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27 novembre 2014

COMINCIA A MANCARMI ... "BETTINO CRAXI ALLA LUCE DEGLI SCRITTI INEDITI (Il libro di Andrea Spiri)"

da Affaritaliani di Daniele Riosa


L'Italia vista da Hammamet attraverso le grandi lenti degli occhiali di Bettino Craxi. E' questo, in estrema sintesi, il succo del libro curato dallo storico Andrea Spiri, Bettino Craxi, io parlo e continuerò a parlare, (edito da Mondadori) che raccoglie sei anni (1994-2000) di scritti, in gran parte inediti, dell'ex leader socialista. Scritti in cui Craxi, dalla Tunisia, (tralasciamo qui la questione se il suo fosse un esilio o una latitanza) commenta le vicissitudini della vita politica italiana e quella da lui attraversate in ambito politico-giudiziario.





Le parole dell'ex presidente del Consiglio, sono pietre, intrise di livore e disprezzo per chi ne ha decretato la fine politica: ovvero quei magistrati che a suo dire "hanno usato due pesi e due misure" nell'inchiesta Mani pulite. Nei testi lasciati ai posteri vi è una chiamata di correo, che ricalca i suoi famosi discorsi in Parlamento, su tutti quello del luglio 1992 e quello dell'aprile dell'anno successivo. In sostanza Craxi riconosceva la sua colpevolezza, ovvero l'aver ricevuto finanziamenti illeciti pe le attività del PSI, ma giungeva a sostenere di non essere né più, né meno colpevole di tutti gli altri. I testi di Craxi non contengono solo un'appassionata e strenua autodifesa, ma anche giudizi politici interessanti se non lungimiranti. Il suo giudizio sulla Seconda Repubblica è tranchant: la definisce semplicemente inesistente, giacché "i suoi esponenti politici sono in gran parte figli e figliastri della prima".
L'unico modo per dar vita a una nuova Repubblica sarebbe quello di "mettere mano a una revisione costituzionale attraverso l'elezione diretta di un'Assemblea Costituente". E anche su questo è scettico, conscio dell'immobilismo atavico della classe politica e di "un’italietta incapace di riformarsi".
Sono gli stessi protagonisti della cosiddetta Seconda Repubblica a confermare il suo scetticismo. Craxi ne ha per tutti. Il solo Silvio Berlusconi, considerato “vittima dalla giustizia politica”, può subentrare sulla scena politica con la stimmate del nuovo che avanza: "Come uomo e imprenditore dinamico, come cultura pratica e come stile di vita, è agli antipodi di questo vecchio residuato del sistema invecchiato, sepolcro imbiancato, ipocrita d'animo e baciapile di stile burocratico".
Significativo il passaggio in cui l'ex leader socialista rivela un retroscena sul primo avviso di garanzia ricevuto da Berlusconi il 22 novembre 1994. Egli sostiene di averne avuto notizia già a luglio (la fonte resta sconosciuta) "mese in cui si fanno o preparano le crisi, si ordiscono congiure prima di andare in vacanza". Qui avanza il teorema della giustizia a orologeria, cavalcato con decisione da Forza Italia fino alle cronache di questi giorni.

Sferzante il giudizio su Romano Prodi definito "un boiardo di Stato". A Massimo D'Alema,  Craxi rinfaccia il suo passato comunista: "D'Alema non poteva non essere a conoscenza del flusso finanziario proveniente dall'Est e diretto al Pci. Ma lui non ne parla mai. Ha cancellato il passato". Da Giuliano Amato, uno dei suoi più stretti collaboratori, si sente tradito, soprattutto umanamente: "Da cinque anni, da quando vivo come esiliato, il signor Amato non si è mai fatto vivo, anche quando risalivano verso l'Italia le voci inequivocabili riguardanti le mie precarie condizioni  di salute" (ricordiamo che Craxi era fortemente diabetico).
Dal punto di vista politico, scrive Craxi, il dottor Sottile "ha prima figurato nella lista dei becchini che hanno contribuito, con la loro pavidità all'affossamento de PSI, poi si è messo in bella mostra come extra terrestre, e cioè come uomo nuovo che si affaccia alla vita politica dopo aver passato un ventennio sulla luna, e dopo ancora si è impancato a sputar sentenze morali. Un po'troppo". Pleonastico riportare il giudizio di Craxi nei confronti dei membri del pool di Mani Pulite.  Nel capitolo dedicato ai magistrati milanesi è sufficiente riportare il giudizio su Di Pietro ritenuto "un falso eroe. Non è stato altro che il braccio armato più rumoroso ed esibizionista della "falsa rivoluzione”. E' stato lo squadrista, l'eroe della milizia...".
Nelle pagine conclusive Craxi difende strenuamente la sua carriera politica: "Per una vita di lavoro e di lotta politica il “gangster Craxi” dovrebbe essere ringraziato da chi non ha perso la memoria, il senso di giustizia, quando non addirittura il lume della ragione”. Per questo “non gli consentirò di scrivere la storia dei vincitori, io questo non glielo consentirò”.  Un proposito che  l'ex leader socialista ha perseguito  in tutte le pagine di questo libro, che seppur criticabile, vista la totale assenza di autocritica, rimane un documento importante per ripercorrere gli anni di Tangentopoli e quelli dei primi vagiti della Seconda Repubblica.



