Pagine

Visualizzazione post con etichetta fine governo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fine governo. Mostra tutti i post

15 luglio 2010

D'ALEMA POLITICO INTELLIGENTE ...


Nell’intervista al “Corriere della Sera”, volendosi segnalare come il “politico intelligente” che molti reputano sia, Massimo D’Alema infila un paio di affermazioni di quelle che potrebbero indignare i minus habentes che votano per Di Pietro. “Non ci sono scorciatoie, dice: non si esce da una crisi di questo tipo attraverso una soluzione giudiziaria, come può immaginare una certa parte dell’opposizione, o attraverso una campagna moralista e giustizialista”. Però! diranno le persone serie, inarcando le sopracciglia con stupore ed apprezzamento. Ma l’intervistato è ancor più audace: “io non credo che [dentro il Pdl] ci siano esclusivamente cortigiani perché comunque è una grande forza politica che ha avuto il voto di tanti milioni di italiani”. Che spirito d’osservazione!

Dopo tali incontrovertibili dimostrazioni di acume e di anticonformismo D’Alema si rifà lasciandosi andare ad un’orgia di wishful thinking (il prendere i propri sogni per realtà) e di banale, piatto antiberlusconismo.
Sostiene con toni apocalittici che siamo alla crisi finale del Pdl. Qualcosa come l’ultima convulsione del capitalismo di cui parlava sempre Mosca. “Le prospettive appaiono incerte mentre la crisi appare certa”.

Anche se lui non specifica né quando avverrà né in che cosa consisterà. La caduta del governo? E chi lo butta giù? Soprattutto, chi ha interesse a farlo? Non ha udito Gianfranco Fini dire cento volte che lui e i suoi sosterranno sempre lealmente questo esecutivo? Questo è il partito che “ho contribuito a fondare”, sostiene il Presidente della Camera; e Massimo dovrebbe sapere che Fini e i suoi amici sono sinceri semplicemente perché, fuori del Pdl, sarebbero soli e al freddo.

Ma, dice D’Alema, “C’è anche una crisi morale, di credibilità dello Stato”. Oltre a fare un caldo boia. E di chi è la colpa? Di Berlusconi. Infatti D’Alema sostiene che bisognerebbe costituire un nuovo governo di cui non sa dire nulla se non che non dovrebbe capeggiarlo Silvio. “La lunga fase della parabola berlusconiana è finita”, decreta. Forse addirittura il Cavaliere è in vacanza da mesi alle Bermuda: infatti il leader pugliese constata “un vuoto di leadership politica impressionante”. E dire che credevamo d’avere udito ad nauseam accuse di dittatura sudamericana scagliate contro il Cavaliere un giorno sì e l’altro pure. E proprio dalla sinistra. Ma forse ricordiamo male.

A Palazzo Chigi deve tuttavia essere rimasto qualcosa, di Berlusconi. Forse il suo fantasma. Infatti per il ghostbuster D’Alema il governo futuro potrà essere guidato da chiunque, mentre: “Se si tratta di un’operazione di ceto politico intorno a Berlusconi non serve assolutamente a nulla”. “La portata della crisi richiede un salto di qualità politico ed escludo che possa farlo Berlusconi”. L’Italia, afferma quasi con lirismo, ha bisogno di “un momento di responsabilità in cui si affrontino i problemi del Paese con coraggio”; di “un nuovo patto sociale”; “di un patto per il risanamento”; “di un patto per la crescita”. Quante belle parole, signora mia.

Purtroppo, malgrado i desideri della sinistra, il Cavaliere è ancora vivo e tutti hanno paura di sfidarlo. “Ritengo che tornare a votare con l’attuale legge elettorale, per una sorta di referendum su Berlusconi sì, Berlusconi no, non sarebbe utile”. Perché la sinistra sarebbe ancora una volta sconfitta. E qual è la soluzione geniale? La soluzione è che, se non si riesce a battere il campione, il campione stesso si dichiari battuto e vada via. Sostituito da che cosa? Da “un governo di larghe intese”, da “un governo di transizione “o come vogliamo chiamarlo, dice l’intervistato, non riuscendo a trovare l’espressione più semplice: “Da un governo senza Berlusconi”.

La giornalista (che ha già suggerito il nome di Giulio Tremonti) chiede infine: “Ma chi potrebbe mai essere la personalità che riesce a mettere insieme forze politiche tanto diverse?” “Questa è una decisione che spetta, come lei sa, al presidente della Repubblica». Quando ci si infila in un vicolo cieco, la machina fa scendere dall’alto il deus che risolve il problema.

Anche la conclusione dell’intervista va segnalata. L’intervistatrice, sazia di parole vacue, chiede sensatamente: “E perché mai il Pdl dovrebbe scaricare Silvio Berlusconi per metter su un governo di transizione con le forze dell’opposizione?” A questo punto, dopo aver detto tante cose intelligenti, D’Alema potrebbe dire la più vera: “È solo che tutte queste cose le ho sognate stanotte”. Invece ecco le sue parole: “È chiaro che se questo discorso non troverà un ascolto nell’ambito della maggioranza è probabile che si arriverà alle elezioni anticipate”. Per riprendere le sue parole, Berlusconi sì, Berlusconi no, ancora una volta. Ma forse un ritorno alle urne, invece che dei suoi sogni, fa parte dei suoi incubi.



