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22 novembre 2014

RENZI, NAPOLITANO, DRAGHI, ISIS ... LE LISTE E I PROGETTI SEGRETI DEI MASSONI

Da Affaritaliani


ANTEPRIMA/ Continua a far discutere il caso dei massoni svelato in anteprima da Affaritaliani.it. Merkel, Putin, Obama,Xi Jimping, Lagarde, Padoan, Gandhi, Reagan, Mandela, Jfk, Papa Giovanni, Agnelli, Clinton e Blair. Gioele Magaldi, Gran Maestro del Grande Oriente Democratico rivela le liste delle segretissime Ur-Lodges massoniche. 

Sconvolgente la teoria sull'Isis: "Il leader Al-Baghdadi liberato dagli Usa dopo essere diventato massone. La jihad è eterodiretta per portare un nuovo Bush alla Casa Bianca e a infinite guerre. E sull'11/9..."



LE TEORIE SU RENZI/ Magaldi: "Il premier vuole entrare nella superloggia conservatrice Three Eyes, la stessa dei veri potenti Napolitano e Draghi. Ma i massoni verso di lui sono ambivalenti e non si fidano della sua ambizione. L'editoriale di De Bortoli? Scritto su richiesta di Draghi..."
Da D'Alema a Passera, da Arpe a Marcegaglia, ecco l'elenco degli italiani nelle Ur-Lodges




Esce con Chiarelettere il libro "Massoni" di Gioele Magaldi (Grande Oriente Democratico). Un libro che sicuramente farà discutere. Sedetevi e fate un bel respiro: nel libro trovate storia, nomi e obiettivi dei massoni al potere in Italia e nel mondo, raccontati da autorevolissimi insider del network massonico internazionale, che per la prima volta aprono gli archivi riservati delle proprie superlogge (Ur-Lodges).

Le liste che leggerete sono sconvolgenti. Una 
battaglia per la democrazia. Tra le Ur-Lodges neoaristocratiche, che vogliono restaurare il potere degli oligarchi, e quelle progressiste, fedeli al motto "Liberté Égalité Fraternité", è in corso una guerra feroce. Nel libro non ci sono documenti che provano le tesi di Magaldi ma lui promette che in caso di contestazioni li renderà disponibili.




L'ultimo atto è già iniziato, come rivela Magaldi con la rottura della pax massonica stilata nel 1981: il patto "United freemasons for globalization". Una rilettura esplosiva del Novecento nei suoi momenti più drammatici - la guerra fredda, gli omicidi dei fratelli Kennedy e di M. L. King, gli attentati a Reagan e a Wojtyla - arrivando fino al massacro dell'11 settembre 2001 e all'avanzata dell'Isis. "Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges" è il primo volume di una trilogia che offre un'inedita radiografia del potere.

LE LISTE - Le liste di presunti massoni fatte da Magaldi nel libro è assolutamente sconvolgente. Si parte dal massone ante litteram Giordano Bruno per arrivare a Napolitano, Draghi, Berlusconi, Hollande, Merkel, Putin, Gandhi, Papa Giovanni XXIII, Mozart, Mazzini, Garibaldi, Obama, Chaplin, Lagarde, Blair, Padoan, Roosevelt e tantissimi altri. Già, perché, afferma Magaldi, "se non sei massone non hai alcuna chance di arrivare al vero potere".





BERLUSCONI Tra i nomi fatti da Magaldi c'è anche Silvio Berlusconi, descritto come "un attento cultore di astrologia, uno studioso di esoterismo egizio,  un frequentatore del milieu massonico internazionale con strette relazioni negli ambienti latomistici angloamericani più conservatori".

RENZI-NAPOLITANO-DRAGHI E L'EDITORIALE DI DE BORTOLI - Secondo Magaldi il pallino in mano, per quanto riguarda l'Italia, ce l'hanno in mano Napolitano e Draghi, che per Magaldi sarebbero massoni, apprezzati e influenti anche a livello internazionale. Discorso diverso per Renzi. Magaldi descrive Renzi come "un aspirante massone elitario" al quale "ancor non è stato accordato l'accesso a una almeno delle superlogge sovranazionali". L'obiettivo di Renzi, secondo Magaldi, sarebbe quello di entrare "non presso il Grande Oriente d'Italia o presso qualche altra comunione massonica ordinaria, su base nazionale italiana o estera. No, il premier italiano punta molto più in alto. Egli vorrebbe essere iniziato presso la Ur-Lodge Three Eyes, la medesima superloggia cui sin dal 1978 fu affiliato Giorgio Napolitano. La stessa superloggia cui è affiliato Mario Draghi". (---) "Il problema è che la sua domanda di affiliazione non è stata ancora accolta perché i vari Dragji, Napolitano, Merkel, Weidmann, Schauble, Trichet, Rutte, Sutherland, ecctera non si fidano di Renzi waanabe massone. Considerano Renzi un narcisista, uno spregiudicato e indisciplinato arrivista. Figuriamoci quanto poco venga apprezzato da questi ambienti l'asse Berlusconi-Renzi, sigalto dal Patto del Nazareno. Perciò l'atteggiamento dell'establishment massonico neoaristocratico verso l'attuale premier e segretario Pd è ambivalente. Da un lato ne apprezzano le politiche sostanzialmente prone al paradigma dell'austerità, dall'altro ne temono l'indisciplina e i potenziali voltafaccia", considerandolo smodatamente ambiziono e capace di, persino, se gli convenisse, di passare un giorno armi e bagagli con il network massonico progressista". In quest'ottica, secondo Magaldi, va letto il celebre editoriale del direttore del Corriere della Sera De Bortoli su Renzi e i poteri massonici, scritto proprio in concomitanza della visita newyorkese di Renzi.  Secondo Magaldi l'editoriale aveva il significato di dire al premier: "Caro Renzi, riallineati ai desiderata del Venerabilissimo Maestro Mario Draghi, altrimenti comincio a sputtanarti sul versante massoneria, sia con riferimento ai tuoi inciuci con Berlusconi, sia, se servirà sparando più in alto"