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Ho conosciuto Bettino Craxi nel febbraio del 1985, era Presidente del Consiglio io ero una giovane consulente di comunicazione aziendale. 
Quasi tutti i lunedì andavo a trovarlo in piazza Duomo 19, dove Enza, la sua segretaria, doveva governare una coda infinita di ospiti più o meno graditi suddivisi in due o tre sale d'attesa.  

Era un uomo di grande carisma con un carattere forte ma allo stesso tempo riservato e timido. Uomo di grande spessore, sensibilità e intelligenza. 
Credo che le nostre lunghe conversazioni rappresentassero per lui un momento di evasione dai problemi politici e di coalizione. Per me erano momenti importanti che vivevo con spensierata incredulità, ma di cui comprendevo il grande rilievo.

Parlavamo di tutto, del mio lavoro, delle nostre vite, di mio figlio e dei suoi, della politica (a volte ci interrompevano telefonate curiose ... ricordo Ciriaco De Mita) e del Torino di cui eravamo entrambi tifosi. Spesso mi offrì il suo aiuto per il mio lavoro, ma non lo accettai. Fortunatamente non ne avevo bisogno. La suo offerta però era affettuosa, non interessata.
Ricordo una delle sue frasi cortesi "Chiacchierare con te è come passeggiare a piedi nudi in un campo fiorito nel mese di maggio, respiro ossigeno, freschezza e verità" 
Lui mi dava del "tu" e voleva che gli dessi del "tu" ma non ci riuscivo e lo chiamavo "Presidente" anche se conversavamo come due amici veri. 
Quei dialoghi mi hanno insegnato tantissimo e soprattutto mi hanno mostrato un uomo che in quel periodo aveva un potere infinito, ma che aveva bisogno di umanità e sapeva essere vero e schietto. 
Un uomo non distante dalla realtà come molti altri politici e molti altri suoi successori, un uomo che ha sofferto enormemente per ciò che era e rappresentava e che certamente non ha mai avuto le responsabilità che gli sono state attribuite.
Lo sentii telefonicamente quando era "prigioniero" ad Hammamet ma non lo rividi più, purtroppo.

Ritengo sia stato e sia tuttora uno degli uomini politici più seri, preparati e intensi della nostra Repubblica. 






21 aprile 2013

IL PRODIGIO DELLA SINISTRA (E DI SILVIO)

Devo ammettere che questi ultimi giorni sono stati molto importanti per la storia politica, sociale ed economica del nostro Paese.
E' successo di tutto.

Dopo i momenti drammatici in cui Bersani si è lasciato umiliare sia da Grillo che da Renzi, senza peraltro ottenere alcun risultato se non figuracce a fiumi, siamo passati al melodramma parlamentare dell'elezione del Presidente della Repubblica.

E qui abbiamo raggiunto vette inimmaginabili.

Bersani ha deciso, all'improvviso, che Berlusconi fosse diventato l'unico interlocutore serio (dopo averlo sbeffeggiato per settimane) ed è iniziata una trattativa per trovare un candidato "condiviso".
Incredibilmente Berlusconi lo ha ascoltato e nella rosa di nomi proposta, ha scelto Franco Marini, uomo di sinistra ma moderato, persona seria e stimata.

Bersani riferisce al partito e arriva l'ok!



Tutti in aula per la votazione. Marini sarà Presidente. Appoggiato da PdL e Pd. E' fatta. Che operazione! Bravo Bersani.

Peccato che le cose vadano in altro modo. Il Pd non è affatto coeso, il PdL vota mantenendo la parola data, ma la sinistra fa mancare i suoi voti ad un uomo che ha vissuto la sua intera esistenza nel sindacato e nelle istituzioni. E tutto questo, si badi, non per fare uno "scherzo" a Berlusconi, ma per totale impotenza della sinistra. Per mancanza di accordo interno.
Marini bruciato, Pd allo sbando. PdL sconcertato.

Qualche votazione con scheda bianca, si abbassa il quorum.

A questo punto entra in ballo il fiorentino, Matteo Renzi che, con grande "astuzia", propone la candidatura di Prodi... Molto probabilmente avrà immaginato di dare un segnale anti-berlusconiano nel suo partito (visto che spesso si è malignato sulla sua costante attenzione all'elettorato di destra e lui invece spera di conquistare la segreteria) oppure ha voluto solo sparigliare sapendo che questa mossa avrebbe portato direttamente Bersani nel burrone.