Gianni Pardo

06 febbraio 2008

ROMANO … E’ FINITO IL CARNEVALE !

Sì, caro Prodi, da oggi il carnevale è finito.
Niente più farse, trucchi, scherzi e travestimenti. Infatti Napolitano ha sciolto le Camere e i giochi sono terminati.
Questa volta è davvero finita.
Non potranno inventarsi altre scuse per evitare le elezioni.
Anche se in realtà stanno ancora tramando…
Lo so, c’è da non crederci, ma un gruppo di insigni sinistri costituzionalisti cercano di dimostrare la incostituzionalità della legge elettorale.
Studiano, si riuniscono, si consultano, sussurrano, sperano. La cosa però è un po’ complessa.
Come fare a dichiarare l’incostituzionalità delle prossime elezioni a causa di questa “mefitica” legge berlusconiana e non far annullare due anni di governo prodiano? Interessante quesito.

E il Presidente Napolitano nominato da questo Parlamento “farlocco” ? Chi è? Un vecchietto comunista che deve tornare a casa? Anche questo è un quesito gustoso.
Li aspetto al varco.

Ma questo patetico tentativo di annullare la data di aprile risulta davvero stucchevole. Incredibile. Forse si sentono anche furbi…

Comunque, il dato di fatto è che oggi con grande soddisfazione degli italiani, Prodi è comparso davanti alle telecamere e si è definitivamente allontanato dalla scena. I soliti soffi, i soliti balbettii, le solite alitate, ma questa volta è davvero l’ultima.
Nel frattempo Veltroni, il quale continua a professare la solitudine del Pd nella corsa verso la facciata finale, ne ha detta una che in un paese normale riempirebbe le prime pagine di tutti i quotidiani. Sono pronta a scommettere che non sarà così.
Walter ha dichiarato infatti che non si dimetterà da sindaco di Roma fino all’approvazione del piano regolatore. Ma vi rendete conto?

Vi chiedo, perché Veltroni tiene così tanto al piano regolatore di Roma? Che ci sia qualche interesse? Qualche relazione personale da gestire? Oppure qualche favore da fare o da rendere? Se avesse fatto la stessa dichiarazione un sindaco di Forza Italia, lo scandalo sarebbe stato ingestibile. Attendo di leggere i graffianti commenti di Repubblica o del Corriere… Attenderò inutilmente.

Mi rallegro pensando che è terminata la pacchia per questo governo di incapaci.

Il governo più breve che si ricordi e il più dannoso.
Un sorriso leggermente sardonico compare sul mio viso. Sto pensando che il no-global Caruso, gli ex terroristi D’Elia e Farina nonché il trans-gender Luxuria non godranno della pensione da parlamentari… Lo so, a volte ci si accontenta di poco, ma intanto l’incubo è finito.





25 gennaio 2008

EI FU

Ei fu. Siccome immobile,
Dato il mortal conteggio,
Stette il Prodi immemore
Orbo del suo governo,
Così appagata, gioiosa
L’Italia al video sta.




(Alessandro Manzoni mi perdonerà per il gioco...)







E’ finita.
Il peggiore governo dell’Italia Repubblicana è crollato. Era ovvio. Lo andavamo dicendo da sempre. Una accozzaglia di pensieri politici così differenti non poteva che implodere.
L’arroganza prodiana è sepolta.
La voglia di statalismo sta per essere spazzata da un nuovo vento di libertà.

E per favore non ci vengano a raccontare di voler riformulare la legge elettorale. Sono riusciti a scansare il referendum ed ora vogliono traccheggiare con la scusa di una nuova legge elettorale che, abbiamo potuto notare, non ha l’accordo di alcuno?

Ci sarebbe il miracolo in due mesi?
Hanno discusso parlato, si sono riuniti e Bianco ha partorito una proposta che non ha mai trovato l’unanimità.
Oggi pur di sfuggire al giudizio del popolo si inventano accordi improbabili sulla legge elettorale…

Walter Vetroni non è pronto alle elezioni e sfugge, Casini ha voglia di “scudo crociato” e sfugge, Napolitano vorrebbe temporeggiare il più possibile prima di consegnare le chiavi di Palazzo Chigi a Berlusconi e sfugge…

La smettano di dire e fare schifezze.

In realtà un governo di transizione non porterebbe in tempi brevi alla nuova legge elettorale, non governerebbe l’economia, non curerebbe lo sfascio, ma in realtà porterebbe a poter fare le famose nomine cui teneva tanto Prodi.

Basta.

Gli italiani hanno bisogno di un governo. Non di buffoni seduti su comode poltrone.
E attenzione, il livello di sopportazione è giunto al massimo.
Il pericolo di una reazione dura di gran parte degli italiani non è una ipotesi peregrina.

“Guardati dall'ira dei miti !” dice la Bibbia, se lo ricordi, Presidente Napolitano.