LE UR-LODGES - Magaldi dedica il suo libro alle cosiddette superlogge, definite "i cenacoli massonici protagonisti della storia contemporanea, gruppi e soggetti a orientamento e vocazione strutturalmente sovranazionale e cosmopolita che hanno abbondantemente surclassato l'influenza ormai modesta della massoneria ordinaria". Insomma, coloro che avrebbero in mano il potere vero e il destino del mondo. Magaldi elenca le diverse superlogge, dalla Edmond Burke alla Joseph de Maistre alla White Eagle alla Thomas Paine. E Magaldi sostiene che presso queste Ur-Lodges siano in atto "progetti di involuzione oligarchica, tecnocratica e antidemocratica", progetti che riguarderebbero "l'Italia, l'Europa e l'Occidente intero".
Tra gli italiani nelle Ur-Lodges, ecco i nomi citati da Magaldi: Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Mario Monti, Fabrizio Saccomanni, Pier Carlo Padoan, Massimo d'Alema, Gianfelice Rocca, Domenico Siniscalco, Giuseppe Recchi, Marta Dassù, Corrado Passera, Ignazio Visco, Enrico Tommaso Cucchiani, Alfredo Ambrosetti, Carlo Secchi, Emma Marcegaglia, Matteo Arpe, Vittorio Grilli, Giampaolo Di Paola, Federica Guidi. Berlusconi invece avrebbe creato una Ur-Lodge personale, la Loggia del Drago.

MASSONI SOVIETICI - Nessun paletto nella massoneria, né geografico né ideologico. Solo potere. Così Magaldi spiega come "l'ascesa di Mussolini o Hitler è avvenuta anche grazie allo spregiudicato sostegno e finanziamento del milieu massonico conservatore angloamericano". Allo stesso modo i conservatori facevano tranquillamente affari con i fratelli massoni sovietici. "Pezzi grossi come il segretario generale del Pcus Leonid Breznev e i suoi successori Andropov e Gorbacev, così come Eltsin, hanno chiesto e tranquillamente ottenuto l'affiliazione presso alcune Ur-Lodges".

LA STAGIONE DEMOCRATICA E LA REAZIONE DELLA THREE EYES - Secondo Magaldi c'è anche un'ala più democratica e progressista all'interno della massoneria. E il grande esperimento democratico, persino rivoluzionario, fu fatto all'inizio degli anni '60, con l'elezione del primo Papa, secondo Magaldi, massone e di Kennedy. Un progetto finito troppo presto. Un altro massone rivoluzionario sarebbe stato Luther King, anche lui ucciso pochi anni dopo. Da qui inizia quella che Magaldi definisce una "restaurazione neoaristocratica". Una restaurazione guidata dalla superloggia Three Eyes, "una creatura del ricchissimo industriale David Rockefeller, del futuro segretario di Stato Henry Kissinger e del futuro consigliere per la Sicurezza nazionale Zbigniew Brzezinski che nel 1978 sarà il principale artefice dell'elezione a pontefice del polacco Wojtyla". Molti anche gli affiliati italiani, secondo Magaldi, su tutti Gianni Agnelli ma anche Enrico Cuccia e il principe Borghese. E, secondo Magaldi, persino Napolitano... Eventi come l'attentato a Reagan e a Wojtyla rientrano, secondo Magaldi, in lotte di potere tra diverse superlogge.

IL PROGETTO UNITED FREEMASONS - Secondo Magaldi sono sempre le superlogge, nel 1981 a dare il via alla globalizzazione con un progetto segretissimo e sovranazionale. Che conterrebbe questi punti salienti: "Sostegno al fratello Deng Xiaoping e alla sua politica di apertura della Cina al libero mercato, destrutturazione e liquidazione dell'Urss e del Patto di Varsavia grazie all'ascesa del fratello Gorbacev e alla rottamazikone dei vecchi titani del Pcus come il segretario generale Breznev e i suoi più stretti seguaci e successori. Accelerazione del progresso di integrazione economica e politica dell'Europa. Riunificazione tedesca, riconferma della sorella Margaret Thatcher e sabotaggio del Labour Party del Regno Unito, ritorno dell'Argentina alla democrazia, smantellamento progressivo dell'apartheid ein Sudafrica e scarcerazione del fratello Nelson Mandela. Alternanza ovunque, a cominciare dagli Usa, di governi conservatori e progressisti secondo una tabelle di marcia ben precisa. Ovviamente a un patto: che tutti abbiano il rigoroso gradimenti dei grembiulini che contano.

LA SUPERLOGGIA IMPAZZITA - Secondo Magaldi c'è una ulteriore superloggia, quella creata da Bush Sr. e altri compagni delle altre superlogge che si sono sentiti esclusi dal progetto United Freemasons e dalla rielezione di Clinton. "La chiamano Hathor Pentalpha", sostiene Magaldi, che la definisce una "loggia della vendetta e della sete di sangue", della quale avrebbe fatto parte persino Osama Bin Laden. Una superloggia che estenderebbe la sua inquietante ombra sugli eventi degli ultimi anni, a partire dall'11 settembre 2001. La risposta progressista è la nuova superloggia "Maat", della quale secondo Magaldi farebbe parte Obama.