Comunque, quel furbacchione di Bersani cade nella trappola. Berlusconi naturalmente sconcertato dalla giravolta di Bersani, non accetta questa candidatura e il PdL non si presenta in aula.

Rosy Bindi con sorriso stampato in faccia si fa intervistare dichiarandosi soddisfatta, i dirigenti del partito sono tutti allineati. Si vota Prodi, alla faccia di Silvio!! Qualche dubbio in realtà, noi ce l'abbiamo, ma aspettiamo la votazione.



Tutti in aula per la votazione. Prodi sarà Presidente. Appoggiato dal Pd e da altri transfughi. Che operazione, bravo Renzi e bravo Bersani!

Peccato che le cose vadano in altro modo. Un disastro. I dalemiani e gli ex popolari non votano Prodi, ed il risultato sarà umiliante. Per tutti.
La presidente Bindi si dimette, il segretario Bersani pure. Prodi chiede la testa di chi ha fatto l'operazione. Renzi naturalmente è a Firenze e finge distacco, mollando Bersani & C nel guano.

A sera negli uffici del Pd alla Camera si consuma lo psicodramma. E' la fine del Pd e della sua dirigenza.



Nel frattempo il M5S agita gli animi per far passare il nome di Rodotà come l'uomo "nuovo" nominato (nemmeno primo della lista) in rete da 40/50.000 persone che decidono per 50.000.000 ...

Tutti (o quasi) sappiamo chi sia Rodotà. Uomo rispettabilissimo, ma certo non "nuovo": dopo essere stato iscritto al Partito Radicale, viene eletto nel 1979 come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano.
Nel 1983 diventa presidente del gruppo parlamentare della Sinistra Indipendente. Dopo qualche anno è nominato Ministro della Giustizia nel governo ombra creato dal PCI di Achille Occhetto e successivamente aderisce al Partito Democratico della Sinistra e sarà il primo presidente del Consiglio nazionale. Nel 1989 diventa parlamentare europeo e dal 97 è Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, mentre dal 1998 al 2002 ha presieduto il gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell'Unione europea.

Tutto tanne che "nuovo" ed infatti Grillo due anni fa lo beffeggiava per le sue (4) pensioni d'oro e Rodotà rispondeva dicendo che il M5S è un movimento pericoloso per la democrazia.
Si vede che poi si sono innamorati...



Rodotà ovviamente non passa, il Pd vota scheda bianca. 
Bersani sconsolato va da Napolitano, Berlusconi va da Napolitano, Monti va da Napolitano.
Napolitano accetterà di essere ricandidato alla Presidenza. Dopo aver preso un pallottoliere ed aver contato accuratamente i voti, naturalmente. 
Chi si fida più del Pd?? Per fortuna c'è il PdL.

Passa qualche ora e si vota.

Tutti in aula. Napolitano sarà Presidente. Appoggiato da PdL, Pd e Scelta Civica. E' fatta. Che operazione! Bravo Silvio.

Azzerato il Pd, annullato il M5S che infatti reagisce con cori e pesanti proteste insieme a Rifondazione Comunista (risorta) ed ai centri sociali in piazza Montecitorio (sta arrivando Grillo), 



spariti Bersani e Bindi, Prodi bruciato, Renzi ridimensionato, Monti alleato. Governo di larghe intese.

Fatto.




04 aprile 2008

PIZZA FICHI POMODORI E MOZZARELLA ...


Alla fine aveva ragione l’on. Pizza a protestare per il suo simbolo e semmai sarebbe stato Casini a dover rinunciare al suo scudo, ma come il buon senso suggerisce, l’on Pizza dovrà accondiscendere e piegarsi al bene comune. Dopo un colloquio con il Cavaliere, l’on Pizza decide di lasciar perdere ogni polemica. Si voterà com’era evidente il 13 e 14 aprile. Amato ed il governo Prodi, ridicoli.

