizio pubblico una delle cose più importanti che il servizio pubblico fa, e delle quali deve andare fiero.”

E poi ha straparlato descrivendo se stesso (in terza persona) “Santoro è risorsa strategica su cui investire per il futuro” …

Ha attaccato La Repubblica, Il Corriere, La Stampa rei di non averlo sufficientemente supportato nella sua guerra personale, poi si è scagliato ancora contro i rappresentanti del Pd, dicendo: “quei cialtroni del Pd che hanno detto che io mi sono venduto a Berlusconi. Con quelli non vale la pena nemmeno di prendere un caffè” riferendosi alle reazioni del mondo politico della sinistra alla notizia dell'accordo consensuale tra lui e la Rai.

E poi si è espresso in modo duro ed equivoco nei confronti dell’ IdV definendoli: “esperti in operazioni immobiliari ma non di televisione”

Insomma ce n’era per tutti … E con un tono sgradevole che sotto-intendeva “attenti che apro la bocca”

Però mentre Michele decide se aprire la bocca sui suoi ex amici ed intanto apre il portafogli per intascare il lautissimo assegno da 10 milioni di euro, le maestranze della Rai pensano ai loro stipendi e si domandano se Santoro sia stato davvero uno di loro, oppure li abbia presi tutti in giro.

IL GURU DELLA COMUNICAZIONE SEGUELA : "BERLUSCONI, VERA STAR DELLA POLITICA"


Perché i consensi nei confronti di Sarkozy sono precipitati con la crisi e quelli di Berlusconi invece no?
“La magia di Berlusconi è che era una star ancora prima della politica. Mette in mostra i suoi soldi, il suo successo. Il suo stato di star lo protegge di fronte a qualsiasi problema". Parola di Jacques Séguéla, il guru della pubblicità, protagonista di un incontro alla Fnac di Milano per presentare il suo libro intervista "Presidente da vendere", pubblicato da Fausto Lupetti Editore.

Séguéla risponde alle domande dal direttore di Angelo Maria Perrino, moderatore dell'incontro che ha visto la partecipazione anche del prorettore dell'Università Iulm Alberto Abruzzese. E spiega che "l’Italia è il Paese che dopo il Giappone usa più star nella pubblicità. L’Italia è vaccinata da Hollywood. E Berlusconi è una star e si comporta da star".

Secondo l'uomo che ha determinato la scalata alla presidenza francese di Mitterrand e ha fatto la fortuna di molti politici d'oltralpe, "si accusa Berlusconi di essere un seduttore e gli italiani si sentono tutti dei seduttori. E in questa situazione di crisi economica il suo successo economico rassicura gli italiani”.

Tuttavia, oggi c’è bisogno di leader del 21mo. In Italia sarebbe giusto fosse una donna, di una sinistra che smette di oltraggiare Berlusconi e che pensa a sé. Lo slogan? "Votate per voi stessi!". Ma veniamo al “portafoglio a destra”, inteso come premio al ‘movimento’ nel senso di ‘non immobilismo’.

Nell'intervista, Séguéla ha parlato della sua carriera, che lo ha visto ideare ben 20 campagne politiche e circa 1500 commerciali, partendo dal presupposto che prodotti o politica poco cambia: non c’è differenza tra atto elettorale e atto di consumo. L’obiettivo della comunicazione è creare marche, siano esse detersivi o presidenti della repubblica, e persino papi. Anche se, a volte, l’etica fa scegliere, ha detto il pubblicitario citando ad esempio il suo no a Gheddafi.

E la crisi di oggi? "Una grande occasione dei politici per lottare a colpi di concretezza contro l’idea immateriale della finanza impazzita e, in questo modo, riaffermare la propria utilità. Ricordando che una campagna non si vince, è l’avversario che la perde".
E poi c’è un’altra occasione contemporanea: internet. Ma, così come la religione, anche il web deve stare attento perché potrebbe diventare pure la più grande schifezza.

Tornando alla pubblicità, poi, è un dato di fatto che in Italia la società non ha mai tentato di capire i media e qualsiasi intellettuale non parlerà mai bene dall’advertising.
Allo stesso modo i politici o non se ne intendono, o si fanno influenzare dal negativo parere che di essa hanno gli intellettuali.
E poi c’è la solita incapacità di trovare una via italiana alla creatività: troppo popolare, provinciale, promozionale.

Che errore.



affaritaliani