L'ISIS E LE NUOVE GUERRE - Ma ora il disegno delle superlogge è quello di far tornare al potere l'ala più conservatrice e guerrafondaia, secondo Magaldi. E per farlo si starebbe servendo della guerra santa dell'Isis. Magaldi sostiene che colui che proclamato il Califfato islamico farebbe parte della Hathor Pentalpha, vale a dire Al-Baghdadi, "imprigionato in Iraq nel 2004 come terrorista pericoloso e che subito dopo l'affiliazione a fil di spada viene liberato". Il tutto mentre viene "ufficiosamente lanciata la candidatura del fratello Jeb Bush alla Casa Bianca". "Da qui al 2016", sostiene Magaldi, grazie all'avanzata dell'Isis, prenderà il via una formidabile campagna planetaria per portare un un nuovo Buish a Washington. L'ennesimo Bush guerrafondaio. Avremo così nuove guerre infinite in Medio Oriente". E ora, scrive Magaldi, resta da capire come pensano di controbattere a questa minaccia i fratelli massoni progressisti...






LEGGI IN ANTEPRIMA LE DEDICHE DI GIOELE MAGALDI CON LE LISTE DEI NOMI (per gentile concessione di Chiarelettere)

A Olympe de Gouges ed Eleanor Roosevelt, donne libere e di buoni costumi

L'intera trilogia di Massoni. Società a responsabilità illimitata, di cui questo testo rappresenta il primo volume, è dedicata principalmente a Olympe de Gouges (1748-1793) ed Eleanor Roosevelt (1884-1962), le più grandi e coraggiose fra le sorelle muratrici che abbiano mai cinto il grembiuli no lato-mistico e operato con efficacia imperitura al bene e al progresso dell'umanità.

Ma come non menzionare, fra le tantissime altre donne «libere e di buoni costumi»' che ispirarono le loro vite ai più nobili e alti principi massonici (pur nell'inevitabile presenza di alcune ombre, frammiste a maggioritarie luci), anche libere muratrici dello spessore di: Mary Wollstonecraft (1759-
1797), Sophie de Condorcet (1764-1822), Harriet Taylor Mill (1807-1858), Cristina Trivulzio di Belgiojoso (1808-1871), Marie Adélalde Deraismes (1828-1894), Jesse White Mario (1832-1906), Lucretia Coffin Mott (1793-1880), Mathilde Franziska Anneke (1817-1884), Malwida von Meysenbug (1816-1903), Susan Brownell Anthony (1820-1906), Julia Ward Howe (1819-1910), Elizabeth Cady Stanton (1815-1902), Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), Annie Besant (1847-1933), Emmeline Pankhurst (1858-1928), Marie Curie (1867-1934), Martha Beatrice Webb (1858-1943), Virginia Woolf (1882-1941), Maria Montessori (1870-1952), Golda Meir (1898-1978), Alva Myrdal (1902-1986), Indira Gandhi (1917- 1984) .

Una peculiare intestazione dedicatoria va rivolta al massone ante litteram e protomartire della moderna libera muratoria, Giordano Bruno (1548-1600). Peraltro, una dedica sentita deve per forza di cose andare ai seguenti fratelli liberi muratori (anch'essi latori di moltissime luci, in mezzo ad assai più trascurabili opacità): John Locke (1632-1704), Isaac Newton (1642-1727), Jean «John» 
Theo¬philus Desaguliers (1683-1744), Montesquieu (1689-1755), Voltaire (1694-1778), Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Giacomo Casa¬nova (1725-1798), Cagliostro (1743-1795), Cesare Beccaria (1738-1794), Benjamin Franklin (1706-1790), George Washington (1732-1799), Thomas Jefferson (1743-1826), Thomas Paine (1737-1809), Nicolas de Condorcet (1743-1794), Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau (1749-1791), Philippe Egalité (1747-1793), Jacques Brissot (1754-1793), Camille Desmoulins (1760-1794), Jean-Baptiste de Lamarck (1744-1829), Gilbert du Motier de La Fayette (1757-1834), Jacques Laffitte (1767-1844), Francisco de Miranda (1750-1816), Napoleone Bonaparte (1769-1821), nella sua fase filorepubblicana, Rafael del Riego (1784-1823), George Gordon Byron (1788-1824), Alessandro Ypsilanti (1792-1828), José de San Martin (1778-1850), Simón Bolívar (1783-1830), Aleksandr Sergeevic Puskin (1799-1837), Samuel Gridley Howe (1801-1876), William Lloyd Garrison (1805-1879), Ralph Waldo Emerson (1803-1882), Thaddeus Stevens (1792-1868), Charles Sumner (1811-1874), Benjamin Wade (1800-1878), William Cullen Bryant (1794-1878), Carl Schurz (1829-1906), Aleksandr Ivanovic Herzen (1812-1870), Giuseppe Mazzini (1805-1872), John Stuart Mill (1806-1873), Giuseppe Garibaldi (1807-1882), Jules Michelet (1798¬1874), il Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865) della maturità, che, pur non abdicando alle migliori istanze del socialismo, comprese l'importanza del libero mercato, della proprietà privata e della società civile come altrettanti freni libertari e pluralisti alla potenziale invadenza autoritaria del potere statuale, Louis Blanc (1811-1882), Victor Hugo (1802-1885), Lajos Kossuth (1802-1894), Charles Darwin (1809-1882), José Martí (1853-1895), Lev Nicolàevic Tolstòj (1828-1910), Giosuè Carducci (1835-1907), Max Weber (1864-1920), John Dewey (1859-1952), Leonard Hobhouse (1864-1929), Sigmund Freud (1856-1939), Theodore Roosevelt (1858-1919), Thomas Woodrow Wilson (1856-1924), Eduard Bernstein (1850-1932), George Bernard Shaw (1856-1950), Mustafa Kemal Ataturk (1881-1938), Gerard Swope (1872-1957), John Maynard Keynes (1883-1946), Franklin Delano Roosevelt (1882-1945), Mohandas Karamchand Gandhi detto «il Mahatma» (1869-1948), Aleksandr Fédorovic Kerenskij (1881-1970), George Orwell (1903-1950), Carl Gustav Jung (1875-1961), Albert Einstein (1879-1955), George Marshall (1880-1959), Clement Attlee (1883-1967), Harry Truman (1884-1972), William Beveridge (1879-1963), Charlie Chaplin (1889-1977), Angelo Giuseppe Roncalli divenuto Giovanni XXIII (1881-1963), Antonio de Curtis detto Totò (1898-1967), Martin Luther King (1929-1968), Meuccio Ruini (1877-1970), Federico Caffé (1914-1987), Karl Popper (1902-1994), Altiero Spinelli (1907-1986), Gunnar Myrdal (1898-1987), Paul Feyerabend (1924-1994), Harold Wilson (1916-1995), Thomas Kuhn (1922-1996), Robert William Komer (1922-2000), John Rawls (1921-2002), John Kenneth Galbraith (1908-2006), James Hillman (1926-2011), Arthur Schlesinger Jr. (1917-2007), senza dimenticare molti altri, di analoga sensibilità progressista — contestualmente al tempo in cui vissero —, che pure saranno menzionati nel corso della trilogia di Massoni.
Una dedica speciale e a parte, al di là di tutte le incomprensioni, le delusioni e i litigi, al di là del tempo e dello spazio, va a Giuseppe «Pino» Abramo (1933-2014).