Ma le fesserie non sono finite…

- A Firenze il sindaco di sinistra si accorge che i mendicanti ed i poveracci senza fissa dimora sono “ingombranti” e che sarebbe meglio ripulire i marciapiedi della città. Ma non erano gli amici degli emigranti, dei poveracci e di chi comunque deve integrarsi??
- A Roma un gruppo di studenti e docenti americani sono andati a studiare le baraccopoli dei rom di Veltroni. Dichiarazione nell’intervista: “Mai vista una situazione di degrado simile, siamo esterrefatti. Sono trattati peggio di animali”. Ma il leader Veltroni non era colui che “difendeva” le differenze??
- Il governo Prodi (quello che fa il presidente del Pd) ha tagliato i fondi per il pagamento degli straordinari delle forze dell’ordine compresi coloro che hanno lavorato duro per arrestare Lo Piccolo. Non vedranno un euro ed hanno denunciato questo scandalo. Ma questo governo non aveva uno spiccato senso della “seeerietàààà” ed un tesoretto cui attingere??
- Il generale Del Vecchio (candidato strombazzato da tutto il Pd) ha dichiarato che i “gay” non dovrebbero entrare nell’esercito. Non è un posto adatto agli omosessuali. Poi, non contento, ha aggiunto di non scandalizzarsi al pensiero che i militari frequentino i bordelli quando sono all’estero per missione. Ma Vetroni ha avvisato il generale che si trova nel partito che vuole i Di.co e che forse il rigido generale dovrà partecipare alla sfilata del gay pride e non più alle sfilate militari??
- Fischi, urla, pomodori, bottiglie di vetro e insulti per Giuliano Ferrara. Il leader della lista “Aborto? non grazie” è stato accolto così da un migliaio di persone in piazza Maggiore a Bologna. La manifestazione della lista di Ferrara è stata presidiata dalle forze dell'ordine. A Bologna non si può parlare. Meditate, gente meditate.
- Ho apprezzato l’intervento a Matrix dell’on. Marco Ferrando del Partito Comunista dei Lavoratori. Tranquilli, non sono malata grave… L’on. Ferrando nella sua folle fede comunista è però coerente. Abituati ad ascoltare ogni fesserie dai vari comunisti smemorati alla Veltroni, D’Alema, Bertinotti ecc sentire un comunista “lineare” è un evento storico. L’on. Ferrando che si è coerentemente opposto per due anni al governo confindustriale di Romano Prodi, ha dichiarato che “Il vero confronto sulla questione operaia non riguarda le candidature, bensì le politiche”. Altro che candidare l’operaio della Tyssen e sentirsi la coscienza a posto!! Il visionario trotzkista con cui evidentemente io non ho nulla da spartire, non si è fatto mancare nulla durante la sua carriera politica. E’ partito da Democrazia Proletaria passando attraverso LCR (lega comunista rivoluzionaria) e fu capo dell’Associazione Marxista Rivoluzionaria Progetto Comunista, corrente di Rifondazione Comunista … insomma un comunista coi baffi che certo non può avere la mia simpatia, ma apprezzo le persone coerenti. Mi piacciono meno i traditori dei propri ideali per amor della cadrega. Ad esempio un certo Walter che ha dimenticato di essere stato per decenni tesserato e dirigente del PCI (partito COMUNISTA italiano) PDS DS ed ha dichiarato “non sono mai stato comunista, si può appartenere ad un partito e non condividerne totalmente le idee” Ah si?? Veltroni: un uomo con la “u” maiuscola! Per questo Ferrando mi è sembrato un gigante di coerenza.
- Diossina nella mozzarella e monnezza sempre in strada. Prodi, dove sei??
- Telenovela-politico-affarista Air France. Spinetta se ne va, i sindacalisti tengono duro. Poi Spinetta ci ripensa e forse torna ma da un altro ultimatum temporale. Ci ha un po’ stufati… Sappiamo tutti che Prodi (sempre quello che è il presidente del Pd) ci tiene molto a chiudere l’affare con Air France ma sarebbe ora di smettere con questa buffonata e aspettare il nuovo governo. Mancano pochi giorni, cerchiamo di non essere ridicoli, eh?? Intanto Prato dà le dimissioni e dice “per Alitalia ci vorrebbe un esorcista”

Berlusconi!! Prendi in mano il crocifisso !!!!! Per favore.

06 febbraio 2008

ROMANO … E’ FINITO IL CARNEVALE !

Sì, caro Prodi, da oggi il carnevale è finito.
Niente più farse, trucchi, scherzi e travestimenti. Infatti Napolitano ha sciolto le Camere e i giochi sono terminati.
Questa volta è davvero finita.
Non potranno inventarsi altre scuse per evitare le elezioni.
Anche se in realtà stanno ancora tramando…
Lo so, c’è da non crederci, ma un gruppo di insigni sinistri costituzionalisti cercano di dimostrare la incostituzionalità della legge elettorale.
Studiano, si riuniscono, si consultano, sussurrano, sperano. La cosa però è un po’ complessa.
Come fare a dichiarare l’incostituzionalità delle prossime elezioni a causa di questa “mefitica” legge berlusconiana e non far annullare due anni di governo prodiano? Interessante quesito.

E il Presidente Napolitano nominato da questo Parlamento “farlocco” ? Chi è? Un vecchietto comunista che deve tornare a casa? Anche questo è un quesito gustoso.
Li aspetto al varco.

