Altro che crisi e inchieste, le donne hanno fatto cadere Berlusconi
L’assoluzione di Silvio Berlusconi al processo d’appello sul Ruby-gate non chiude ma riapre il problema del giudizio politico sul suo 'regime del godimento' e sui segni che esso lascia nell’immaginario collettivo, nel discorso pubblico, nell’esercizio della leadership. Contro la riduzione ricorrente del cosiddetto sexgate a fatto di colore o episodio criminale, questo libro lo considera il momento rivelatore del trucco costitutivo del berlusconismo e l’evento decisivo del suo tramonto. Facendo la spola fra cronaca e filosofia e smarcandosi dagli schieramenti politici e culturali mainstream, l’autrice rilancia alcuni nodi del dibattito attorno agli «scandali sessuali» troppo rapidamente archiviati, ma tuttora sul campo: la concezione della libertà in tempi di governamentalità neoliberale; il rapporto fra privato e pubblico e fra penale, morale e politica alla fine del paradigma politico moderno; le trasformazioni del rapporto fra i sessi e della scommessa femminista in una società post-patriarcale; le variazioni del populismo in una sfera pubblica mediatizzata; la crisi della sovranità in epoca di 'evaporazione del padre'.
"Non si è trattato di un ritorno ai sistemi patriarcali come è stato sempre fatto intendere, ma di un tentativo di far regredire i ruoli sessuali ai tempi del pre-femminismo. Peccato che, grazie alla parola di alcune donne che l'hanno 'denunciato', il tentativo sia fallito. Valorizzo molto il ruolo di queste donne, soprattutto quelle che l'hanno denunciato dall'interno, rompendo un sistema di complicità e silenzio".
"Veronica e, poi, Patrizia D'Addario. Hanno rotto l'anello che teneva insieme il tutto. Patrizia D'addario non è una donna da mitizzare in assoluto, ma col suo colpo ha addirittura cambiato le sorti del Paese".
"Il messaggio che deve arrivare da queste vicende non deve essere di debolezza, bensì di forza. Soprattutto se si pensa che il processo di scardinamento del berlusconismo è stato avviato nel momento in cui egli riscuoteva il massimo dei consensi ed era al top della sua forza politica e personale. Proprio quando il regime sembrava impossibile da scalfire, le donne lo hanno colpito a morte".
"Lasciando perdere la sfera privata che non mi interessa, penso che la Pascale abbia un ruolo di sostegno politico. Certo, la sua influenza riguardo alle unioni civili è stata determinante: ha spostato completamente la posizione di Berlusconi che fino a poco tempo prima era quello dello slogan 'meglio libertini che gay'. Diciamo che anche in questo caso è una donna a connotare positivamente la figura dell'ex Cav".
"Politicamente lo è senza dubbio. Dal punto di vista del rapporto con le donne, invece, si rileva una rottura: Renzi non ha dato scandalo e non è all'interno di nessun sistema a sfondo sessuale. Detto questo, esiste un elemento che invece crea una grande continuità con il berlusconismo. Si tratta dell'uso coreografico delle donne, delle quali mi stupisce la completa adesione alla parola del leader...".