Inoltre, una dedica importante va anche a Ivan Mosca (1915-2005), Franco Cuomo (1938-2007), Ted Kennedy (1932-2009), Antonio Giolitti (1915- 2010), Michele Raffi (1968-2013), Rosario «Rino» Morbegno (1930-2013), Carlo Maria Martini (1927-2012), Ernest Borgnine (1917-2012), Rita Levi Montalcini (1909-2012), Hugo Chavez (1954-2013), Nelson Mandela (1918-2013), Arnoldo Foà (1916-2014), Gabriel Garda Marquez (192-¬2014), Italo Libri, Enrico Simoni e a tutti quei massoni di ogni latitudine geografica passati di recente all'Oriente Eterno, i quali, con il loro pensiero e le loro azioni, hanno incarnato pregi e difetti, grandezze e miserie, fragilità e punti di forza della via iniziatica libero-muratoria.





Gioele Magaldi (14 luglio 1971), storico, politologo e filosofo, ex Maestro Venerabile della loggia "Monte Sion di Roma" (Goi), già membro della Ur-Lodge "Thomas Paine", è Gran Maestro del movimento massonico "Grande Oriente Democratico" (God). 
Fautore di un impegno solare e progressista della massoneria, ha dato vita anche a"Democrazia Radical Popolare" (Drp) e al Movimento Roosevelt (Mr). 
Tra le sue pubblicazioni: UT PHILOSOPHIA POESIS (Pericle Tangerine) e ALCHIMIA. UN PROBLEMA STORIOGRAFICO ED ERMENEUTICO (Mimesis). 
Laura Maragnani, giornalista ("Europeo","Panorama"), ha scritto LE RAGAllE DI BENIN CITY (Melampo), ECCE OMO (Rizzoli), I RAGAZZI DEL '76 (Utet).

09 novembre 2014

DIMISSIONI NAPOLITANO: LA RISPOSTA DEL QUIRINALE

Una nota del Quirinale risponde alle numerose illazioni sulle dimissioni che Giorgio Napolitano potrebbe dare entro la fine dell’anno.

“I giornali hanno dato ampio spazio a ipotesi e previsioni relative alle eventuali dimissioni del Presidente della Repubblica. La Presidenza della Repubblica non ha pertanto né da smentire né da confermare nessuna libera trattazione dell’argomento sulla stampa. 
Il Presidente della Repubblica, nel dare la sua disponibilità – come da molte parti gli si chiedeva – alla rielezione che il 20 aprile 2013, indicò i limiti e le condizioni – anche temporali – entro cui egli accettava il nuovo mandato. 
Tali limiti non impediscono di esercitare nella loro pienezza tutte le funzioni attribuitegli dalla Costituzione, tenendo conto anche della speciale circostanza della Presidenza italiana del semestre europeo. 
Per questo motivo restano esclusiva responsabilità del Capo dello Stato il bilancio di questa fase di straordinario prolungamento, e di conseguenza le decisioni che riterrà di dover prendere. E delle quali come sempre offrirà ampia motivazione alle istituzioni, all’opinione pubblica, ai cittadini”


Quindi dobbiamo dedurre che Napolitano comunicherà agli Italiani le proprie dimissioni, presumibilmente nel suo discorso di fine anno.
Veltroni? Finocchiaro? Certo Renzi cercherà una figura che lo possa oscurare pochissimo... per questo sono preoccupata. 
Temo non sarà mai un Draghi!





08 novembre 2014

NAPOLITANO DEVE ESSERE GENEROSO CON L'ITALIA

E' comprensibile il desiderio di lasciare la Presidenza della Repubblica da parte di un uomo ormai anziano ( a giugno compirà 90 anni) e che ha vissuto anni di difficoltà, di problemi ed anche qualche umiliazione, come l'interrogatorio subìto sul tema della trattativa Stato-mafia durante la quale Napolitano ha dichiarato che l'attentato di via D'Amelio fu decisivo per l'introduzione del carcere duro. L'anno dopo la mafia provò, con bombe e attentati, a intimidire lo Stato per fargli fare un passo indietro sul 41/bis. 
Qui potete legger la sua deposizione completa:
IL TESTO INTEGRALE DELLA DEPOSIZIONE DI NAPOLITANO (pdf)

Comunque sembra che Napolitano abbia già deciso la data: a fine 2014 dirà addio, al termine del semestre italiano di presidenza dell'Unione Europea.
rumors romani circolavano da mesi, ma negli ultimi giorni sono aumentati. 