Ma questo patetico tentativo di annullare la data di aprile risulta davvero stucchevole. Incredibile. Forse si sentono anche furbi…

Comunque, il dato di fatto è che oggi con grande soddisfazione degli italiani, Prodi è comparso davanti alle telecamere e si è definitivamente allontanato dalla scena. I soliti soffi, i soliti balbettii, le solite alitate, ma questa volta è davvero l’ultima.
Nel frattempo Veltroni, il quale continua a professare la solitudine del Pd nella corsa verso la facciata finale, ne ha detta una che in un paese normale riempirebbe le prime pagine di tutti i quotidiani. Sono pronta a scommettere che non sarà così.
Walter ha dichiarato infatti che non si dimetterà da sindaco di Roma fino all’approvazione del piano regolatore. Ma vi rendete conto?

Vi chiedo, perché Veltroni tiene così tanto al piano regolatore di Roma? Che ci sia qualche interesse? Qualche relazione personale da gestire? Oppure qualche favore da fare o da rendere? Se avesse fatto la stessa dichiarazione un sindaco di Forza Italia, lo scandalo sarebbe stato ingestibile. Attendo di leggere i graffianti commenti di Repubblica o del Corriere… Attenderò inutilmente.

Mi rallegro pensando che è terminata la pacchia per questo governo di incapaci.

Il governo più breve che si ricordi e il più dannoso.
Un sorriso leggermente sardonico compare sul mio viso. Sto pensando che il no-global Caruso, gli ex terroristi D’Elia e Farina nonché il trans-gender Luxuria non godranno della pensione da parlamentari… Lo so, a volte ci si accontenta di poco, ma intanto l’incubo è finito.





25 gennaio 2008

EI FU

Ei fu. Siccome immobile,
Dato il mortal conteggio,
Stette il Prodi immemore
Orbo del suo governo,
Così appagata, gioiosa
L’Italia al video sta.




(Alessandro Manzoni mi perdonerà per il gioco...)







E’ finita.
Il peggiore governo dell’Italia Repubblicana è crollato. Era ovvio. Lo andavamo dicendo da sempre. Una accozzaglia di pensieri politici così differenti non poteva che implodere.
L’arroganza prodiana è sepolta.
La voglia di statalismo sta per essere spazzata da un nuovo vento di libertà.

E per favore non ci vengano a raccontare di voler riformulare la legge elettorale. Sono riusciti a scansare il referendum ed ora vogliono traccheggiare con la scusa di una nuova legge elettorale che, abbiamo potuto notare, non ha l’accordo di alcuno?

Ci sarebbe il miracolo in due mesi?
Hanno discusso parlato, si sono riuniti e Bianco ha partorito una proposta che non ha mai trovato l’unanimità.
Oggi pur di sfuggire al giudizio del popolo si inventano accordi improbabili sulla legge elettorale…

Walter Vetroni non è pronto alle elezioni e sfugge, Casini ha voglia di “scudo crociato” e sfugge, Napolitano vorrebbe temporeggiare il più possibile prima di consegnare le chiavi di Palazzo Chigi a Berlusconi e sfugge…

La smettano di dire e fare schifezze.

In realtà un governo di transizione non porterebbe in tempi brevi alla nuova legge elettorale, non governerebbe l’economia, non curerebbe lo sfascio, ma in realtà porterebbe a poter fare le famose nomine cui teneva tanto Prodi.

Basta.

Gli italiani hanno bisogno di un governo. Non di buffoni seduti su comode poltrone.
E attenzione, il livello di sopportazione è giunto al massimo.
Il pericolo di una reazione dura di gran parte degli italiani non è una ipotesi peregrina.

“Guardati dall'ira dei miti !” dice la Bibbia, se lo ricordi, Presidente Napolitano.


19 gennaio 2008

UNO ZERBINO CALPESTATO

Romano Prodi farebbe quasi pena se non facesse rabbia.

Sembra uno di quegli zerbini vecchi e polverosi che ti infastidisce persino calpestare.


Dopo le dimissioni di Mastella infatti il premier (si fa per dire) ha una paura tremenda ed il suo discorsetto al Parlamento è stato un pietoso ed untuoso “lisciamento di pelo” all’Udeur.
E sono stata gentile, perché sono una signora…
“Mastella ha testimoniato una sensibilità istituzionale sempre più rara” ha farfugliato il professore e ci ha tenuto a specificare: “Ho scelto di prendermi questa responsabilità come segnale di una attesa che consenta a Mastella di riprendere il suo posto”.
A questo punto il conato era già in agguato, ma il disgusto è arrivato con la frase successiva…
Prodi infatti ha espresso a Mastella la sua “piena e affettuosa solidarietà” aggiungendo che “ora il governo conta sull'appoggio dei Popolari Udeur”
Come dire, “non preoccuparti, non darò a quel rompiballe di Di Pietro il Ministero, non ti sputtanerò e tu non mollarmi…”
Mastella in un sussulto di indipendenza e di ben nota abilità politica, gli ha fatto “gentilmente” capire che ora potrà togliersi tutti i sassolini dalla scarpa. Come e quando ne avrà voglia.


Oggi più che mai il governo è attaccato ad un filo.


Martedì al Parlamento ci sarà da ridere. Di Pietro dovrà votare “sì” alla relazione sullo stato della giustizia in Italia depositata da Mastella prima delle dimissioni, in cui il Ministro attacca pesantemente la magistratura… Prodi ha già implorato Di Pietro di non creare problemi, Di Pietro ha nicchiato e Mastella ha annunciato che se non ci sarà l’unanimità nel centrosinistra, la vendetta sarà durissima.
Altro momento di difficoltà sarà la discussione sulla mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell'Ambiente Pecoraro sulla questione rifiuti e Mastella si è sempre dichiarato contrario all’operato (si fa sempre per dire) di Pecoraro Scanio.

Lo zerbino trema…


16 dicembre 2007

FIGURACCIA CONTINUA

Chi sarà questo signore? Di chi sarà questo berretto che mi pare di ricordare?
No, non ditemi che è tornato… Si, è tornato.




Il Generale Roberto Speciale è tornato. Evviva!
Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso con il quale il Generale contestava la legittimità della sua revoca da comandante della Guardia di Finanza.
E così ancora una volta Prodi e i suoi complici hanno ciò che meritano.
La solita figura da barboni.

Ricorderete che il vice ministro Visco aveva fatto fuoco e fiamme (non gialle) per sollevare dall’incarico il Generale che non aveva voluto obbedire ai suoi “curiosi” ordini.


Il ministro Padoa Schioppa si era esposto al Parlamento parlando in termini vergognosi del Generale Speciale che ovviamente si ribellò ai metodi stalinisti del governo Prodi.
Ha avuto ragione lui.
Questa sentenza restituisce l'onore al generale Roberto Speciale ed anche il suo ruolo di comando.

La vergognosa arroganza del governo è stata punita, ora Padoa Schioppa e Visco si dimettano se hanno un poco di dignità.



Bentornato Generale!!!

SCENEGGIATA NAPOLETANA

Dopo le "attendibilissime" notizie de La Repubblica, circa un ipotetico tentativo di corruzione messo in atto dal "diabolico" Berlusconi nei confronti del senatore Randazzo, ci si domandava…
Cosa farà il Csm? Si comporterà con i magistrati napoletani con la stessa durezza dimostrata nelle vicende Forleo e De Magistris?
Verranno forse sospesi anche i magistrati partenopei?
La Forleo e De Magistris che hanno osato toccare D’Alema, Fassino e Mastella sono stati fustigati pubblicamente, vuoi vedere che scorrerà anche il sangue dei pm di Napoli?
Macchè…
Nemmeno una parola. Un piccolo rimbrotto. Una tiratina di lobo… Niente
Mi sorge un dubbio.
Che ci siano politici di serie A ed altri di serie B?
Si ci sono i politici A-stuti e quelli B-abbei.


Gli Astuti di norma stanno a sinistra e sono intoccabili, salvo si voglia cambiare lavoro e città.
I B-abbei sono quelli che continuano imperturbabili a colpire la sinistra ed i meccanismi (stampa, televisione, magistratura ecc...) ad essa collegati e a pagarne regolarmente le conseguenze.





Il silenzio sta calando sulle balle raccontate da La Repubblica e purtroppo anche sulla sceneggiata della burlona magistratura napoletana.


Tanto che ci importa… “Simme 'e Napule paisà!”

11 dicembre 2007

UN TEDESCO CORRETTO ALLA MEDITERRANEA


Ecco che si profila l’accordo.
Non proprio il “Vassallum” (mix tra spagnolo e tedesco messo in campo dal segretario del Pd Walter Veltroni) ma un sistema tedesco con qualche correzione. Enzo Bianco presidente della commissione Affari costituzionali del Senato insieme con il professor Agosti hanno messo a punto una soluzione che forse accontenterà tutti. Come sempre avviene in Italia.
L'impianto prevede un proporzionale con sbarramento: 50 per cento di collegi uninominali e 50 per cento di liste bloccate, no al premio di maggioranza e nessun vincolo formale di coalizione ma la possibilità di un'indicazione politica di alleanza prima del voto. Una clausola circoscrizionale o regionale, garantirà i partiti e i movimenti locali così Lega, Udeur e partitelli vari.
Fini avrà qualcosa da ridire circa la mancanza del vincolo di coalizione prima del voto, ma voterà il tedesco pur di non avere il “Vassallum” che tanto lo impauriva. Così come farà Casini.
E tutti si tranquillizzeranno circa il timore del referendum che avrebbe spazzato via qualche partito.
Il sistema tedesco inoltre confermerà il Popolo della Libertà come la principale forza del Centrodestra e in questo modo Berlusconi recupererà il rapporto con Fini e Casini.
Allo stesso modo, il Pd sarà la forza di centrosinistra più forte e qualche speranza per l’Arcobaleno resta.
Ora l’ultima limata spetta alla Commissione affari costituzionali. Il lavoro più importante però sarà quello degli italiani che mi auguro verranno chiamati alle urne al più presto.