Stefano Folli, su Repubblica scrive che Napolitano ha avuto una forte delusione per il mancato accordo sulla legge elettorale, su cui aveva invitato i partiti a un impegno concreto già dai primi giorni del suo secondo mandato. 
Mi chiedo se riuscirà a firmarla, considerando che i partiti sono completamente impreparati di fronte alle ormai sicure dimissioni. 
Infatti non ci sarebbe un nome condiviso sul quale fare convergere i voti. Renzi avrebbe chiesto al Presidente della Repubblica di attendere fino all'inaugurazione di Expo 2015, ma le tensioni tra i partiti, e la volontà di non essere lui a sciogliere un'altra volta le Camere, fanno pensare che a fine anno Giorgio Napolitano si dimetterà.
Poco prima che Berlusconi e la sinistra chiedessero a Napolitano di accettare un secondo mandato, Draghi lo chiamò pregandolo di non dimettersi per evitare lo sbandamento dei mercati in un momento delicato per il nostro Paese. Non amo particolarmente Giorgio Napolitano, ma ritengo che anche ora sarebbe auspicabile attendere qualche mese. 
Non abbiamo bisogno di instabilità, auspico che il Presidente voglia attendere almeno che vi sia un accordo per un nome di garanzia e che i partiti vogliano prendere decisioni rapide e serie.

10 ottobre 2014

QUEL CHE SI DICE UNA CRETINA ...

Sabina Guzzanti in questi giorni sta dando il meglio di sé.



Sta invadendo i vari talk show per promuovere il suo ultimo film che, come al solito, sputtana l'Italia con soddisfazione immensa. E ci va trattando pubblico e conduttori come dei dementi usando un tono e dei concetti insopportabili.

Ad Agorà per esempio, ha ritenuto di andarsene a causa di un battibecco con il forzista Osvaldo Napoli che faceva notare i finanziamenti pubblici destinati alla sua pellicola ... e se n'è andata twittando seccata e dimenticando che gli apostrofi si usano solo se il nome che segue l'articolo indeterminativo è femminile.





La pasionaria sinistrorsa che ha ceduto al rigonfiamento degli zigomoni come le tanto odiate donne oggetto di berlusconiana memoria, 




oggi ha raggiunto l'apice delle stupidità twittando un commentino al più che logico divieto dato a Riina e Bagarella di assistere alla deposizione del teste Giorgio Napolitano nell'ambito del processo per la trattativa Stato-mafia, atto a conoscere i rapporti tra Mancino, D'Ambrosio e Napolitano.

Tweet assolutamente fuori luogo e cretino.


21 aprile 2013

IL PRODIGIO DELLA SINISTRA (E DI SILVIO)

Devo ammettere che questi ultimi giorni sono stati molto importanti per la storia politica, sociale ed economica del nostro Paese.
E' successo di tutto.

Dopo i momenti drammatici in cui Bersani si è lasciato umiliare sia da Grillo che da Renzi, senza peraltro ottenere alcun risultato se non figuracce a fiumi, siamo passati al melodramma parlamentare dell'elezione del Presidente della Repubblica.

E qui abbiamo raggiunto vette inimmaginabili.

Bersani ha deciso, all'improvviso, che Berlusconi fosse diventato l'unico interlocutore serio (dopo averlo sbeffeggiato per settimane) ed è iniziata una trattativa per trovare un candidato "condiviso".
Incredibilmente Berlusconi lo ha ascoltato e nella rosa di nomi proposta, ha scelto Franco Marini, uomo di sinistra ma moderato, persona seria e stimata.

Bersani riferisce al partito e arriva l'ok!



Tutti in aula per la votazione. Marini sarà Presidente. Appoggiato da PdL e Pd. E' fatta. Che operazione! Bravo Bersani.

Peccato che le cose vadano in altro modo. Il Pd non è affatto coeso, il PdL vota mantenendo la parola data, ma la sinistra fa mancare i suoi voti ad un uomo che ha vissuto la sua intera esistenza nel sindacato e nelle istituzioni. E tutto questo, si badi, non per fare uno "scherzo" a Berlusconi, ma per totale impotenza della sinistra. Per mancanza di accordo interno.
Marini bruciato, Pd allo sbando. PdL sconcertato.

Qualche votazione con scheda bianca, si abbassa il quorum.

A questo punto entra in ballo il fiorentino, Matteo Renzi che, con grande "astuzia", propone la candidatura di Prodi... Molto probabilmente avrà immaginato di dare un segnale anti-berlusconiano nel suo partito (visto che spesso si è malignato sulla sua costante attenzione all'elettorato di destra e lui invece spera di conquistare la segreteria) oppure ha voluto solo sparigliare sapendo che questa mossa avrebbe portato direttamente Bersani nel burrone.

Comunque, quel furbacchione di Bersani cade nella trappola. Berlusconi naturalmente sconcertato dalla giravolta di Bersani, non accetta questa candidatura e il PdL non si presenta in aula.

Rosy Bindi con sorriso stampato in faccia si fa intervistare dichiarandosi soddisfatta, i dirigenti del partito sono tutti allineati. Si vota Prodi, alla faccia di Silvio!! Qualche dubbio in realtà, noi ce l'abbiamo, ma aspettiamo la votazione.



Tutti in aula per la votazione. Prodi sarà Presidente. Appoggiato dal Pd e da altri transfughi. Che operazione, bravo Renzi e bravo Bersani!

Peccato che le cose vadano in altro modo. Un disastro. I dalemiani e gli ex popolari non votano Prodi, ed il risultato sarà umiliante. Per tutti.
La presidente Bindi si dimette, il segretario Bersani pure. Prodi chiede la testa di chi ha fatto l'operazione. Renzi naturalmente è a Firenze e finge distacco, mollando Bersani & C nel guano.

A sera negli uffici del Pd alla Camera si consuma lo psicodramma. E' la fine del Pd e della sua dirigenza.



Nel frattempo il M5S agita gli animi per far passare il nome di Rodotà come l'uomo "nuovo" nominato (nemmeno primo della lista) in rete da 40/50.000 persone che decidono per 50.000.000 ...

Tutti (o quasi) sappiamo chi sia Rodotà. Uomo rispettabilissimo, ma certo non "nuovo": dopo essere stato iscritto al Partito Radicale, viene eletto nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano.
Nel 1983 diventa presidente del gruppo parlamentare della Sinistra Indipendente. Dopo qualche anno è nominato Ministro della Giustizia nel governo ombra creato dal PCI di Achille Occhetto e successivamente aderisce al Partito Democratico della Sinistra e sarà il primo presidente del Consiglio nazionale. Nel 1989 diventa parlamentare europeo e dal 97 è Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, mentre dal 1998 al 2002 ha presieduto il gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell'Unione europea.

Tutto tanne che "nuovo" ed infatti Grillo due anni fa lo beffeggiava per le sue (4) pensioni d'oro e Rodotà rispondeva dicendo che il M5S è un movimento pericoloso per la democrazia.
Si vede che poi si sono innamorati...



Rodotà ovviamente non passa, il Pd vota scheda bianca. 
Bersani sconsolato va da Napolitano, Berlusconi va da Napolitano, Monti va da Napolitano.
Napolitano accetterà di essere ricandidato alla Presidenza. Dopo aver preso un pallottoliere ed aver contato accuratamente i voti, naturalmente. 
Chi si fida più del Pd?? Per fortuna c'è il PdL.

Passa qualche ora e si vota.

Tutti in aula. Napolitano sarà Presidente. Appoggiato da PdL, Pd e Scelta Civica. E' fatta. Che operazione! Bravo Silvio.

Azzerato il Pd, annullato il M5S che infatti reagisce con cori e pesanti proteste insieme a Rifondazione Comunista (risorta) ed ai centri sociali in piazza Montecitorio (sta arrivando Grillo), 



spariti Bersani e Bindi, Prodi bruciato, Renzi ridimensionato, Monti alleato. Governo di larghe intese.

Fatto.




10 aprile 2013

UN GRILLO MALATO DI PROTAGONISMO STRAPARLA, MA IL COLLE ...

In Italia ci sono "troppi moralisti fanatici" ha dichiarato Napolitano nel suo discorso in commemorazione del suo compagno di partito (Pci) Gerardo Chiaromonte.



Beppe Grillo si è subito sentito chiamato in causa. Credo per il termine "fanatico" che ben si attaglia alle caratteristiche grilline. Lui ha scritto sul suo blog:"dopo varie riflessioni sono arrivato alla certezza che il nostro presidente si riferisse al movimento 5 stelle e di questo lo ringrazio" e poi ha aggiunto che il suo movimento "vuole infatti moralizzare la vita pubblica senza cedere a compromessi. E' questo il messaggio autentico dell'inquilino pro tempore del Quirinale a noi rivolto. Quale miglior viatico e complimento? Grazie presidente! Le assicuro che non la deluderemo. Il M5S porterà all'eccesso la moralità in politica. Il lavoro che ci aspetta è enorme, l'immoralità è ovunque. La sua benedizione ci dà conforto"

E' impazzito. Forse è in preda al delirio di onnipotenza.

Qualcuno dovrebbe dirgli che, per ora, il suo movimento sta solo accumulando figuracce e che, se si vuole fare una analisi un po' più seria, si può affermare che Grillo, cavalcando un malcontento serpeggiante, è riuscito a mettere in evidenza i malumori, utilizzandoli per crescere politicamente e, a quanto pare, anche economicamente (alla faccia del suo popolo che quando inizierà a capire gli volterà le spalle, ci siamo vicini). Fare politica è un'altra cosa, ma saremo grati al comico genovese che ha dato uno scossone ai palazzi.

Naturalmente dopo le parole di Grillo sul blog, il Quirinale ha dovuto rispondere e, anche se per le menti equilibrate non ce n'era bisogno, ha specificato che è evidente come il richiamo del Presidente fosse rivolto all'amico Chiaromonte quale "testimonianza di moralità", che non avrebbe niente a che vedere con certe campagne "negatrici e distruttive della politica".
Quel concetto quindi non era rivolto a un singolo, preesistente o nuovo movimento o raggruppamento, bensì a una corrente di opinione che da tempo si esprime attraverso molteplici canali. 
E' "palesemente arbitrario e strumentale" utilizzare le parole del Presidente.

Il pensiero di Napolitano volava un po' più alto, spiegatelo a Grillo.
 


06 aprile 2013

FRANCESCHINI, BERLUSCONI ED I "FOLLOWERS" GRILLINI



Forse finalmente assistiamo al risveglio del Pd.

Dopo più di un mese dalle elezioni, dopo i logici ragionamenti di Renzi, dopo i numerosi richiami alla collaborazione di Berlusconi, i morbidi ma chiari (per chi li voleva capire) appelli di Napolitano con nomina dei saggi per uscire dall'empasse, dopo gli sputacchi presi da M5S, il Partito Democratico apre gli occhi e per voce di Franceschini dichiara: "... ci piaccia o no, gli italiani hanno stabilito che il capo della destra, una destra che ha preso praticamente i nostri stessi voti, e' ancora Silvio Berlusconi. E' con lui che bisogna dialogare"



Incredibile! L'hanno capito. Tutta l'Italia sapeva che questa sarebbe stata l'unica soluzione di buon senso ed anche loro ci sono arrivati. Che sia Franceschini o (meglio) Renzi, qualcuno si muova! Bersani no, ormai sembra mummificato e certamente è osteggiato da larga parte del suo partito.

Ci aspettiamo quindi un dialogo serio e rapido con l'obbiettivo di costituire un Governo di larga maggioranza che si prefigga qualche punto realmente realizzabile in economia, nel sociale, in campo istituzionale.