Intanto Prodi è sparito nelle nebbie di Palazzo Chigi.

PRODI, ATTENTO AL TIR


Mai successo nella storia della vita repubblicana. Cinque giorni di sciopero degli autotrasporti.
E il tavolo di trattative è saltato.

Prodi nella sua nebbia di Palazzo Chigi è confuso, ma severo…
Così gli autotrasportatori hanno deciso di continuare con il loro blocco. E noi staremo senza benzina e senza approvvigionamenti alimentari.

Vedremo se il governo vorrà comprendere le loro ragioni.

05 dicembre 2007

PIOVE GOVERNO LADRO…ARRIVA UN SINISTRO "ARCOBALENO"!


Ecco arrivare l’arcobaleno della sinistra estrema che ovviamente durerà pochissimo come accade in natura dopo un temporale.
La federazione tra i partiti della cosa rossa della sinistra radicale si chiamerà “Sinistra - L'Arcobaleno”. E’ stato riferito oggi alla fine di un vertice alla Camera tra i rappresentanti di Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica, Verdi e Comunisti italiani. Sarà presentata sabato 8 e domenica 9 dicembre a Roma, ma già ci sono le prima polemiche per la volontà di alcuni di voler togliere dal futuro simbolo la falce ed il martello.
Come sapete l’arcobaleno è un effetto ottico molto breve e nulla esclude che anche questo “rassemblement” rosso abbia dei problemi di durata.
Tre sono le cause che determinano la formazione di un arcobaleno: rifrazione, riflessione e dispersione.
La rifrazione l’abbiamo vista nella fuga dei comunisti dall’Ulivo, la riflessione forse è stata fatta nelle segrete stanze romane e la dispersione è ciò che vorrebbero evitare i nostri eroi, la dispersione dei voti perché perseverando con Prodi & C rischiano di arrivare al loro minimo storico di appeal sull’elettorato.
Nel weekend comunque avremo modo di conoscere il programma e le intenzioni di Giordano (Bertinotti), Diliberto, Mussi e Pecoraio. Pensa che compagnia!


Intanto mentre il governo va “sotto” due volte al Senato sulla sicurezza e dichiara che non vi sarà la fiducia sul decreto in materia di espulsioni, le comiche continuano e qualcuno ha osato dire “il governo è forte e unito”
Non c’è argomento su cui vi sia comunione di pensiero, non esiste più il programma di governo e nemmeno i 12 punti di Caserta hanno visto la luce (vi ricordate i 12 dogmi intoccabili??)
Prodi sembra un pugile rintronato e gira come una trottola per l’Europa quasi a voler evitare di tornare a Palazzo Chigi per timore di non trovare più la poltrona…
E, a fine tempo massimo, ecco che, dopo l’ennesima tempesta, arriva "l’arcobaleno".
Ma c’è un problema.
Il comunismo è finito, malgrado lo si voglia mimetizzare con una tavolozza multicolore.
E’ finito, con o senza falce e martello.




04 dicembre 2007

“IO FARO’ DA GARANTE” … MA FORSE NO…


Prodi ha davanti a sé un muro. Ormai non ci sono più spazi di manovra per il premier.
L’accordo Berlusconi-Veltroni ha dato il colpo finale al già precario equilibrio tra il letargico ed il leader del Pd. Veltroni comanda Prodi senza poter reggere il governo. Questo crea scontentezza da più parti. A Veltroni questo non può bastare, vuole un ruolo chiaro, il governo vacilla, le figuracce si susseguono, la sinistra estrema per ora ha puntellato il crollo, ma non potrà andare avanti per molto. Dini e Mastella scalpitano e temono di sentire franare il terreno all’improvviso senza essersi organizzati per nuovi eventuali accordi politici.


Il clima è cambiato e la sinistra è smarrita.
Bertinotti oggi ha dichiarato che il governo dell’Unione è un fallimento e il ministro Ferrero gli fa eco. Giordano chiede un referendum tra i suoi per sapere se lasciare oppure no .
Temo che la proposta di Giordano sia la solita pantomima comunista per la mancanza di volontà nel mollare veramente la cadrega, ma per salvare la faccia. Vedremo se faranno il referendum e ne avremo il risultato. Se si alzeranno dalla poltrona per volere degli iscritti dimostreranno coerenza e torneranno all'opposizione di un nuovo governo ma a testa alta. Se invece gli iscritti chiederanno di restare abbarbicati al velluto rosso, avremo capito che il referendum era una bufala. La base di rifondazione non ne può più di Prodi, delle sue azioni ed della connivenza del loro partito col fallimento, perciò se consultata realmente, darebbe una risposta univoca. Lasciare.