Oggi infatti Silvio Berlusconi, il quale ha persino dichiarato la sua disponibilità nel rinunciare a ruoli di governo, ha prontamente presentato gli otto punti del PdL :

1) l'abrogazione dell'Imu sulla prima casa, sui terreni e sui fabbricati funzionali alle attivita' agricole e la restituzione degli importi versati nel 2012

2) la revisione dei poteri di Equitalia, con particolare riferimento alle sanzioni, alle maggiorazioni di interessi e ai meccanismi di rateizzazione

3) il riconoscimento alle imprese - per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani, disoccupati e cassintegrati - di una detrazione (sotto forma di credito d'imposta) per i primi 5 anni dei contributi relativi ai lavoratori assunti, nonche' l'esenzione, per questi ultimi, dall'IRPEF sul salario percepito

4) il passaggio dalle autorizzazioni burocratiche ex ante ai controlli ex post, per quanto riguarda lo svolgimento di ogni attivita' di impresa

5) l'abolizione dei contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici

6) le norme per la riforma del sistema fiscale

7) le disposizioni di revisione della Costituzione per quanto riguarda l'elezione diretta del Presidente della Repubblica e il rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio dei Ministri

8) le disposizioni per la riforma della giustizia




Silvio malgrado l'uveite vede lontano ed ha fatto molto bene a presentare questi punti su cui si potrebbe iniziare un confronto.
Voglio essere ottimista, immaginando persino che il Pd possa iniziare a dialogare senza preconcetti. Attendo con animo sospeso gli sviluppi, per il bene della mia Italia. Per la nostra dignità.

Nel frattempo Grillo in gita con una parte dei suoi followers (aria di setta...inquietante) ha cercato di rabbonire gli animi, di spegnere i fuochi di richiesta di libertà, di incantare i serpenti traditori.






"Andiamo a passare un giorno in allegria, né più né meno e poi ce ne torniamo a casa" ha dichiarato Crimi che forse questa volta non sarà smentito dal capo. Però tutta questa "allegria" non è stata trasmessa in streaming ed i giornalisti sono stati tenuti a distanza di sicurezza.

L'impressione è che siano volati ultimatum per i dissidenti e allerta per tutti, altrimenti davvero potrebbero tornare "a casa", ma senza tanta "allegria".


02 aprile 2013

ILDA BOCCASSINI PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA?!

Soffiano venticelli curiosi tra le fila del Pd e del M5s.
Circola l'ipotetica voce - tutta anti-berlusconiana - di nominare come successore di Napolitano, Ilda Boccassini che, come maggior merito avrebbe, senza dubbio, il suo caparbio odio nei confronti del Cavaliere.
Un po' poco per diventare Presidente della Repubblica.

Senza voler mettere in discussione il lavoro del pm contro la mafia e il terrorismo, dobbiamo però rilevare che da più di 15 anni la Signora Boccassini ha iniziato una crociata che è ancora in atto: annientare Silvio Berlusconi.

La candidatura a Presidente della Repubblica della rossa e super ingioiellata pm, sarebbe quindi una scelta quantomeno curiosa, anche perché di magistrati meritevoli è piena l'Italia.
Si potrebbe pensare che sia una mossa architettata ad hoc, ma non vogliamo essere maligni.
Forse però sarebbe meglio esserlo...





01 aprile 2013

IL "RE" STENDE IL PD


Giorni febbrili dalle parti del Quirinale.

Prima l'incarico a Bersani, una settimana persa dal "benzinaio di Bettola" ad incontrare i rappresentanti di ogni associazione o gruppo di bocciofili, qualche ora per ascoltare i gruppi parlamentari che già si sapeva cosa pensassero, qualche minuto in streaming per farsi umiliare in mondovisione da due neofiti grillini, il fallimento miserrimo e poi finalmente il "Re" decide di prendere in mano la situazione.

Manda a casa Bersani con lo smacchiatore in tasca, incontra i partiti e poi dichiara, in puro spirito partenopeo, "ghe pensi mì" ...




Qualche ora di sospensione d'animo e poi ecco che l'oracolo del Colle trova la via d'uscita, almeno si spera.

Dieci "saggi" che da martedì affiancheranno il Governo (perché noi abbiamo ancora un Governo in carica!?) per stendere proposte istituzionali ed economico-sociali che possano essere "condivise dalle forze politiche".
Risultato. Napolitano sta cercando di portare i partiti verso una tregua temporanea in modo da realizzare quei provvedimenti urgenti che avremmo dovuto approvare da anni. 

Tradotto: partiti litigiosi commissariati, Parlamento immobile, il controllo del Quirinale da cui dipendono i "saggi", Bersani è un incapace ed il Pd che ha voluto mantenere la linea (un po' rivista da Franceschini dalla Annunziata) del col-PdL-mai-piuttosto-la-morte ha sbagliato tutto. 

Berlusconi in fondo è quello che ha tenuto un atteggiamento più equilibrato proponendo la Große Koalition che al Pd fa venire la rosolia. Ed infatti il progetto di Napolitano non è altro che una grande coalizione zuccherata: le proposte verranno fatte dai "saggi" e votate in aula per il bene comune dell'Italia e per rispondere anche alle richieste dell'Europa. 

E chi dovrebbe votare per trasformare le proposte in legge? Ovviamente una grande coalizione, quindi ciò che fino ad ora la sinistra e Grillo hanno osteggiato. 

Tutto questo ha un po' il sapore di un piccolo golpe del Presidente, ma è una mossa per prendere tempo con la speranza di portare a casa un minimo risultato, forse. Poi il voto sarà inevitabile.



Il PdL stia al gioco magari brontolando, i "grillini" strepitino pure, Monti faccia finta di governare, il Pd faccia le sue riflessioni, magari un po' di autocritica, forse un restyling, possibilmente un cambio di leader. In fretta. 

10 ottobre 2009

CARO SILVIO...

Caro Silvio,
devo dirti la verità. Sono sempre più ammirata per la tua forza d’animo e la tua grande tenacia …

Ormai sono passati più di 15 anni da quando, in pochi, abbiamo iniziato questa avventura meravigliosa che ha portato alla nascita di Forza Italia e poi del Popolo della Libertà, eppure tu sei sempre più combattivo, sempre più risoluto.

Sei fatto così, più ti stuzzicano, più ti attaccano e più di rafforzi e loro ancora non l’hanno capito. Anche noi, berlusconiani doc, siamo così, combattenti della libertà.

Sono stati 15 anni entusiasmanti. Battaglie, vittorie, sconfitte, vittorie, battaglie.

Progetti appassionanti, decisioni importanti, scelte fondamentali.

Una vita dedicata ai nostri ideali e di questo ti ringrazio.

Certo però non ci hanno risparmiato nulla … Per noi 15 anni di attacchi continui, per te un continuo stillicidio nella speranza di farti scomparire dal panorama politico italiano.

Una architettura attenta e puntuale che avrebbe dovuto portarti a “ chiedere l’elemosina in piazza Duomo” come dichiarò beffardo il compagno D’Alema del 1995. Non è andata così …

Dall’avviso di garanzia al G8 di Napoli in mondo visione per la questione Sme che dopo più di 10 anni finì con la tua completa assoluzione per non aver commesso il fatto, fino ai giorni scorsi.

Prima il teorema del buco della serratura, ed ecco spuntare simpatiche e allegre signore che di norma vanno alle cene munite di registratori e macchine fotografiche mimetizzati da telefonini, poi l’attacco dell’ebreo “benedetto” che si dimentica di aver siglato un accordo e pretende un rimborso di 750 milioni di euro grazie ad un magistrato “disinvolto”, fino alla Corte Costituzionale che cambia le carte in tavola dopo anni di lavoro parlamentare …

Sorvolerò sul ritratto da satiro nel bosco tra le ninfe che hanno voluto farti, perché ti conosco da anni e so che sei persona per bene, ma non posso tacere su Mondadori e lodo Alfano.

Ho buona memoria e ricordo bene che per la questione Mondadori tre giudici ti avevano ritenuto estraneo ai fatti, poi i soliti noti Bocassini & C hanno voluto riaprire il fascicolo poi caduto in prescrizione. Com’è noto la prescrizione nel nostro stato di diritto non significa colpevolezza.

Nessun tribunale peraltro dichiarò che il signor De Benedetti avesse il diritto di guidare Mondadori, ma Caltagirone su richiesta Cir e Fininvest mediò.
A De Benedetti La Repubblica e L’Espresso, a te i periodici. Fine della storia tra te e lui.

Durante la incredibile manifestazione per la libertà d’informazione organizzata sabato scorso da Repubblica ecco che il giudice Mesiano della decima sezione civile del tribunale di Milano, tutto solo nella sua stanzuccia decide che il gruppo Repubblica-Espresso debba essere risarcito (non si sa di cosa) con la cifra abnorme di 750 milioni di euro. E naturalmente lo comunica subito …

La cifra è assurda sia dal punto di vista economica, perché Mondadori oggi vale circa 400 milioni di euro, sia dal punto di vista legale. In più vorrei capire come il giudice abbia fatto i conti. Senza periti, senza esperti, da solo! Succedono cose inconcepibili quando si parla di te.
E poi il lodo Alfano. La sentenza della Consulta che ha bocciato il lodo Alfano suona come uno schiaffo violento, una sconfessione impietosa dell'operato del presidente della Repubblica.

Questo è l'aspetto politicamente più rilevante, più ancora della mancanza di rispetto verso il Parlamento.
Mai, mai nella storia repubblicana è avvenuto che un Presidente della Repubblica abbia promulgato una legge, motivando la decisione con un testo esplicativo e che la Corte abbia rinnegato seccamente e in pieno le sue motivazioni. Napolitano infatti aveva promulgato la legge, accompagnandola con un testo scritto in cui affermava che essa recepiva le indicazioni della Corte Costituzionale sul tema e che non era necessaria una legge costituzionale. La Consulta dice l'opposto: il lodo Alfano viola l'articolo 3 della Costituzione (eguaglianza tra i cittadini di fronte alla legge) e comunque doveva essere contenuto in una legge costituzionale.

Che vergogna, pur di attaccarti hanno tradito il Parlamento e il Presidente della Repubblica.

Sinistra contro centrodestra, sinistra contro sinistra, sinistra contro tutti pur di vendicarsi del nemico Silvio. Un vero disgusto.

Passata la rabbia dei primi momenti, sei già tornato il combattente che amiamo e la vita ti sta dando ragione.

E così arrivano le notizie serie e ufficiali.
L'Ocse ci ha informati che l'Italia spicca fra tutte le economie con uno scatto di 10,4 punti rispetto all'agosto del 2008, segnando un incremento di 2 punti su base mensile. Gli indicatori di Francia e Italia "stanno indicando una espansione potenziale".
Il presidente della Bce Jean Claude Trichet oggi dice che l'Italia uscirà dalla crisi meglio di prima con una più efficiente organizzazione dei processi produttivi e l’Istat ci fa sapere che la produzione industriale ad agosto registra una crescita del 7% sul mese precedente, il dato congiunturale più alto dal 1990.

Il tuo Governo ha controllato bene la crisi e sta lavorando con autorevolezza.

Avevi ragione tu quando raccomandavi agli Italiani di non farsi incantare dal canto delle serene rosse sempre distruttive …

Avevi ragione e avrai ragione ancora. E noi con te.

Noi che crediamo nel nostro leader, noi che ti siamo vicini e combattiamo con te.
Noi popolo della libertà, noi Italiani innamorati dell’Italia.

Grazie. Ti abbraccio

Alessandra