Intanto Veltroni che notoriamente non ama la frangia della sinistra estrema, ma ama molto il potere, sa bene che l’unica strada possibile per uscire dallo stallo ed avere un ruolo politico serio sia andare ad elezioni per un confronto reale con Berlusconi che nel frattempo sembra rivedere il sereno con i suoi alleati.
Vincerà il più forte, ma almeno gli equilibri saranno chiari ed il Pd avrà finalmente la patente di partito, non solo di fusione veltroniana.
Chi vincerà potrà finalmente governare senza fronde o ricatti.

Prodi “il garante” ormai è l’ombra di un premier, può solo subire le decisioni degli altri ed il suo governo è evaporato per l’ennesima volta.

Quella definitiva.

17 marzo 2007

CENSURA!!!


Chi, negli ultimi quindici anni, ha elogiato e glorificato in ogni modo la magistratura d'assalto? Chi non ha mai battuto ciglio quando dalle inchieste «scottanti» sui politici della prima Repubblica e poi su Ricucci, Moggi, Vittorio Emanuele trapelavano dalle Procure, per finire in prima pagina, faldoni d'inchiesta riservati, interrogatori secretati, intercettazioni telefoniche ? Chi ha usato quelle “notizie” per raccattare consensi e costruirsi un'immagine pubblica all'insegna della verginità morale? Chi non ha mai rimproverato (ed anzi ha giustificato) ai togati il protagonismo calcolato, la ricerca della visibilità mediatica, la spregiudicatezza giuridica? Chi, negli ultimi tre lustri, ha fatto da spalla ai magistrati teorici della restaurazione etica per via giudiziaria, mettendo in piedi un vero e proprio “partito delle toghe”, sempre pronto a prendere le difese di giudici e pubblici ministeri che anche se sbagliano non pagano? Chi non ha ancora voluto porre un limite all'invadenza della magistratura in ogni aspetto della vita sociale?
La risposta è semplice. Sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti, urlano e imprecano deplorando la pubblicazione in prima pagina del nome del portavoce di Prodi, Silvio Sircana, a seguito dell'inchiesta su Vallettopoli. Di colpo sono diventati tutti garantisti, di colpo sono tutti smaniosi di frenare le toghe che lasciano generosamente filtrare notizie più o meno fondate riguardanti uomini politici. Perché? Anche qui, la risposta è semplice: finché di mezzo ci vanno quelli dell'altra parte, quelli che sono ritenuti politicamente lontani dalla sinistra «etica», si chiude un occhio, anzi due. Tutto va bene, finché nel tritacarne finiscono Berlusconi e i suoi amici (ricordate il famoso G7 del '94 e l'avviso di garanzia recapitato a mezzo stampa ?), finché ad essere “sputtanati” sono gli uomini della destra. Ma quando cade uno dei loro, e per giunta il portavoce del presidente del Consiglio, allora …fermi tutti!!
Ma come? Non erano proprio loro a giustificare l'azione spregiudicata dei magistrati nel nome della tanto invocata ”moralità della politica”? Non erano proprio loro a scendere in piazza contro riforme della giustizia pensate per far rientrare le toghe nei ranghi democratici di un sistema civile? Non erano proprio loro a dare fiato alle trombe ai giornali amici trasformati in tribunali del popolo di sovietica memoria? Certo che erano loro, i novelli garantisti folgorati sulla via di Damasco dal caso Sircana, gli indignati a scoppio ritardato dopo che il nome del portavoce del presidente del Consiglio (e ora anche del governo) è finito in prima pagina.
Che cosa sarebbe accaduto se al posto di Sircana ci fosse stato il portavoce di Berlusconi? Si sarebbero stracciati le vesti allo stesso modo? Non credo, anche perché non l’hanno mai fatto fino ad oggi. Curiosamente ora scoprono che sono troppi gli spifferi che filtrano dai Palazzi di giustizia, e tentano di tappare i buchi. Ma dove erano quando, a partire dai primi giorni di Tangentopoli, questi spifferi mettevano alla gogna tutto ciò che fosse in qualche modo collegato ai partiti allora al potere? Dov'erano quando questi spifferi privavano della dignità civile (e perfino della vita) i vari Cagliari, Moroni, Gardini? Dov'erano quando il Corriere della Sera defenestrò di fatto, col succitato avviso di garanzia del G7 partenopeo, un presidente del Consiglio democraticamente eletto?
Non vengano a raccontarci e ad insegnarci oggi quello che per quindici anni hanno rifiutato, deprecato e deriso. Non vengano a dirci quello che dal '94 va dicendo Berlusconi. Non ci fidiamo degli indignati a intermittenza, dei seminatori di vento che oggi raccolgono l'inevitabile tempesta.